Lotus Birth – in ospedale italiana

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BARGA. Dopo la nascita è rimasto attaccato alla placenta della mamma, attraverso il cordone ombelicale, per quasi due ore. Un tempo sufficiente a ricevere tutto il sangue placentare presente alla nascita e che è ritenuto importante per la formazione del sistema immunitario.

Questa nuova tecnica è stata attuata nel reparto di ostetricia dell’ospedale San Francesco di Barga, guidato dal dottor Vincenzo Viglione. Si tratta di un metodo, chiamato Lotus Birth dal nome dell’infermiera californiana che negli anni Settanta si fece promotrice di questo sistema.

Al San Francesco ha voluto metterlo in pratica una coppia di «addetti ai lavori». La mamma è infatti infermiera e il padre è un medico ed entrambi lavorano nel reparto di riabilitazione del nosocomio barghigiano.

Si tratta della prima volta che in Lucchesia si adotta questo sistema, che prevede un ritardo nel taglio del cordone ombelicale.

Sulla reale efficacia di questa procedura c’è diversità di pareri a livello scientifico. Di certo però non comporta rischi per il bambino che gode di ottima salute.

 

Il Lotus Birth, che si sta sempre più diffondendo in Italia, prevede di lasciare il neonato collegato alla placenta fino al distacco naturale del funicolo, che avviene dai tre ai dieci giorni dopo la nascita, con benefici sia di ordine psicologico che biologico. Non ci sono evidenze scientifiche che neghino questa metodologia, definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità una “procedura fisiologica” in contrapposizione alla “procedura invasiva” del taglio immediato. Non sussistono neppure ragioni mediche che la sconsiglino in presenza di una placenta sana. Tuttavia alcune famiglie devono affermare con determinazione il proprio diritto a un parto naturale, superando le iniziali resistenze del personale medico.
Un parere opposto è espresso dal presidente della Spcietà italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), Nicola Surico, che giudica questa tecnica solo una “moda”: “In realtà è una tecnica che non presenta alcuna utilità o beneficio e che, invece, può portare problemi di tipo igienico e anche batteriologico. La placenta – spiega Surico – va infatti in necrosi dopo un certo periodo, raccogliendo così germi che, anche se la circolazione sanguigna si interrompe, possono comunque arrivare al neonato”.
Risale al 2009 la nascita del primo bimbo con il Lotus Birth all’Ospedale Sant’Anna di Torino. Deva Eusebio è nata senza ossitocina, monitoraggi, epidurale, episiotomia, antibiotici, lettino della sala parto, spinte manuali, forcipe, aspirazione del muco, clampaggio e senza recisione del cordone ombelicale. Il secondamento, ovvero l’espulsione della placenta, è avvenuto circa 20 minuti dopo la nascita e la sera stessa neonata e placenta, ancora unite, hanno lasciato l’ospedale per vivere a casa i delicati giorni di attesa del naturale distacco del cordone ombelicale.
Con le dimissioni del neonato, la Direzione Sanitaria del nosocomio attestò che “un operatore sanitario non può recidere il cordone ombelicale senza il consenso dei genitori” e che “la placenta può essere richiesta alla struttura ospedaliera in quanto di proprietà del neonato e, per estensione, della famiglia”. Il Lotus Birth prende il nome da Clair Lotus Day, infermiera californiana che negli anni Settanta, quando rimase incinta, ebbe per prima la percezione che il taglio del cordone ombelicale fosse una violenza sul bambino.
Una visione poi strenuamente sostenuta da Jeannine Parvati Bakernegli Stati Uniti e da Shivam Rachana in Australia, autrice dell’unico libro pubblicato su questa nascita, “Lotus Birth: il parto integrale – nati con la placenta”, grazie al quale il messaggio della nascita Lotus Birth ha raggiunto tante persone in tutto il mondo. Con questa pratica dolce, dal ’74 a oggi, sono nati moltissimi bambini, sia in casa che in ospedale, in acqua e non, con parto naturale e anche con parto cesareo.

http://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2013/05/12/news/due-ore-attaccato-al-cordone-1.7054431?fb_action_ids=10202243205873895&fb_action_types=og.recommends&fb_ref=s%3DshowShareBarUI%3Ap%3Dfacebook-like&fb_source=other_multiline&action_object_map=%5B1410934972474826%5D&action_type_map=%5B%22og.recommends%22%5D&action_ref_map=%5B%22s%3DshowShareBarUI%3Ap%3Dfacebook-like%22%5D

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Informazioni su Tanja

Io sono.... Chi sono io? La domanda eterna di ogni persona da sempre. Questo blog è il risultato, lo specchio, il modo, e la strada che sto precorrendo nella mia personale ricerca di risposte a questa domanda In questo blog troverete tutto quello cosa ho scoperto fino adesso e cosa ancora sto scoprendo. Io credo che questa ricerca non finirà mai. Credo che siamo esseri multidimensionali creati da perfezione d’amore incondizionato e universale e come tali anche noi siamo perfetti esseri d’amore con i poteri divini di creazione. Siamo esseri divini che possiedono stesse caratteristiche della nostra fonte. Noi siamo l’amore, la sapienza, la giustizia e la potenza. Una volta ho scritto: Fu una volta un popolo divino........ che dimenticò di esserlo.. dimenticò realtà parallele frequenze divine connessione divina libera connesione divina. Un giorno pieno di luce hanno cominciato...... In che modo continua la favola e in che modo finirà dipende da tutti noi. Adesso dobbiamo solo ricordarci di essere Dei. Per questa ragione ho battezzato il mio blog con questo nome. Mi sento come una Dea che stava dormendo per tanto tempo ed adesso si sta risvegliando. Forse sono ancora un po’ assonnacchiata ma i miei sensi si stano risvegliando sempre di più per poter vedere differenza tra il vecchio mondo e il nuovo mondo che sta nascendo. Quel nuovo mondo, quella nuova realtà è creata nella condivisione. Non poteva essere diversamente perché siamo tutti collegati. Tutti noi siamo un unico organismo vivente che solo collaborando può vivere e crescere. Sono certa che tutti noi, i Dei risvegliati, stiamo creando qualcosa che ancora non esisteva nel multiverso. Sono certa che siamo capaci di farlo unendoci. Questo blog è un mio contributo al condivisione in creazione. Che l’amore ci guida. Tanja

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