Vedere oltre

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Amore passionale, musica, ed attualità sono tre grandi argomenti, fra i più stimolanti oggetti d’analisi, e trascorrere il tempo discorrendo dell’una e dell’altra realtà è indubbiamente uno dei piaceri maggiori che l’intelligenza umana conosca. Ma mi trovo a non avere più parole, a provare un compassionevole (in senso positivo) disinteresse di fronte a ciò che pare il principale nutrimento dell’intelletto.

C’è una luminosa serenità, unita ad un’amorevole fiducia, che mi impedisce di avere pensieri e mi lascia la mente sgombra da preoccupazioni.

Una meravigliosa sensazione di leggerezza, quasi di onnipotenza, nella sua accezione più nobile ed onesta, mi spinge a rimanere in ascolto, a dedicarmi interamente al mondo che mi circonda, ad unirmici.

Tutto ciò che ho attorno viene ad essere in perfetta armonia, in totale accordo con ciò che chiamiamo parte più profonda del nostro essere e che, erroneamente, crediamo ci definisca, ponendo un limite fra Noi e l’esterno.

Ebbene non percepisco confini fra me e l’Universo.

Mi sento consapevole, conscia per la prima volta di avere il pieno controllo della mia vita, eppure senza alcun desiderio concreto di azione.

SO ciò che sono, probabilmente una parte di me l’ha sempre saputo, ma riesco a comprenderlo pienamente solo ora. Ora che mi sento brillare.

Sono luminosa,

sono Io,

sono un essere vivente,

sono la Vita.

E sento la Vita, in tutta la sua commovente semplicità e completezza.

La sento in me come vibrante e lucente energia, come sconfinata fiducia, come sublime appagamento, come pace profonda e totale quiete; e la percepisco nella realtà circostante come assoluta fede, immensa bellezza e perfezione, divina magnificenza.

E tutto è. Meramente. Non ci sono prima e dopo, non c’è chi o quando, non c’è dove; si tratta di essere e basta, qui ed ora.

E’ una sensazione talmente meravigliosa. Si tratta di Vita, si tratta di Amore.

Amore incondizionato ed universale.

E’ ciò che alcuni chiamano Dio, alcuni Nirvana, estasi, moksha, Luce,.. e che molti altri invece rinnegano categoricamente per orgoglio o pigrizia, diffidando e divenendo sospettosi al solo udirne il nome; come se non fosse affar loro, e se l’interrogare la propria coscienza fosse qualcosa d’inutile, d’insensato, di poco vantaggioso, a volte persino immaturo.

Nel corso del tempo, è venuta a svilupparsi una società organizzata, che ha imposto ad ogni individuo dei modelli comportamentali a cui attenersi, delle regole da rispettare, rendendo così più ordinata, sicura e ”vivibile” la vita di ognuno. Così facendo, ha però contribuito ad alimentare l’accidia e l’ambizione umane, portando l’individuo a credere di poter trovare la felicità all’interno della società stessa, godendo di più privilegi e comodità possibili con il minor dispendio di energia, semplicemente sacrificando la propria singolarità in nome della ”normalità”.

Siamo arrivati, all giorno d’oggi, a non fare più caso alle sensazioni interiori, a quelle vibrazioni di pure coscienza che ci indicano, talvolta, la retta via, mantenendoci in costante contatto con quel qualcosa di più grande che si estende al di là di ciò che intendiamo come nostra concezione di realtà quotidiana, fatta di doveri e di piaceri.

L’esistenza appare così impegnativa, talmente imbevuta di problemi da risolvere e ordini da eseguire e regole da rispettare e questioni d’onore e obbiettivi da raggiungere ed incomprensioni ed ansie.. che ci distrae, non ci permette di fermarci, svuotare la mente da ogni pensiero e limitarci alla mite contemplazione.

L’esterno ci condiziona, risucchiando la nostra individualità e facendoci perdere il contatto con noi stessi, disperdendo così la nostra spiritualità.

Viaggiamo verso mete precisate senza badare ai luoghi che attraversiamo e per poi tornare subito a casa, e rimpiangere la ”libertà” concessaci dalla vacanza; studiamo le scienza sui banchi di scuola ma non avremo prestato più di qualche minuto d’attenzione al battito del nostro cuore o alla profondità del nostro respiro; trascorriamo la maggior parte della vita schiavi del lavoro, prevedendo un futuro migliore perdendoci però il presente; siamo costantemente stressati ed inappagati, eppure continuiamo a compiere le stesse azioni, ripetutamente, schiavi di abitudini e false sicurezze che, alla lunga, prosciugano il nostro spirito e ci lasciano gonfi d’amarezza; consideriamo le pèrsone che incontriamo in base al ruolo che ricoprono nella società e non naturalmente, come altri esseri umani, in tutto a noi simili, ed unicamente per questo meritevoli di rispetto e compassione.

Viviamo questa esistenza snaturata senza sapere cosa vivere sia, e la maggior parte di non non s’è nemmeno posta il problema.

Sebbene infelici (e con la netta sensazione di un possibile miglioramento), continuiamo ad accettare ciò che ci viene propinato, senza tentare sostanzialmente di cambiare le cose, e sfogando le nostre inquietudini sugli altri che, a loro volta inconsapevoli del subdolo meccanismo, si sfogano su altri ancora, creando così odio, conflitti e competizioni, in un malsano circolo vizioso che solo l’umiltà, la sincerità e l’amore potranno interrompere.

Rimaniamo nello stesso meschino stato per vite intere, abbarbicati alla concezione che abbiamo creato della nostra persona, cristallizzati in un personaggio fisso, immutabile, e non proviamo minimamente a modificare il corso delle cose, a cambiare prospettiva, ad ascoltare il nostro cuore, perchè non vediamo alternative, perchè ci sentiamo piccoli ed impotenti, sotto perenne attacco, perchè abbiamo paura.

Paura del dolore, paura della solitudine, paura della morte.

Ebbene, si teme la morte unicamente perchè si teme di perdere qualcosa, di lasciare un affare a metà; si crede di essere in qualche modo legati a qualcosa di ben definito, al mondo materiale, e si finisce inevitabilmente col dipendere da esso e col rendersi infelici e miserabili.

Ma è quando comprendi con tutto il tuo essere che l’Amore senza limiti, senza implicazioni fisiche, senza un bersaglio preciso è possibile sempre, incondizionatamente, allora capisci che tempo e spazio non esistono, che il mondo circostante è qualcosa di fittizio, di fuorviante; allora riesci anche a vivere senza un effettivo bisogno di vivere (concreto, con l’azione); allora riesci anche a morire.

Ed è una cosa talmente semplice da far paura, appunto, e da spingere i più alla rinuncia, all’accettazione di qualcosa di estremamente innaturale, a scapito di salute e benessere.

Vivere e Morire sono, essenzialmente, la stessa cosa: sono Luce, sono Pace, sono Amore. E sono in ogni meraviglia della natura, basta prestarci la giusta attenzione. Il resto è solo apparenza, fantasia, proiezione della mente.

Non siamo così ingenui ed orgogliosi da identificare la nostra Essenza con la nostra personalità, con l’opinione, maturate dall’intelletto; ascoltiamoci, piuttosto.

Ascoltiamo lo scorrere del Divino attraverso il nostro corpo, l’Energia, la presenza vitale che ci collega, ad ogni respiro, con l’Universo intero. Ascoltiamo gli altri e la Natura, privati della violenza del giudizio e del crimine della presunzione, e riusciremo, finalmente, ad amare.

Scritto da Greta

ragazza di 17 anni

 

 

I CUORI CONDIVISI

Informazioni su Tanja

Io sono.... Chi sono io? La domanda eterna di ogni persona da sempre. Questo blog è il risultato, lo specchio, il modo, e la strada che sto precorrendo nella mia personale ricerca di risposte a questa domanda In questo blog troverete tutto quello cosa ho scoperto fino adesso e cosa ancora sto scoprendo. Io credo che questa ricerca non finirà mai. Credo che siamo esseri multidimensionali creati da perfezione d’amore incondizionato e universale e come tali anche noi siamo perfetti esseri d’amore con i poteri divini di creazione. Siamo esseri divini che possiedono stesse caratteristiche della nostra fonte. Noi siamo l’amore, la sapienza, la giustizia e la potenza. Una volta ho scritto: Fu una volta un popolo divino........ che dimenticò di esserlo.. dimenticò realtà parallele frequenze divine connessione divina libera connesione divina. Un giorno pieno di luce hanno cominciato...... In che modo continua la favola e in che modo finirà dipende da tutti noi. Adesso dobbiamo solo ricordarci di essere Dei. Per questa ragione ho battezzato il mio blog con questo nome. Mi sento come una Dea che stava dormendo per tanto tempo ed adesso si sta risvegliando. Forse sono ancora un po’ assonnacchiata ma i miei sensi si stano risvegliando sempre di più per poter vedere differenza tra il vecchio mondo e il nuovo mondo che sta nascendo. Quel nuovo mondo, quella nuova realtà è creata nella condivisione. Non poteva essere diversamente perché siamo tutti collegati. Tutti noi siamo un unico organismo vivente che solo collaborando può vivere e crescere. Sono certa che tutti noi, i Dei risvegliati, stiamo creando qualcosa che ancora non esisteva nel multiverso. Sono certa che siamo capaci di farlo unendoci. Questo blog è un mio contributo al condivisione in creazione. Che l’amore ci guida. Tanja

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3 commenti su “Vedere oltre

  1. Giorgio il said:

    Tanja ^_^ E’ una gioia sentirti parlare così…
    SEI MERAVIGLIOSA!!!
    Mi sentivo solo in questo stato e invece….sto abbracciando una sorella dell’infinito universo ^_^ Grazie grazie e grazie ancora.
    Più questa vibrazione aumenta e più ci avviciniamo.
    Forza e coraggio!

  2. Tanja il said:

    Grazie Giorgio. Sento il tuo entusiasmo, ma questa storia è scritta da Greta, ragazza di 17 anni, una cara amica di mia figlia.

    Leggendo sue parole il mio cuore faceva balzi di gioia.
    Nei tempi quando i giovani sono presentati in una luce di disperazione,quando si nominano solo se hanno fatto qualcosa di “illecito”, questa storia è prova che i nostri giovani hanno tante cose da insegnarci. E noi possiamo scegliere di sentirli o no.

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