METTICI IL CUORE! Cos’è e come creare la realtà. Dal Vangelo secondo la scienza (Vol. I)

cuore

 

Proprio nel momento quando volevo scrivere un riassunto Di tutte le scoperte scientifiche che stano spiegando la creazione e co-creazione della realtà, davanti a me è apparso questo articolo in quale il suo autore ha detto già un anno fa,tutto quello di cosa volevo scrivere. Ve lo trasmetto in sua completezza. Tanja

 

 

La Fine del Mondo è una boiata pazzesca. Più probabile è la distopia, semmai l’estinzione. I Maya sono stati strumentalizzati ne più e ne meno dei terremoti durante le campagne elettorali.

La Fine del Mondo è condizionata dalla nostra Volontà e dalla nostra Paura, così nel caso la nascita di una Nuova Era. Il Solstizio d’Inverno del 21 dicembre è solo il punto al centro di un “intervallo di tempo”, inteso come tempo cosmico, quando ciclicamente l’universo cambia frequenza della sua vibrazione energetica di base. Si cambia “onda” ragazzi, altro flusso, è questione di energia che si respira nell’aria a cui inevitabilmente verremmo sintonizzati. Fin qui, lo dimostrano anche i rilevamenti scientifici.

Poi c’è la teoria secondo la quale se non ci sintonizziamo finiremo per “decadere” presto, come tanti “luciferini” cominceremo a vibrare secondo frequenze bassissime fino a collassare, per essere poi risputati nei tempi cosmici esattamente nella frequenza contraria a quella con cui ci siamo suicidati. Infatti l’energia non perisce, si trasforma. E anche questo è inoppugnabile, è una legge di natura, esaurito un polo ci si ri-esplode all’opposto, come fossimo rimbalzati da uno specchio. Saremmo sempre noi, ma in un’immagine al contrario. Non si scappa, almeno non prima di aver collassato nel proprio vomito.

I Maya usavano la parola “Terra” per rappresentare metaforicamente un piano che si formava collegando i quattro punti dell’anno, segnati dagli equinozi e dai solstizi: gli stessi quattro punti che corrispondevano alle costellazioni e che sorgevano insieme al sole. I Maya non hanno mai parlato di “Fine del Mondo”, semmai del passaggio del sole da Costellazione in Costellazione, e ogni nuova “posizione” era una nuova Terra, appunto. Questo passaggio quindi si riferisce al mondo come lo immaginavano loro, cioè un’era: la “Visione” di un’Era, una vibrazione.

Verosimilmente, un’importante fanalino di questo cambiamento epocale proviene dalla scienza, ancor di più dalla fisica quantistica. Un nuovo paradigma scientifico sta di fatto salendo in cattedra, e mai come questa volta le implicazioni di questa scienza saranno così rivoluzionarie anche nella vita comune della gente.

 

Uki si fa un siffatto regalo per questo importante Solstizio d’Inverno, felice di condividerlo con i più curiosi e gli appassionati del “genere”, per parlare di questo: stando ai fatti, il primo organo a formarsi nell’embrione è il cuore. E sappiamo bene che la Natura non lascia nulla al caso. Si pensa che sia il cervello che regola l’attività mentale e invece, come insegna la medicina cinese, è il cuore. È l’attività pensante che è programmata per corrispondere al cuore non il contrario… ebbene, queste nuove scoperte potrebbero portare a nuove Visioni del Mondo e della realtà che ci circonda.

 

 

Cercherò di trasmettervi l’importanza delle implicazioni del campo magnetico del nostro sistema cardiaco, soprattutto riguardo la sua influenza sulla realtà manifesta, il tutto avallato da alcune informazioni “scientifiche” riprese da diversi libri da me studiati –in calce troverete le fonti. Qua e la ho inserito anche alcuni frammenti presi dalla rete. In ogni caso, io non sono uno scienziato, sia chiaro.. sono solo uno che sperimenta su se stesso quello in cui crede].

 

 

 

Abbiamo letto centinaia di articoli sulla fisica quantistica, sul fatto che tutto è energia, sul potere della mente e sulla possibilità che i pensieri possano creare la realtà… ma nonostante ci siamo sforzati fino a sembrare dei perfetti imbecilli di “pensare” un futuro migliore per noi stessi, alla fine sembriamo sempre solo dei criceti sulla ruota di una gabbia.

Questo accade perché ancora una volta ci siamo dimenticati di tenere in considerazione il fatto che, l’uomo, separato dal suo contesto ambientale-naturale, non è nulla. Dobbiamo onorare innanzitutto noi, certo, ma anche ciò che ci circonda. E partendo dal presupposto che tutto è energia, dobbiamo sapere che sono innanzitutto le sensazioni, in connessione coi pensieri, ad essere le onde vibratorie più importanti di tutto, sono necessarie, le sole in grado di connettere l’influenzabilità della coscienza umana all’ambiente che locinge, proprio perché sono le sensazioni stesse, per la precisione, ad essere ancor più auspicabili e idonee a questo ruolo..

 

L’essere umano è composto da tre importanti campi elettromagnetici generati dai nostri “tre cervelli“: il cervello della testa, quello del cuore e quello della pancia. Noi non li possiamo vedere, eppure esistono. Fanno parte della nostra struttura, così come le ossa. Oltre alla testa di cui sappiamo tutti, dovete sapere che l’apparato gastro-intestinale è il “sistema” che contiene più centri nervosi dopo appunto il cervello, non a caso si dice che la pancia è la nostra seconda testa/cervello. Quando siamo stressati si dice che “abbiamo la bile” non a caso, è l’ulcera o la gastrite ad esempio che ci tormenta quando siamo arrabbiati. Le emozioni passano anche da qui. Allo stesso modo, il sistema cardiaco è ricco di centri nervosi. Ed è proprio su questo “sistema” che porremo l’attenzione con questo speciale. Questi sistemi nervosi trasmettono e ricevono informazioni, vale a dire: ogni genere di informazione che nasce da:pensieriemozioni movimento (gesti). Queste informazioni influenzano innanzitutto le nostre cellule ed interagiscono, mischiandosi, con i campi elettromagnetici circostanti con cui ogni essere vivente entra in contatto: quelli collettivi, divenuti “autonomi”, generati dall’emissione di informazioni dello stesso tipo, e ilcampo magnetico terrestre. Di fatto l’uomo riceve informazioni anche dai pianeti e dal Sole (per questo gli antichi studiavano l’astrologia). Ebbene, il risultato di questa “interazione”, signori e signore, è: l’intera realtàche ci circonda!

 

Seppur in modo inconscio l’uomo è un co-creatore del mondo, infatti quando pensa, parla, desidera, soffre, gioisce, ecc…, crea delle strutture energetiche attorno a sé, che saranno tanto più potenti e resistenti quanto più forti sono stati i pensieri, i sentimenti, i desideri e le emozioni che le hanno generate. In questo modo viene a crearsi una struttura energetica vitalizzata che prende il nome di “forma – pensiero”. Questo emerge dagli ultimi studi della fisica quantistica. Ecco che arriviamo a: “il Pensiero Crea la Realtà“, un’affermazione che oggi va molto di moda, ma fallace sia dal punto di vista concettuale che scientifico. Il pensiero, semmai, influenza l’osservazione e l’interpretazione della realtà, di fatto creandola… ma nel senso di “rappresentazione” e dunque di approccio alla realtà. Ecco perché è importante l’approccio ad un problema, ad una terapia, ad un evento, ad una giornata importante, ad un impegno di qualunque tipo. Ciò che tuttavia darà un imprinting naturale ben saldato alla nostra “volontà”, saranno in primis le emozioni. Sono loro che possono influenzare la sincronicità della Vita.

 

A ragion veduta, l’uomo deve imparare a distaccarsi dalla frenetica ragnatela mentale che lo stressa quotidianamente, mettendosi in uno stato mentale di calma vivere empaticamente e prima di tutto, con l’immaginazione, la situazione/condizione che desidera per la propria vita.

Dobbiamo tenere a mente che nel momento in cui siamo immersi in quella sensazione, di fatto la stiamo anche pensando, il pensiero è conseguenziale, anche se parallelo alla sensazione. Se ci focalizziamo sulla sensazione che vogliamo vivere, la stiamo pensando, o meglio, la stiamo pensando nel modo giusto (in modo puro, senza concettualizzazioni o interpretazioni..): è questo il segreto per influenzare la sincronicità quantistica del percorso della nostra vita. Solo in questo modo il nostro Campo magnetico potrà aprirsi alle opportunità (potenzialità del Vuoto Quantistico) da noi desiderate, perché solo in quel modo quelle vibrazioni possono sintonizzarsi -in modo naturale secondo determinate leggi di natura- con la funzione d’onda in grado di risuonare con la realtà da noi voluta!

 

Abbiamo già accennato al fatto che nell’embrione il primo organo a formarsi è il cuore.  Di fatto, è il cuore che regola finanche l’attività mentale. Le ultime scoperte scientifiche dimostrano che è l’attività pensante che è programmata per corrispondere al cuore e non il contrario.

Si sa… il cervello (e la sua area pensante: la mente-intelletto-logica) crede di essere il capo (da qui anche il nome di testa=capo) e vorrebbe sempre tener testa. Tuttavia è il cuore la più ampia area ritmica che accoglie la nostra intelligenza intuitiva, è il cuore il “governatore”.. Il cuore fisiologico è l’organo più sonoro del nostro corpo, il suo ritmo scandisce il contrarsi e l’espandersi del movimento della vita in ogni punto nodale dell’organismo. In questo senso tutto il corpo pulsa nel Cuore, anche se a una prima occhiata distratta potrebbe sembrare il contrario.

Il cuore possiede anche un sistema nervoso autonomo, per più della metà è costituito da neuroni e può diminuire e accelerare i propri battiti senza ricevere impulsi dal cervello.

Lo sviluppo evolutivo del cervello che si è dimostrato progressivo e plastico sembra richiedere ora più che mai il coinvolgimento del cuore.

 

Ebbene, le emozioni e le sensazioni non solo sarebbero alla base del processo di memorizzazione delle esperienze, ma sarebbero responsabili della maggior parte dei meccanismi neurofisiologici che regolano o bloccano il funzionamento dell’intero organismo vivente. Da differenti esperimenti e ricerche emerge che il cuore, da sempre sede delle emozioni, e il sistema limbico, vero “cuore del cervello“, costituiscono il centro della complessa unità psicosomatica.

Uno dei maggiori contributi alla riunificazione della dicotomia umana in medicina è dovuto al lavoro e alla visione pionieristica di Candace Pert. La Pert, neurofisiologa, direttrice del centro di biochimica cerebrale del NIMHNational Institute for Mental Health, è una delle più importanti figure nell’ambito della ricerca internazionale sul cervello: ha infatti scoperto le endorfine e un vasto numero di neuropeptidi, le molecole che trasmettono le informazioni nel sistema nervoso, ed ha evidenziato che i neuropeptidi sono i mediatori sia delle informazioni, sia delle emozioni e sono attivi praticamente in tutte le cellule del corpo, nel sistema nervoso, ma soprattutto nel sangue, nel sistema immunitario e nell’intestino. Queste scoperte l’hanno candidata al Nobel per la medicina, ed hanno creato -come spesso accade in questi ultimi anni- una sorta di rivoluzione nel modello di essere umano della medicina ufficiale. Come l’editore John Maddox ha riportato su “Nature“, le persone più esperte in questo campo sostengono che ogni stato d’ animo è fedelmente riflesso da uno stato fisiologico del sistema immunitario (ecco dunque l’importanza dellapsicosomatica).

Innanzitutto i neuropeptidi devono essere considerati delle molecole psichiche“, in quanto non trasmettono solo informazioni ormonali e metaboliche, ma “emozioni” e segnali psicofisici: ogni stato emotivo (amore, paura, piacere, dolore, ansia, ira…), con le sue complesse sfumature chiamate sentimenti, è veicolato nel corpo da specifici neuropeptidi. Questo significa che l’intero corpo “pensa“, che ogni cellula o parte del corpo “sente” e prova emozioni“, elabora le proprie informazione psicofisiche e le trasmette ad ogni altra parte attraverso una fittissima rete di comunicazioni di estrema varietà comunicativa.

Tutto il corpo è vivo, intelligente e cosciente, ogni cellula prova piacere e dolore ed elabora strategie metaboliche per il benessere collettivo. Finalmente la medicina scopre che il corpo non è una macchina! Su queste basi teoriche e sperimentali, Candace Pert parla dell’essere umano come di una complessa “rete di informazioni” e dichiara che l’antica divisione tra mente e corpo non ha più ragioni di sussistere: al vecchio concetto bisogna sostituire quello di psicosoma (bodymind), in cui ogni aspetto psicofisico umano è visto come parte di un’unica organica realtà.

La psiconeuroimmunologia -lo studio di come la psiche, il sistema nervoso centrale e il sistema immunitario si influenzino vicendevolmente- sta diventando una delle branche più interessanti e in rapido sviluppo dell’intera medicina moderna. Questa nuova scienza attira l’interesse di psichiatri, endocrinologi e biologi molecolari.

Sin dai tempi dei Greci, filosofi e medici avevano discusso e dibattuto sulla supremazia del cuore o del cervello come centro dell’identità degli organismi viventi. In India il cervello è la sede dell’Atman, la coscienza superiore, il cuore è la sede di Jivatman, la coscienza vitale. Nelle medicine antiche, come la medicina taoista, ogni organo era considerato sede di una certa anima o emozione: lo Shen. Il cuoretuttavia veniva considerato come l’imperatore dell’intero dominio che è il corpo fisico. Cuore come centro di coscienza e di benessere, ma soprattutto della gioia e dell’amore di vivere che permettono la nostra stessa esistenza. Le recenti scoperte di psiconeuroimmunologia, in accordo con la concezione olistica, evidenziano una profonda interrelazione tra cuore e cervello. L’antica saggezza ora riemerge proprio in seno ad una delle branche più avanzate della ricerca medica.

 

 

Per comprendere tutto ciò, e come la scienza oggi lo dimostri, c’è bisogno di abbracciare un’emergentevisione del mondo del tutto nuova.

A quel punto, capiremo anche che esiste questo sottile “dettaglio” che spesso trascuriamo perché deposto dalla disinformazione, e che sembra non esserci ben entrato nella zucca: quello cioè che il linguaggio che il campo quantico comprende e a cui risponde per modificare e creare la realtà che desideriamo: è, in primo luogo, quello delle vibrazioni che contraddistinguono le sensazioni, e dunque le “emozioni”! Da anni ormai non si fa che parlare di “pensieri positivi” come fossero la manna dal cielo… È chiaro che il pensiero è importante, ma se le nostre emozioni sono in contrasto con i nostri pensieri, sono le prime a prevalere.

 

Pertanto, facciamo alcune considerazioni.

 

In seguito al fatto che anche nella scienza l’oggettività assoluta ha perso fondatezza, l’epistemologoThomas Kuhn ci ha infatti confermato che essa è influenzata più che altro dalla complessità socio-culturale: la presunta validità di una “teoria” dipende dal solo consenso della comunità scientifica ed è relativa al bagaglio di conoscenze da loro posseduto. Già Friedrich Nietzsche affermava tempo prima: «Non esistono i dati, solo interpretazioni!».

Quando un teoria inizia a presentare delle anomalie, allora scatta la “battaglia intellettuale” tra scienziati per l’affermazione di un nuovo “paradigma scientifico”. Niente di assolutamente oggettivo dunque, tutto dipende dalla soggettività e dal “punto di vista” dei ricercatori, così come dai trend culturali della società stessa. Come afferma Anthony Giddens, ogni sforzo di fondere il razionalismo scientifico sulla struttura della scienza in quanto tale, si chiude in un circolo logico, e come vi spiegherò più tardi, questo circolo logico è il buco del culo dell’inganno diabolico, hem… scusate..

La scienza è impresa umana. Le caratteristiche di “correttezza” degli asserti, “controllabilità” pubblica dell’esperimento e “ripetibilità” delle procedure sono caratteristiche di un agire umano intenzionalecertamente proprio della cultura occidentale, nella sua evoluzione storica. Lo stesso Einstein affermò chele teorie sono libere creazioni dell’intelletto; l’oggettività dunque dipende dal consenso della comunità scientifica: un mondo a parte! Esistono poi influenze socio-culturali: “mode” capaci di rilevanti stravolgimenti logico-concettuali. I “dati” scientifici sono “costruiti”, ma soprattutto: la loro classificazione è “orientata”… e questo è quanto!

 

 

Oggi siamo nel pieno di una nuova battaglia intellettuale per un cambiamento di paradigma.

Di questi tempi la fisica quantistica sta sconvolgendo l’intera comunità scientifica. Le sue teorie inoltre, sono talmente affini alle scienze sacre delle antiche dottrine esoteriche (come rivelato già da molti filosofi della scienza), che questo passaggio ha assunto oggi tratti a dir poco bellicosi tra chi ancora teme diabbandonare l’obsoleta visione del mondo” per una strada a loro avviso troppo vicina alla metafisica. In effetti questo nuovo paradigma riesce ad esprimere in un linguaggio più vicino a quello scientifico tradizionale ciò che in passato e in altre culture veniva comunicato mediante miti, simboli, immagini mistiche, ecc… Non vi nascondo che, sebbene sia perfettamente cosciente di come questi parallelismi siano non poco rischiosi e antiscientifici, a me incuriosiscono molto, nondimeno, è proprio per questo motivo che critico fortemente le forzature teoriche di tutte quelle correnti che oggi la moda racchiude sotto il termine New Age, che, come volevasi dimostrare, si è subito fiondata su queste nuove scoperte scientifiche come un orso sul miele, iniziando a sguazzarci con esagerazioni senza fondamento, distraendo l’attenzione dalla naturale autenticità di questo “passaggio epocale”.

Anche per colpa della confusione creata da questi ciarlatani, in molti affermano, a prescindere, che alcune delle più ardite teorie quantistiche siano delle stronzate… questo è molto probabile, ma più ragionevolmente, si tratta solo di azzardi teorici di ricercatori che oramai hanno aperto la mente ad infinite possibilità (e ben distanti dalle mode spiritualiste), e che si trovano non di rado di fronte a nuove scoperte e leggi di natura finora neanche lontanamente immaginate.

È assiomatico che tutto questo rischi di produrre fantascienza/pseudoscienza e non scienza, ma non bisogna aver paura di “teorizzare”, se ci si indirizzerà per queste direzioni, infatti, sarà sempre l’esperimento ad accertare i fatti. Molte teorie oggi consolidate sono nate solo come teorie, e solo dopo decenni dimostrate in laboratorio. Molte di esse in principio erano considerate assurde. Non bisogna metter in discussione la razionalità di certe nuove tesi solo perché ci sembrano impossibili (escluse delle palesi boiate), perché l’autenticità della scienza è nel suo farsi, come affermava Kuhn.  Nessuna scoperta arriva a tutti noi se non nel momento in cui si è pronti ad accettarne l’innovazione.

Senza fare roghi su Campo dei Fiori, oggi un nuovo “paradigma sistemico” sta indubbiamente spiegando molte più cose della nostra realtà: esso, entro certi limiti, riesce a conciliare e integrare riduzionismo e olismoframmentazione e globalità, con la stessa visione atomica della scienza dominante, superandone i limiti attraverso il concetto di interdipendenza e coerenza.

 

 

 

LA NASCITA DI UNA NUOVA VISIONE SCIENTIFICA DEL MONDO

 

Oggi l’epistemologia afferma che una teoria, ancor meglio un “paradigma”, può essere considerato scientificamente valido, se sa risolvere specifici questioni o problemi. Se la teoria trova una risposta aigrattacapi scientifici, essa sarà “confermata” esatta, utile ed efficace, dunque valida.

La “teoria del campo unificato” (Unified Field Theory) -una serie di equazioni capaci di riunire le varie leggi della natura- fu il sogno di Albert Einstein, che iniziò infatti a studiarla e che ha portato oggi ad una nuova visione sistemica del mondo. Ricordiamo le parole di Einstein: «Il mondo che abbiamo creato è il prodotto del nostro pensiero. E dunque non può cambiare se prima non modifichiamo il nostro modo di pensare».

Ecco che il mondo pieno, sostanziale, della scienza oggettiva e positiva si trasforma, alla luce dei nuovi contributi, in una sottile e immateriale rete di relazioni, in cui lo scambio di informazione -e non più l’interazione meccanica tra corpi– assume rilevanza centrale. Il paradigma sistemico quindi è essenzialmente un modello di relazione e di informazione globalecibernetica, che consente di rappresentare validamente il gioco delle interrelazioni tra le parti e il tutto. In fisica quantistica la non-separabilità, ovvero le correlazioni tra quantità fisiche a qualsiasi distanza è definita dal termineentanglement quantistico, fenomeno in cui  due o più particelle che si siano trovate in interazione reciproca per un certo periodo, anche se separate spazialmente, rimangono in qualche modo legate indissolubilmente (entangled), nel senso che quello che accade a una di esse si ripercuote istantaneamente anche sull’altra, indipendentemente dalla distanza in cui si trovano.

Ad ogni modo, mi sento però di chiarire ancora una volta: il “paradigma emergente ” non va confuso –come alcuni denigratori troppo frettolosamente hanno fatto– con quelle visioni unitarie e indifferenziate che ritroviamo nel pensiero “magico” di certe popolazioni primitive, nella visione del mondo dei bambini, nell’unità col tutto di cui parlano certi mistici, nella visione medioevale del cosmo e in altre manifestazioni di quella che potremmo chiamare un olismo di impronta pre-razionale e pre-moderna. Al contrario, il “paradigma emergente” va considerato a tutti gli effetti un prodotto post-razionale e post-moderno, che non prescinde dai preziosissimi contributi della scienza riduzionista, ma ne rappresenta piuttosto un’evoluzioneche, mediante il concetto di interdipendenza tende a ricomporre quell’intero dalla cui scomposizione è nata la scienza moderna e da cui la scienza post-moderna deve necessariamente affrancarsi, se vuole ulteriormente evolvere.

Tutto questo è cominciato quando si è capito che, come ha evidenziato la fisica quantistica (“principio di complementarità” di Bohr), a seconda del modo in cui si osserva, un evento sub-atomico può apparire inmodi diversi; ad esempio la luce può essere vista ora come flusso di particelle (fotoni), ora come ondeelettromagnetiche. La visione corpuscolare porta a individuare oggetti distinti, mentre la visione ondulatoria rileva processi dinamici (energetici), pertanto la prima porta ad una visione oggettuale e materiale del mondo (quella tipica del paradigma meccanicista dominante), la seconda a una visione processuale e informazionale (quella del paradigma olistico emergente).

Non solo, nell’epistemologia moderna, quella ufficiale e da manuale per intenderci, a sostegno di questa visione possiamo citare, uno su tutti, John Dewey (colui che Bertrand Russell -un suo avversario filosofico- definì: «Il filosofo americano più notevole del XX secolo»). Dewey, che nel suo percorso scientifico si impegnò sempre nel sradicare e cancellare dall’interpretazione dell’uomo e del mondo ogni minima traccia di senso religioso o di senso del Mistero, sviluppò proprio una riflessione “sistemica”. Siamo intorno agli anni ’50 (nel pieno del boom delle nuove scoperte della meccanica quantistica), la filosofia della scienza dunque inizia ad abbracciare in modo ufficiale questa inevitabile e nuova Visione del Mondo con argomentazioni scientifiche. La “naturalizzazione” dell’intelligenza che Dewey propugna come l’esito di una nuova e definitiva “rivoluzione copernicana”, poggia dunque su una visione antropologica ben definita: Dewey è l’interprete più radicale e coerente del “naturalismo moderno”: l’uomo è in interazione complessa con l’ambiente. Non esiste il dualismo (oggetto/soggetto), nella scienza diventa invece “strumentale” (il nuovo imperativo dell’epistemologia) una prospettiva transazionale, dove esperienza, pensiero ed azione sono un continuum sistemico interagenti.

 

A questa visione possiamo collegarci con una delle teorie più rivoluzionarie degli ultimi tempi, ossia il “principio di indeterminazione” di Heisenberg, secondo il quale per poter determinare con precisione la posizione e la velocità (e quindi l’energia) di un corpo in movimento è necessario che noi non modifichiamocon la nostra osservazione il fenomeno che vogliamo studiare. In poche parole, se noi osserviamo una particella, essa ci appare come una particella appunto, dunque oggettiva, è materia; se invece non la osserviamo, essa si manifesta secondo un’onda energetica, pura vibrazione. Solo se la osserviamo la funzione d’onda collassa (..si dice) e quindi si manifesta secondo particella subatomica (materia).

Questo ha introdotto il fondamento dell’osservazione, e dunque della coscienza soggettiva, nella spiegazione della natura della realtà!

 

Non solo. Nel 1982 un’equipe di ricerca dell’Università di Parigi, diretta dal fisico Alain Aspect, ha condotto quello che potrebbe rivelarsi il più importante esperimento del XX secolo. Aspect ed il suo team hanno infatti scoperto che alcune particelle subatomiche, come gli elettroni, in determinate condizioni sono capaci dicomunicare istantaneamente l’una con l’altraindipendentemente dalla distanza che le separa, sia che si tratti di 10 metri o di 10 miliardi di chilometri. È come se ogni singola particella sapesse esattamente cosa stanno facendo tutte le altre. Questo fenomeno può essere spiegato solo in due modi: o la teoria di Einstein, che esclude la possibilità di comunicazioni più veloci della luce è da considerarsi errata, oppure le particene subatomiche sono connesse non-localmente. Quest’ultima possibilità, ha aperto le porte per una spiegazione scientifica del fatto che l’universo sia un “sistema cibernetico”, dove cioè ogni sua parte è in interazione con l’altra. Questo è quanto.

Tale esperimento è strettamente correlato con le teorie di Bohm, che per spiegare tali scoperte utilizzava questo esempio: immaginate un acquario contenente un pesce. Immaginate anche che l’acquario non sia visibile direttamente ma che noi lo si veda solo attraverso due telecamere, una posizionata frontalmente e l’altra lateralmente rispetto all’acquario. Mentre guardiamo i due monitor televisivi possiamo pensare che i pesci visibili sui monitor siano due entità separate, la differente posizione delle telecamere ci darà, infatti,due immagini lievemente diverse. Ma, continuando ad osservare i due pesci, alla fine ci accorgeremo che vi è un certo legame tra di loro: quando uno si gira, anche l’altro si girerà; quando uno guarda di fronte a se, l’altro guarderà lateralmente. Se restiamo completamente all’oscuro dello scopo reale dell’esperimento, potremmo arrivare a credere che i due pesci stiano comunicando tra di loro, istantaneamente e misteriosamente. Secondo Bohm il comportamento delle particelle subatomiche indica chiaramente che vi è un livello di realtà del quale non siamo minimamente consapevoli, una dimensione che oltrepassa la nostra. Se le particelle subatomiche ci appaiono separate è perché siamo capaci di vedere solo una porzione della loro realtà, esse non sono «parti» separate bensì sfaccettature di un’unità più profonda e basilare che risulta infine altrettanto olografica ed indivisibile quanto la nostra rosa. E poiché ogni cosa nella realtà fisica è costituita da queste «immagini», ne consegue che l’universo stesso è una proiezione, un ologramma. Il magazzino cosmico di tutto ciò che è, sarà o sia mai stato.

Partendo da questo presupposto si deduce che tutte le manifestazioni della vita provengono da un’unica fonte di causalità che include ogni atomo dell’universo. Dalle particelle subatomiche alle galassie giganti, tutto è allo stesso tempo parte infinitesimale e totalità di «tutto». Il cervello è un ologramma capace di conservare 10 miliardi di informazioni… Lavorando nel campo della ricerca sulle funzioni cerebrali, anche il neurofisiologo Karl Pribram, dell’Università di Stanford, si è convinto della natura olografica della realtà. Numerosi studi, condotti sui ratti negli anni ’20, avevano dimostrato che i ricordi non risultano confinati in determinate zone del cervello: dagli esperimenti nessuno però riusciva a spiegare quale meccanismo consentisse al cervello di conservare i ricordi, fin quando Pribram non applicò a questo campo i concetti dell’olografia. Il Dott. Pribram crede che i ricordi non siano immagazzinati nei neuroni o in piccoli gruppi di neuroni, ma negli schemi degli impulsi nervosi che si intersecano attraverso tutto il cervello, proprio come gli schemi dei raggi laser che si intersecano su tutta l’area del frammento di pellicola che contiene l’immagine olografica. Quindi il cervello stesso funziona come un ologramma e la teoria di Pribram spiegherebbe anche in che modo questo organo riesca a contenere una tale quantità di ricordi in uno spazio così limitato.

 

Ma si sa, l’essere umano è complesso, perciò, di fronte a queste rivoluzionarie scoperte, nasceranno immediatamente nuove teorie come popperiane “falsificazioni” contro le concezioni quantistiche ed olografiche, miriadi di vecchi scienziati troveranno immediatamente nuovi esperimenti che confuteranno la nuova teoria. Tra i fisici, dove la meccanica quantistica ormai è divenuta una inevitabile rivoluzione, c’è chi ovviamente ha preso per buono le teorie e gli esperimenti più consolidati, ma rimane ancora scetticoquando si parla di ologramma, sincronicità, energia della coscienza, ecc… Ma questo è ovvio, bisognerà aspettare un ricambio generazionale prima di vedere una nuova schiera di scienziati in grado di osservare e soprattutto la natura secondo questa nuova visione del mondo“. Prima di allora, si troverà ancora molto ostracismo tra gli scienziati.

Ad esempio, questi (“conservatori”) fisici quantistici per dire che la coscienza non influenza la realtà hanno fatto un artificio logico a dir poco discutibile.
Lo stesso Bohr volle subito eliminare la figura di un osservatore cosciente, troppo scomoda per una scienza ritenuta puramente oggettiva. Così la cosiddetta “interpretazione di Copenaghen” (ossia l’interpretazione ufficiale usata per spiegare il paradosso della dualità di natura di una particella-onda) fu presto modificata con degli artifici che sostituissero la figura dell’osservatore cosciente. Tale iniziativa si rese necessaria anche per la critica rivolta da Schrödinger con il suo scherzoso “paradosso del gatto“, che per brevità qui non citeremo (per inciso, è singolare che Schrödinger assumesse una posizione critica verso la necessità di un “soggetto cosciente” nella teoria quantistica, mentre invece nelle sue considerazioni filosofiche egli considerava l’intero universo come un “prodotto del pensiero”!).
In pochi anni così fu messa a punto la versione definitiva della “interpretazione di Copenaghen” della meccanica quantistica. Secondo la versione definitiva dell’interpretazione di Copenaghen, la realtà quantistica resta in uno stato indefinito e “non-oggettivo” (almeno rispetto ai canoni della fisica classica), ma non per questo è necessaria la figura di un osservatore cosciente (anche se nella prima versione essa sembrava indispensabile): è sufficiente che avvenga una “reazione termodinamica irreversibile” affinché lo stato non oggettivo diventi uno stato oggettivo.
Nondimeno, una schiera di nuovi scienziati, affermano invece che il collasso della funzione d’onda per mezzo dell’osservatore avviene nella coscienza dell’osservatore stesso, quindi non è un atto di pura magia a meno che non ci si ostini a fare il solito e pluriargomentato errore di trasferire sul piano oggettivo (che non esiste) concetti che valgono solo sul piano soggettivo.

 

Insomma, è in atto una vera e propria battaglia di fuffa e sproloqui.. di cui, se permettete, non me ne frega un cazzo! Io sento qual è la mia verità.

Chiarito questo, cominciamo sul serio.

 

 

«Prima o poi la fisica atomica e la psicologia dell’inconscio si avvicineranno in modo significativo, giacché entrambe, indipendentemente l’una dall’altra e da parti opposte, si addentrano nel terreno trascendentale, la prima con l’idea dell’atomo, la seconda con quella dell’archetipo[…]. Uno stesso schema simbolico rappresenta la discesa nella materia e postula l’identità tra l’esterno e l’interno. La psiche non può essere qualcosa di “totalmente altro” dalla materia, perché come potrebbe altrimenti muoverla? E la materia non può essere estranea alla psiche, perché come potrebbe altrimenti produrla?[…]». Carl Gustav Jung

 

 

 

*Piccola parentesi e riepilogo sulla

tradizione esoterica riguardo il “cambio di coscienza” del 21 dicembre 2012

 

Questo paradigma sistemico ispirato dalla filosofia del “naturalismo moderno”, una Visione del Mondo cioèbiocentrica, è ciò che attualmente si avvicina di più all’idea del “cambio di coscienza”, del cosiddetto “salto quantico”, non quello new age, ma quello socio-culturale dell’umanità in questi tempi storici. Se per un attimo ripuliamo dai fronzoli questo fatto sociale, è chiaro che in un futuro prossimo l’umanità o siestinguerà, o si riabiliterà in senso naturalistico.

La cosa veramente inspiegabile è come abbiano fatto tutte le civiltà native della Terra ad avere delleconoscenze così avanzate del cielo stellato e dei suoi cicli cosmici. Come potevano conoscere cose di cui la Nasa ha dimostrato l’esistenza solo poche decine di anni fa? Come hanno fatto gli antichi a costruire deimonumenti allineati a particolari configurazioni stellari ed allestiti come dei veri e propri osservatori astronomici, quando una moderna èquipe speciale non è riuscita a piazzare neanche con gigantesche gru i medesimi massi con quella stessa precisione? I Maya non avevano inventato neanche la ruota ma come gli egiziani riuscirono a compiere tutte queste imprese architettoniche e sapienzali… questo è davvero incredibile. Ad ogni modo, fermiamoci qua, al momento su questi quesiti non abbiamo risposte efficaci (quelle ufficiali se permettete, a me non convincono di certo..), perciò ora non ci interessa questo argomento, anche perché non è il caso di cominciare a parlare del solito intervento “alieno”..

 

I Maya, come del resto tutte le civiltà native della Terra, non hanno mai parlato di Fine del Mondo, ma solo di un cambiamento a livello storico e sociale secondo un piano evolutivo molto ampio (tant’è che un team di archeologi dell’Università di Boston ha riportato in luce qualche tempo fa il più antico calendario Mayamai ritrovato finora, risalente a 1200 anni fa. Di fatto, il conteggio dei mesi si estende per altri 7.000 annisuperando di gran lunga la fatidica data). Per fare un esempio in piccolo è come quando dal 400 si passò dall’Umanesimo, passando per il Rinascimento fino all’Illuminismo del 700, sono cioè cambi di paradigmi socio-culturali, o come nella fattispecie la rivoluzione copernicana insomma. Le antiche tradizioni esoteriche tuttavia parlavano nelle loro “profezie” di cicli più ampi ed estesi in seno all’umanità intera ..nel corso deicicli cosmici. Il riferirsi alla “distruzione della Terra” è una licenza poetica che i Maya si presero giacché perTerra intendevano in realtà il piano astronomico ideale su cui il sole attraversava le Costellazioni, il passaggio da una Costellazione ad un altro determinava un nuovo “spirito del mondo”, una circolazione da un’era ad un’altra (se volete leggere i particolari su cosa intendevano i Maya, ne abbiamo già parlato qui).

Questo nuovo ciclo cosmico inizia la sua “svolta” attraverso uno degli snodi più importanti dell’anno solare, ossia il Solstizio d’Inverno, cioè il 21 dicembre appunto, una data “calcolata” e venerata fin dall’alba dei tempi. Pochi sanno, infatti, che intorno alla data del 25 Dicembre, quasi tutti i popoli hanno sempre celebrato la nascita dei loro esseri divini o soprannaturali: in Egitto si festeggiava la nascita del dio Horo e il padre, Osiride, si credeva fosse nato nello stesso periodo; nel Messico pre-colombiano nasceva il dio Quetzalcoath e l’azteco Huitzilopochtli; Bacab nello Yucatan; il dio Bacco in Grecia, nonché Ercole e Adone; il dio Freyr, figlio di Odino e di Freya, era festeggiato dalle genti del Nord; Zaratustra in Azerbaigian; Buddha, in Oriente; Krishna, in India; Scing-Shin in Cina; in Persia si celebrava il dio guerriero Mitra, detto il Salvatore ed a Babilonia vedeva la luce il dio Tammuz, “Unico Figlio” della dea Istar, rappresentata col figlio divino fra le braccia e con, intorno al capo, un’aureola di dodici stelle, ossia le dodici Costellazioni. Anche il simbolismo del Cristo deriva da questo sincretismo religioso pagano. Nel giorno del Natale il Sole, che, nel suo moto annuo lungo l’eclittica -il cerchio massimo sulla sfera celeste che corrisponde al percorso apparente del Sole durante l’anno- viene a trovarsi alla sua minima declinazione nel punto più meridionale dell’orizzonte Est della Terra, che culmina a mezzogiorno alla sua altezza minima (a quell’ora, cioè, è allo Zenit del tropico del Capricorno) e manifesta la sua durata minima di luce; raggiunto il punto più meridionale della sua orbita e facendo registrare il giorno più corto dell’anno, riprende, da questo momento, il suo cammino ascendente per iniziare le giornate più lunghe dell’anno.

 

Questo era il simbolismo del Solstizio d’Inverno dunque: l’inizio della prevalenza della Luce sul buio della Notte.

 

Nella Romanità, in una data compresa tra il 21 e il 25 dicembre, si celebrava solennemente la rinascita del Sole, il Dies Natalis Solis Invicti. Questo è il momento in cui, quando la notte diviene padrona e il buiototale, è necessario mantenere accesa la fiamma dello Spirito, che al mattino, con l’alba, diverrà trionfante e inizierà il suo percorso verso la Luce, verso il culmine del sole allo Zenit. Nei tarocchi ciò che meglio identifica tale rinascita di Luce è la lama del “, che simboleggia la vera essenza dell’uomo, la cui missione è conseguire l’unione fra spirito e materia. In prospettiva macrocosmica, tutto ciò è simboleggiato dall’ingresso del Sole nel segno zodiacale del Cancro, con il Solstizio d’Estate. Il Solstizio d’Inverno corrisponde, invece, in senso microcosmico, alla presa di coscienza della vera spiritualità, in quantouscita nella luce. Durante questo processo la comprensione esoterica può essere visualizzata come un’illuminazione riflessa che rischiara il buio della “caverna”: un fascio di luce che penetra da un’apertura nel tetto della caverna e che genera quell’illuminazione di riflesso, descritta anche dal “mito della caverna” sacra di Platone e la cui fonte è il “Sole Intelleggibile“. Nell’ordine microcosmico, per quanto concerne l’organismo sottile individuale, tale apertura corrisponde al centro energetico che si trova sulla sommità del capo: il chakra della corona, il kether della Sefiroth cabalistica. Per approfondire il vero simbolismo del Natale potete leggere qui.

 

Così, a dimostrazione che qualcosa nell’aria sta cambiando, possiamo ricordarci del discorso del Presidente della BoliviaEvo Morales davanti alle Nazioni Unite riguardo il 21 Dicembre 2012. Ecco il suo discorso: «Vorrei dire che, secondo il Calendario Maya il 21 dicembre segna la fine del non-tempo e l’inizio del tempo. È la fine del Macha e l’inizio del Pacha.  È la fine di egoismo e l’inizio della fratellanza.  È la fine dell’individualismo e l’inizio del collettivismo … il 21 dicembre di quest’anno. Gli scienziati sanno molto bene che questo segna la fine di una vita antropocentrica e l’inizio di una vita biocentrica.  È la fine dell’odio e l’inizio dell’amore. La fine della menzogna e l’inizio della verità. È la fine della tristezza e l’inizio di gioia. È la fine della divisione e l’inizio dell’unità».

E poi anche il Ministro degli Esteri Boliviano aggiunge: «Secondo il calendario Maya il 21 dicembre 2012 sarà la fine di una civiltà e l’inizio di un’altra che implica una transizione spirituale verso una nuova coscienza cosmica».

Lo scorso 15 ottobre la Bolivia di Evo Morales ha promulgato una legge fondamentale, la “Legge quadro della Madre Terra e dello sviluppo integrale per il vivir bien” che fornisce il quadro legislativo di riferimento da cui deriveranno tutte le leggi che in qualche modo riguardano l’argomento. La si può definire come una delle leggi più avanzate e radicali del mondo, poiché introduce una visione del mondo e della natura piuttosto diversa  da quella a cui siamo abituati e indica come deve essere perseguito lo sviluppointegrale al fine di vivere in armonia con la natura. Infatti questa legge, che segue la “Legge dei Diritti della Madre Terra” del 2010, sposta la visione del mondo da una concezione antropocentrica ad una olistica, che attribuisce alla Natura e agli esseri umani pari diritti: la natura diventa un soggetto giuridico in sé, introducendo un cambiamento notevole, perché sino ad ora gli unici soggetti giuridici presi in considerazione erano le persone fisiche, quelle giuridiche e lo Stato. A quest’ultimo viene affidato il compito di proteggere i diritti della Madre Terra.

 

Così, sarà chiaro se la nostra generazione riuscirà ad accogliere queste nuove “vibrazioni”, se inizierà unnuovo percorso secondo questi punti di vista già a partire dalla nostra società civile, o se invece continuerà a comportarsi come gli ultimi automi di una società in estinzione. Lo specchio del cambiamento lo sentiremo nell’aria se dal 21 dicembre la maggior parte di noi comincerà a prendere “decisioni alternative”, se invece di fare le solite automatiche azioni, come degli zombi persi in un labirinto di usanze e dogmi da rispettare, inizierà a prendere decisioni ispirate da un nuovo e consapevole stile di vita, senso di libertà e civiltà. Se avremo una presa di posizione così decisa nella sfera privata da consegnarne i frutti, col tempo, in larga scala… a tutti quanti. Un nuovo modo di “essere” che dalla famiglia si propaga ai Comuni, per le Regioni fino alle Istituzioni Nazionali e quindi SovraNazionali. Dal 21 dicembre, indicativo dell’evoluzione della nostra specie o della distopia, sarà se, invece di brulicare dentro dei centri commerciali spendendo fino all’ultimo stipendio che ingenuamente ci siamo sudati per l’ultimo accessorio tecnologico fatto da Multinazionali che ci inoculano “bisogni” come vacche di allevamento, o regali fatti con materiali tossici, inutili e ammalianti, ci inizieremo invece a regalare “presenti” ecosolidali, oppure oggetti simbolici, più che costosi, fatti a mano dai nostri artigiani. Se invece di regalare l’ultimo best seller del fantoccio di turno, iniziassimo a regalare libri che ci parlano del nostro potenziale personale, di psicologia quantistica che ci dimostra come l’uomo sia in grado di evolversi di pari passo con la natura che lo circonda. Senza andare tutti come formiche telecomandate in Chiesa (dove ci ricordiamo di andare solo due volte all’anno per “usanza”), dove si predica bene (?) ma si razzola anche con i profitti del traffico di armi e del porno (vedi le più disparate società possedute dalla Banca Vaticana..). Specchio del cambiamento sarà il fatto che non avremo più bisogno di un Cristo da massacrare sul Golgota, sarà piuttosto una nostra presa di posizione rispetto ai valori finora usati solo come spauracchi per riempirci la bocca di belle parole, sarà la nostra propensione a tutelare il pianeta e i nostri figli, iniziando a non votare più le vecchie criminali èlite di potere ma pretendendone di nuove con programmi alternativi e non più corrotti dal potere.

Se il mondo è sudicio, inizia a spazzare il tuo giardino di casa, il mondo rimarrà ancora sporco ma certamente sarà più pulito. Così il primo ne genererà due, che genererà 4, che farà 8, poi 16, fino ai 144 decantati dalla tradizione cabalistica. Nel caso contrario, il degrado sarà solo questione di tempo, non di date.

In sostanza, l’inizio di una nuova civiltà, dopo la fine di questo “mondo” come lo consociamo oggi, avverrà se ci metteremo in discussione cambiando punto di vista sull’esistenza, mentre onoriamo questo nuovo stile di vita in comunione con la nascita della natura il giorno del Solstizio d’Inverno. Se davvero le nuove scoperte scientifiche riusciranno ad ampliare la nostra consapevolezza secondo uno sguardo comprendente l’intero ecosistema fino all’universo, è normale che nuovi stili di vita ecologici prenderanno il sopravvento, non serve certo Nostradamus per aspettarsi una siffatta impostazione evoluzionistica (..in quel caso).

 

Affinché tutti abbraccino questo nuovo corso c’è bisogno che ognuno di noi si conosca alla perfezione, perché se ciascuno conoscesse davvero bene sé stesso, allora conoscerebbe ogni “legge di natura”.

 

Un nuovo paradigma, ci sta aprendo la mente:

 

 

 

 

LA SCOPERTA DELLA VERA NATURA DELLA REALTÀ

 

 

Dobbiamo innanzitutto capire che ogni cosa è fatta di energia. Affinché più elementi possano rimanereuniti, è necessario che un’energia fondamentale ne assicuri la coesionealtrimenti si disperderebbero. Dunque, perché un essere sia vivo, occorre che vi sia da qualche parte un Campo specifico che mantenga unite tutte le cellule del suo corpo. Nel momento in cui il campo non è più connesso con lo stadio spazio-temporale, e quindi con la materia, con un corpo, allora, non vi è più alcuna coesione fra le particelle, e l’organismo si disgrega. È una legge che si osserva in tutti i campi: meccanico, astronomico, fisico, chimico, biologico, psicologico.

Quell’energia include il magnetismo (che a livello fisico infatti ci mantiene solidi, coesi). Un crescente corpus di prove oggi indica che il campo magnetico della terra gioca un ruolo molto importante nel collegarci gli uni agli altri e anche al pianeta intero.

 

Così, la visione del mondo quantico contiene un assioma: dal Vuoto “nasce” il potenziale di ogni forma energetico-materalizzata esistente nell’InFinito.

Tutta l’architettura di questo Infinito Vuoto regge ogni cosa esistente nel Tutto.

Il Vuoto è, anche secondo D. Bohm, un “unicum” nel quale ogni energia esistente è collegata, perché da esso attivata e centromossa, quindi ogni energia è intercollegata con il Tutto attraverso questo “Vuoto Infinito”.

Da questo assioma possiamo anche derivare che, ogni energia e/o particella atomica e/o subatomica e/o quantica, ha un “Buco di Vuoto” (Buco nero – Wormhole) dal quale trae inFormAzione (“dati” per esistere, prendere forma ed agire all’InFinito). Questo “buco” è il “Vuoto quantomeccanico” di cui parla anche il fisico dr. MCorbucci.

Non solo, esiste nell’Universo un ordine implicito che non vediamo e uno esplicito che è ciò che realmentevediamo; quest’ultimo è il risultato dell’interpretazione che il nostro cervello ci offre delle onde di interferenza che compongono l’universo. Questo vuol dire che così come un ologramma è il risultato di onde di interferenza che il nostro cervello interpreta come immagine tridimensionalel’universo non sarebbe altro che l’interpretazione che il nostro cervello da di onde luminose.

I fisici del Fermilab hanno progettato un esperimento per sottoporre per la prima volta a controllo questa idea. Craig Hoigan e collaboratori hanno infatti costruito un interferometro olografico, o “olometro” nel tentativo di rivelare il “rumore” intrinseco dello spaziotempo, che potrebbe rivelare la presenza di una frequenza massima possibile imposta dalla natura.

 

Ebbene, Secondo la scienza l’ “UniVerso” è un Tutt’Uno energetico manifestato da Vibrazioni -“Forza Debole”, secondo la fisica ufficiale.

Tutta la creazione è una sinfonia di suoni, di vibrazioni (ossia frequenze che possono essere sonore, elettromagnetiche, ecc…), in cui le singole parti si inseriscono attratte dalla risonanza con i suoni simili.

I fisici quantistici si interrogano ora sulla stabilità della materia stessa e sono arrivati a concettualizzare che proprio le particelle elementari non sono altro che perturbazioni “sulla superficie di un oceano d’energia senza fine“. Alcuni scienziati sono d’accordo nel definirla “Energia di punto Zero“. Si tratta dello stesso campo di energia creato dalle vibrazioni delle stringhe che lo compongono. Di fatto, il suono/vibrazione/energia può generare “forme” soniche, e strutturare la materia; dunque la materia è unaforma sonica solidificata.

 

Tutto questo fece giungere già i Maya (e tutte le altre civiltà native della Terra) ad una logica conclusione: l’armonizzazione della vita stessa avviene attraverso le giuste frequenze, e le possibilità di applicazione sono infinite, gli antichi ne conoscevano la formula e l’intenzione asserendo che «..Al principio era il verbo, quindi la parola, quindi il canto, quindi il suono che aleggiava sulle acque…». In effetti l’acqua è un conduttore grazie al quale anche la nostra energia sottoforma di corrente elettrica è alimentata. Grazie agli esperimenti del dot. Masaru Emoto oggi comprendiamo bene quanto l’armonia possa incidere sulla nostra esistenza e sulle nostre cellule… considerando che il nostro corpo è composto dal 72% di acqua.

Questo suggerisce che esiste un principio che ci orienta in una direzione costruttiva”, una direzione/vibrazione precisa e matematicamente esatta se accordata al “suono sincronico aureo” che corrisponde alla frequenza degli 8Hz e dei suoni multipli. Essi si connettono precisamente con le 432Hz, ossia il suono del diapason secondo cui vibra il pianeta Terra. Così, noi tutti siamo completamente immersi nella frequenza dell’universo in ogni caratteristica manifestata, accordata con determinate frequenze che ne organizzano, mantengono e ristrutturano la manifestazione stessa.

Secondo le scienze misterosofiche uscire da quest’ordine cosmico perfettamente organizzato, con un’ “accordatura” sbagliata, equivale a creare confusione nella nostra vita emozionale, nelle onde vibrazionali che ci permeano, in effetti, alla nostra società sembra essere accaduto qualcosa del genere, sembra ormaifuoriuscita dall’equilibrio universale. Per poter star bene ed essere allineati al suono, “Verbo” che tutto compenetra ed organizza, è necessario riaccordarci e riaccordare la “musica” alle frequenze auree dell’Energia del Punto Zero. Questo è il senso dell’Apocalisse cabalistica o delle profezie maya. E tutta questa roba farà il suo corso perché è tempo che accada… non sono altro che cicli cosmici ben calcolati, fino a prova contraria signori, la matematica non è un’opinione.

 

La “Fisica Vibrazionale” è la fisica eretica del futuro, che si occuperà di riunire la Fisica quantistica (micro-oscillazioni), la Teoria delle Supercorde (altrimenti detta “Teoria delle stringhe”, quelle dell’affannosa ricerca di una struttura dimostrabile, inesistente nella vita della Natura e del Cosmo) e la Teoria della relatività generale (grandi oscillazioni).

Ogni   cosa  deriva  da un’unica fonte”, un’unica energia: la vibrazione universale: l’energia del Punto Zero. Questa matrice/fonte energetica ed informante del Cosmo è come una Grande Orchestra da cui tutto scaturisce, ciò che in molti oggi chiamano il “brodo primordiale” da cui tutto si è generato: un brodo ribollente di quark e gluoni.

A questo punto è bene sottolineare che questa Matrice cosmica può anche essere intesa come un “Campo Purico”, cioè la fonte/”brodo primordiale” di tutte le “informazioni” quantistiche  insite ai processi naturali della Vita tout court. È una sorta di “generatore” quantistico di informazioni essenziali: ossia una “funzione d’onda” che può realizzarsi secondo infinite possibilità, e che si manifestano attraverso le vibrazioni basilari del cosmo. Esse diventano le informazioni che dettano le regole del comportamentodi ogni elemento che contraddistingue l’energia, da cui si crea appunto la realtà attraverso i diversi stadi vibrazionali. La diversità fisica di ciò che appare ai nostri sensi è solo un “aspetto” vibratorio situato su diverse frequenze (come fossero diversi strumenti..).

La differenza delle vibrazioni sia nella forma sia nel numero, genera tutto il visibile e l’invisibile. Ma siccome le differenze di vibrazioni degli elementi individuabili sono il  prodotto  di  altre  oscillazioni (come nel fenomeno delle armoniche superiori e inferiori di un singolo suono) il calcolo di tali elementi può essere solo statistico, indeterminabile, aleatorio, poiché tali elementi sono costantemente sottoposti a variabili di tempo-spazio negli infiniti universi, collegati tra loro da innumerabili effetti di risonanza (un oggetto vibra se investito da un flusso oscillatorio con caratteristiche analoghe, uguali o proporzionali).

Come nel fenomeno delle sovra e sottoarmoniche di un singolo suono (grandi masse) che sono illimitate, il mutare di ogni vibrazione genera un altro campo di interrelazione globale tra suoni sommatori e differenziali (energia quantistica) ed effetti d’eco (supersimmetria), nelle innumerevoli dimensioni spazio-temporali e di localizzazione delle frequenze (gravità).

E tutto ciò scaturì da un unico Suono-Luce acutissimo che generò, rallentando i suoi ritmi ondulatori, tutto il visibile e l’invisibile nelle infinite manifestazioni vibrazionali.

La teoria elettrodebole ufficiale, oggi, spiega molto bene i tipi di interazione tra l’elettromagnetismo e laforza nucleare debole; e considera la forza elettromagnetica e l’interazione debole come due aspetti di una medesima forza, l’interazione elettrodebole. Ad energie molto alte nell’Universo praticamente i due tipi di interazioni sono indistinguibili. Non solo, la “forza debole” proviene dalla Matrice della Vibrazione Universale (l’energia del Punto Zero), ed è indistinguibile dagli strumenti scientifici oggi a disposizione. Di fatto, si tratta dell’80% della cosiddetta “materia oscura” –ciò che è al di là delle leggi fisiche finora conosciute- che “muove” tutte le energie cosmiche: è l’energia invisibile che ordine il mondo visibile.

 

La Fisica Vibrazionale evidenzia pertanto le azioni e le interazioni delle frequenze polari e nucleari (senza polo o depolarizzate) e le associazioni simpatiche risultanti (effetti a catena dell’energia vibratoria: dalla luce al suono, dall’energia alla massa e viceversa).

Tali azioni polari (“attrattive”) o nucleari (“centrifughe”) sono la causa della massa e dell’energia apparenti, generate dall’ampiezza vibratoria, dalla velocità, dal numero e dalla periodicità oscillatoria.

 

 

 

 

LA REALTÀ È ENERGIA CHE SI TRASFORMA E MANIFESTA IN VOLONTÀ ED EMOZIONI NELL’ESSERE UMANO

 

Ebbene, moto uguale vibrazione, vibrazione uguale suono. Tutto è in espansione, qualsiasi forza energetica è costituita da particelle che si muovono secondo una certa lunghezza d’onda e una certafrequenza al secondo.

Nello specifico, nell’attraversare i diversi stati vibratori l’emanazione della Matrice quantica –cioè l’energia del Punto Zero/”brodo primordiale” da cui provengono le informazioni che ordinano il Tutto- si manifesta nella materia, e dunque sui processi degli esseri viventi, attraverso la stessa sostanziale vibrazione, che, nel caso dell’uomo appunto.., teoreticamente parlando può essere accostata al sentimento della “volontà”.La forza evolutrice dell’energia cosmica si manifesta nell’uomo attraverso la sua innata forza propositiva (Volontà) di vivere, secondo una certa natura… nel senso di evoluzione neurobiologica. Infatti, le nostre più istintive intenzioni si traducono nell’emozione unita al pensiero (che da senso all’agire), e oggi i ricercatori hanno scoperto che le sensazioni, e dunque le emozioni, sono delle onde energetiche, sono delle vibrazioni che hanno ognuna una determinata frequenza a seconda di quale emozione stiamo considerando. Le emozioni sono ben connesse con i pensieri, anch’essi vibrazioni energetiche, vedi le onde cerebrali.

 

Tutto ciò che sentiamo, ogni nostra emozione, è una frequenza che si imprime olograficamente per essere riconosciuta dal nostro cervello come sostanza chimica, tutte queste sostanze chimiche sono sintetizzate dall’Ippotalamo, una sofisticata fabbrica dell’universo. In tale struttura del sistema nervoso centrale vengono assemblate le sostanze chimiche che danno vita alle emozioni che sperimentiamo: delle proteine chiamate neuropeptidi. Esse vengono selezionate tra numerose proteine per produrre gli stati emozionali. Esistono sostanze chimiche per la gioia e altre per la tristezza, per l’entusiasmo e per la paura, per la morte o per la Volontà!

L’uomo, divenuto “soggetto/ivo” si racconta delle “storie” su ciò che egli pensa sia il mondo (questo è il circolo vizioso della “mente“), e qualsiasi informazione che “processa” o che assorbe, è sempreinterpretata in base all’esperienza che abbiamo avuto o alle emozioni che abbiamo provato. Il nostro concetto di realtà è fondamentalmente emozionale, tanto da far nascere il dilemma per sapere se noi siamo le emozioni o le emozioni sono noi.

Le emozioni sono le sostanze chimiche necessarie a rafforzare neurologicamente un’esperienza. Ogni nostra valutazione dipende dall’esperienza precedente e dalle emozioni. Ogni cosa porta con se un peso emozionale. È questo ad essere interpretato dalla nostra mente; Einstein diceva che non c’è nulla di buono o cattivo, è il pensiero che lo rende tale. Inoltre, se continuiamo a sperimentare ripetitivamente le stesse emozioni, senza aggiungere mai nulla, allora saremo sempre prigionieri dello stesso meccanismo mentale di stimolo-risposta. In questo modo si creano dei “modelli”, delle usanze e normative comportamentali ergo sociali, quindi istituzionali, vale a dire tutti quei processi culturali con i quali “leggiamo” ed interpretiamo la realtà.

 

Per questo motivo sarà importante riconoscere la natura delle nostre emozioni e poi interpretarle in modo idoneo, cioè con consapevolezza, in modo da sentire l’energia pura di quell’emozione: ossia la sensazione. Le antiche tradizioni iniziatiche, per riferirsi a questo concetto, usavano dire: “Sii te stesso”, “Senti la tua voce interiore“…

 

Alla base di ogni cosa che si prova, di ogni emozione, trasportata dal sentimento, c’è la Volontà: la primaria onda energetica che corrisponde proprio alla forza motrice del cosmo (la sua “spinta evolutiva”), dunque di tutto il nostro universo e della Vita intera (compresa la nostra..). Non a caso infatti, la volontà di vivere è inconscia: non riguarda solo le creature dotate di coscienza ma riguarda tutto il mondo animato e inanimato; ed è unica perché si colloca al di là della categoria dello spazio -la divisibilità e la molteplicità comportano appunto lo spazio.

La volontà, per agire, muovendosi.., e quindi per realizzare il suo fine, il suo “comportamento” allo stadio spazio-tempo-materiale, avanza per mezzo delle sensazioni, ossia uno “spettro di colori” da cui si caratterizza appunto l’esperienza dell’individuo. Ognuno di noi, per prima cosa, è l’energia stessa che si è soggettivizzata (lungo le “forme” dell’evoluzione), atto -o legge di natura- questo, che dà origine proprio ad una coscienza, ergo ognuno di noi. E così, nel caso dell’essere umano questo spettro di “colori” che descrivono l’esperire sono proprio l’insieme frequenziale delle emozioni.

Abbiamo visto che moto uguale vibrazione, infatti il movimento è l’informazione essenziale dell’energia cosmica stessa, che muovendosi crea l’evoluzione; nell’essere umano questo “movimento” ha luogo attraverso la vibrazione della volontà, che ci spinge in avanti… a vivere: l’emozione costruttiva più vitale. Infatti “emozione” (“e-mozione”) significa: “energia in movimento”. Essa è la fonte sostanziale che consente lacomunicazione tra il nostro campo energetico e quello quantico della matrice d’onda dell’universo –in seno all’evoluzione cosmica.

 

In parole povere le sensazioni (cioè onde energetiche) sono le vibrazioni che veicolano nell’essere umano le informazioni basilari della “vibrazione=volontà” in grado di esperire, per mezzo delle emozioni,l’influenza reciproca tra il mondo subatomico/quantico e quello del campo spazio-temporale della materia.

 

 

 

 

LA REALTÀ È SINCRONICA E PERMEA L’ATTIVITÀ CREATIVA DELLA NEUROBIOLOGIA UMANA

 

Sono sempre più numerosi gli studiosi, non solo filosofi e psicologi ma anche scienziati, che sostengono che la realtà è una nostra creazione, e che la creazione della realtà avviene prima di tutto nell’interiorità dell’individuo, in uno stato di coscienza più profondo di quello di cui siamo ordinariamente consapevoli.

Il primo presupposto della creazione della realtà è l’esistenza di un campo che unisce tutti i fenomeni dell’universo, materiali e coscienziali, un campo di cui noi facciamo parte integrante e che ci collega ad ogni altro essere e fenomeno dell’universo, dal più piccolo al più grande. Le relazioni all’interno di questo campo non sono lineari o causali, ma sincroniche. Il che significa che una modifica in un punto del campoinfluenza istantaneamente il resto del campo, senza che intervengano intermediari materiali o meccanismi lineari di causa ed effetto.
Che ce ne rendiamo conto o no, è attraverso questo campo che noi creiamo la nostra realtà. In ogni istante della nostra vita noi interagiamo con il campo. Se impariamo ad interagire consapevolmente, impadronendoci dei meccanismi di funzionamento del campo, possiamo diventare i creatori consapevoli della nostra realtà.
Il secondo presupposto è che il linguaggio che il campo comprende e a cui risponde è il linguaggio del cuore, cioè le emozioni. Naturalmente anche il pensiero è importante, ma se i nostri sentimenti sono in contrasto con i nostri pensieri, sono i primi a prevalere. Il campo recepisce le informazioni che vengono dal cuore e risponde ad esse istantaneamente.

 

Perciò, una cosa è ormai certa: non basta dire che sono i pensieri a co-creare le onde vibratorie in grado di influenzare la manifestazione dell’energia e della massa, perché essi sono innanzitutto “costruiti” più di ogni altra cosa dai “sistemi di credenze” che aggiungono informazioni di altra natura ai pensieri, attuandoli nel senso comune dell’intersoggettività tra individui (che è proprio la condizione dell’esperire il quotidiano come viene prodotto dai membri di una società). Di fatto, i pensieri sono immersi in modo preminente, e a volte inquinati, dal modo di essere peculiare dell’esistenza in quanto tale, quando cioè l’energia si soggettivizza.

Il pensiero quando è una credenza diventa un “precetto direttivo”, successivamente una “norma” sociale. È solo l’esperienza sentita” (percepitaelementare, vale a dire l’esperienza esperita in quanto “informazione” pura, che di fatto genera l’emozione pura, che può davvero essere ricollegata alla “sensazione” giusta per risalire fino alla volontà” (vale a dire risintonizzarsi con il “comandamento” originale, la Legge Unitaria di Natura: l’energia creatrice della Matrice). Perciò solo quando sentiremo battere il cuore di quella data emozione il mio Campo magnetico potrà influenzare l’onda vibratoria della manifestazione/realtà, perché solo quell’emozione è della stessa natura della realtà quantistica (la realtà è energia proprio come l’emozione, e l’energia si trasforma attraversando sempre diverse frequenze). Ecco perché è importante tenere a mente che la natura della realtà è profondamente legata alla nostra “volontà”.

 

La volontà è ciò che plasma la nostra consapevolezza in virtù della “vitale informazione” che rappresenta -ovvero la forza motrice del cosmo, ecco perché è la “conduttrice” di ciò che noiosserviamo/interpretiamo” quando abbiamo delle esperienze pure, senza zavorre: quando cioè l’emozione è frutto della sensazione, e non di risposte emotive/meccaniche offerte dalle norme di senso comune. La forza evolutiva cosmica interviene sempre nell’interpretazione quando l’energia stessa si è “soggettivizzata”, quando cioè diventa soggettiva, e quindi forma un “individuo”, noi stessi: il nostro .

 

Di fatto, un altro presupposto importante per creare la realtà che desideriamo: è l’esistenza di unadimensione fuori dello spazio-tempo dove tutto è potenzialmente possibile. Alcuni esperti chiamano questa dimensione il “campo delle possibilità”, che altro non è che il mondo dei “quanti” scoperto dalla fisica quantistica con il concetto scientifico di Vuoto. In questo campo ogni cosa non solo è possibile ma esiste: esistono tutti i possibili futuri spazio-temporali individuali e collettivi. Questa idea potrebbe sembrare un’astrazione (o peggio un vaneggiamento o l’ultima cazzata della filosofia new age… in effetti è uno degli appigli sui quali quei ciarlatani cazzeggiano di più..) ma invece corrisponde a quello che sostiene la fisica quantistica a proposito delle particelle subatomicheIn ogni istante una particella si trova contemporaneamente in tutti i suoi possibili stati di esistenza. Solo quando interviene un osservatore(ad esempio, attraverso degli strumenti di misura) la particella viene a trovarsi in uno stato determinato (si dice che la funzione d’onda della particella “collassa”) che esclude tutti gli altri.
Pertanto, il campo contiene potenzialmente tutte le possibili realtà, e più avanti, solo una di queste realtà verrà manifestata concretamente nel nostro spazio-tempo. Ebbene, ciò che fa sì che il campo manifesti una data realtà piuttosto che un’altra, sono l’immaginazione e l’intenzione. Ossia, la “forma” quantistica e la volontà che la trasporta e di cui si nutre!

 

 

 

 

IL RUOLO DELLE SENSAZIONI/EMOZIONI SUL MANIFESTARSI DELLA “NOSTRA” REALTÀ

 

Dunque, poiché la realtà è energia, solo la sensazione, che allo stesso modo è energia pura, può interagire con la natura energetica della Matrice (che nel nostro stadio –umano- si presenta sotto forma della vibrazione volontà”).

Quando invece carichiamo l’emozione con pensieri fatti da giudizi di valore, sistemi di credenze, ecc… (sarebbe piuttosto da caricarla di “relazioni al valore”..), a quel punto stiamo in effetti cambiando l’informazione pura di quella vibrazione, stiamo suggerendo un’altra informazione alla volontà, gli stiamo cioè modificando frequenza nel momento stesso in cui perdiamo l’attenzione sulla sensazione, cosa questa che porterà alla realizzazione di qualsivoglia evento.., compresi però quelli opposti a ciò che noi volevamo! Converrete con me dunque, che è molto importante capire bene l’emozione che stiamo utilizzando nel “vestire” i nostri pensieri nel momento stesso in cui li stiamo facendo..

 

Quindi, per vivere una vita straordinaria dobbiamo pensare e sentire l’esistenza in un modo talmente straordinario da condizionare positivamente il sistema nervoso e le abitudini al punto da mantenere laconcentrazione e il focus costanti. È così che si forma l’atteggiamento. Il tuo cervello è una meccanismo ausiliario ad altissima precisione in cui esiste una parte chiamata: Sistema Reticolare Attivatore. Questa regione del cervello è preposta ad individuare le cose di cui ci accorgiamo, quelle che notiamo, quelle su cui siamo focalizzati. Essa è in grado si sentire le sensazioni più profonde.

Alcuni ricercatori della Sant’Anna di Pisa hanno creato una protesi di mano controllabile tramite interfacce neurali. Gli scienziati hanno scoperto che l’impulso elettrico che comanda il movimento della mano è giàpresente nella corteccia motoria alcuni millisecondi prima di muoverla. Questo significa che il soggetto non ha deciso di muovere la mano nel momento in cui l’ha mossa. E allora chi ha attivato l’impulso?  Lamente inconscia!  Quasi tutte le nostre azioni vengono dettate dalla mente inconscia dov’è presente la maggior parte delle nostre decisioni recondite. In sostanza, ancor prima del movimento del pensiero, nell’inconscio esiste già l’informazione che contiene, se riusciremo o non riusciremo a fare qualcosa. Questa informazione si manifesta nella realtà, sovente attraverso sfuggenti sensazioni, anticipando persino il pensiero. Per questa ragione è estremamente necessario deprogrammare tutte le decisioni condizionanti e distruttive che sono innestate nell’inconscio. Siamo condizionati per le associazioni emozionali del nostro passato. Ciò significa che se in una data circostanza pensi di farcela, ma non ce la fai, con tutta probabilità inconsciamente sei ancora convinto del contrario.

 

 

Le attività elettromagnetiche che interagiscono con le onde vibrazionali dipendono da una rete biologica la cui efficienza dipende dalla qualità delle comunicazioni che corrono innanzitutto dallarete tra il cervello, il cuore e l’intestino. Esistono insomma dei meccanismi fisiologici con i quali ilcuore comunica col cervello, influenzando il processo informativo, le percezioni, le emozioni e la salute.

Tra i primi moderni ricercatori sulla psicofisiologia che hanno esaminato le “conversazioni” tra cuore e cervello, ci sono John e Beatrice Lacey. Durante 20 anni di ricerca negli anni ’60 e ’70, hanno osservato che il cuore comunica col cervello in un modo che influenza significativamente come noi percepiamo e reagiamo al mondo. Numerosi esperimenti hanno ora dimostrato che i messaggi che il cuore manda al cervello, influenzano le nostre percezioni, i processi mentali, gli stati emotivi e le prestazioni in modi profondi. Le ultime ricerche suggeriscono che il cuore comunicainformazioni relative allo stato emozionale (come riflesso dagli schemi nella variabilità della frequenza cardiaca) al centro cardiaco dello stelo cerebrale (medulla) che a sua volta porta al nucleo intralaminare del talamo e dell’amigdala.

È per questo motivo che si dice: “Mettici il cuore!”, è lui che fa la differenza, anche quando si gioca una partita, nello sport non è sempre il talento (tecnico) a far prevalere… ma è il cuore! Il cuore può trasmettere più forza fisica di quanta ne abbiamo, come le sbalorditive imprese fatte da uomini in casi di pericolo.

Quando viene concepito un bambino il cuore umano inizia a battere prima ancora che il cervello sia formato. Questo apparente paradosso ha portato i medici a chiedersi da dove provenga l’ “intelligenza” necessaria ad avviare e regolare il battito cardiaco. Gli scienziati di Boulder Creek, in California, collegato all’Università di Stanford, hanno scoperto che il cuore ha una sorta di proprio cervello, un autentico cervello con vere e proprie cellule cerebrali. È molto piccolo, ha soltanto circa quarantamila cellule, ma è un cervello e ovviamente è tutto ciò di cui il cuore ha bisogno.

 

 

Non finisce qui. Se in una stanza hai 7 diapason di cui due tarati sulla stessa frequenza mentre gli altri su frequenze diverse, ti accorgerai che se ne fai risuonare uno dei due uguali, anche l’altro comincerà a vibrare. Questo particolare effetto comunicativo si chiama: Risonanza. Tutto è energia e l’energia si misura in frequenze. Ogni pensiero, ogni cosa, ogni emozione, come abbiamo visto, ha una determinata e precisa frequenza.  Tutta la realtà è divisa in frequenze. Tutte le frequenze coesistono simultaneamente nello stesso spazio/tempo.

Se quindi desideri una cosa e vuoi ottenerla, devi sintonizzarti su quella precisa frequenza. L’Osservatore riceve tutte le frequenze ed è quindi l’unico in grado di sintonizzarsi su specifiche frequenze. L’Osservatore può focalizzarsi, dispiegare e ripiegare la materia collassandola in base alle frequenze su cui è sintonizzato. Noi siamo come dei diapason che vibrano in base alle frequenze delle nostre intenzioni che attirano e fanno vibrare, sulle medesime frequenze, altri diapason che sono in risonanza nell’universo. Tutto già coesiste, quindi basta sintonizzarsi e rimanere sintonizzati su quelle frequenze. L’energia del sentimento, generato da un’intenzione, è elettromagnetica poiché è la combinazione di pensiero edemozione. Le due componenti dell’elettromagnetismo sono: il pensiero è la componente elettrica, il sentire è la componente magnetica. Per questo esiste il sentimento di attrazione e repulsione e questo è il magnetismo. L’intenzione però ha una carica elettrica. Le due energie vanno accoppiate. Quando mettiamo insieme il pensiero intenzionale con l’emozione, guidati dalla sensazione, accade che la carica elettromagnetica collassa (manifesta) quell’esperienza intenzionale. Questo è il modo in cui si crea la realtà.

 

 

> Un frequente impasse in questo senso, sta nel capire l’importanza con cui pensiero ed emozione si collegano vicendevolmente. Quando si dice che bisogna prima “sentire” le emozioni se vogliamo davvero ben canalizzare i pensieri che creano la realtà, significa che dobbiamo “sentirli” nella serenità di coscienza più completa, questo atteggiamento svelerà la sensazione, ossia l’informazione che ci serve. Mi spiego. Di fronte ad alcune situazioni difficili, spesso l’uomo agisce impulsivamente… facendo cazzate su cazzate. Ma come? Voi direte… non si era appena detto che bisogna seguire le emozioni? Certo. Ma è qui che entra in gioco l’importanza del pensiero. Agire d’impulso significa agire a livello meccanicoagire cioè secondola prima regola di comportamento immediatamente disponibile. Le prime regole di comportamento disponibili sono proprio quelle che abbiamo in archivio nel nostro cervello, e che sono proprio tutte quelle “norme sociali”, “giudizi di valore” e senso comune che costituiscono la ragnatela della mente. Il problema è che quando si è impulsivi si agisce sotto un “influsso” a dir poco esagitato come ben sappiamo tutti per esperienza, e non siamo lucidi nel ragionare, siamo in verità alla mercé dei processi della mente. Invece, buona regola sarebbe usare quell’impulso non prima di averlo compreso per l’emozione che rappresenta veramente. Bisogna essere preparati a pescare nell’archivio giusto, non quello pieno di norme costrittive, ma quello donatoci dalla sensazione pura che stiamo provando. Cioè dovremmo mantenere quell’impulso connesso con l’emozione che per mezzo della sensazione sarà in grado di connettersi, una volta per tutte, con la nostra volontà, che allora ci spingerà ad agire, ma stavolta ad agire in modo costruttivo. Per fare questo, servono, a quel punto, i pensieri, ossia la ragione. Non le “costruzioni mentali razionali”, ma la ragione… è diverso amici.

Imparato a fare questo, un giorno agiremo d’istinto, sì d’impulso, ma secondo il flusso cosmico delle leggi di natura… che sono costruttive, e quindi adeguate ai nostri desideri (più avanti spiegheremo il senso di questa affermazione).

 

> Nondimeno, l’altro impasse parallelo all’impulsività, è quello di seguire un lungo scervellamento trasbordante di razionalità, una deriva di ragionamenti logici con il delirante scopo di trovare la perfetta via d’uscita… (da cosa poi?). Un’egocentrica sega mentale. Siamo infatti nel pieno della ragnatela della mente, che della razionalità si ciba. Saremmo perciò di fronte ad una serie di grovigli razionali talmente fumosi da farci perdere l’attenzione sulla cosa più importante, cioè sull’informazione costruttiva che sta alla base di quell’esperienza: l’emozione pura! Quella da cui la sensazione ci attrae, facendoci sentire felici…

 

 

In sostanza, di fronte ad una situazione difficoltosa dobbiamo innanzitutto placare l’impulso, dobbiamo concentrare l’attenzione e riconoscere quell’emozione.

A quel punto, inevitabilmente, si rivelerà la sensazione che stiamo in verità provando, e sarà proprio quella frequenza a possedere l’informazione quantistica di cui abbiamo bisogno. Infatti una volta raggiunta la consapevolezza di ciò che rappresenta per noi quella sensazione, potremmo in questo senso canalizzare, attraverso la ragione, i pensieri più adatti per ottenere la risoluzione del problema… per poter finalmente godere di quel momento.

Solo dopo esser riusciti a imparare a riconoscere le nostre vere sensazioni, potremmo casomai iniziare ad agire direttamente d’istinto/intuito! Senza pensarci troppo, faremo la cosa giusta! L’istinto non ci tradirà! (Sebbene non lo faccia neanche quando non gli si da attenzione).

 

 

L’unica cosa reale è l’esperienza. Le onde celebrali si attivano sia che pensiamo ad una bella donna sia se la tocchiamo/vediamo con i nostri organi di senso, perciò il cervello non fa differenza. È l’emozione l’unica cosa vera… Per questo motivo il vero segreto è quello di operare sotto l’influenza delle emozioni pure… al fine di ricercare e sentire con chiarezza la sensazione che stiamo provando.

Questa azione di concentrazione, per focalizzarci sulla sensazione, serve perché esiste un trabocchetto quando si ha a che fare con le emozioni: ogni emozione vibra di una frequenza diversa, ce ne sono alcune che fanno vibrare il nostro campo magnetico in modo salutare, altre che lo fanno vibrare in modo dannoso. Allora, poiché la nostra vera volontà è subconscia, vibra cioè in stati di coscienza più profondi, se non ci accertiamo bene della natura delle nostre sensazioni, se non le ascoltiamo bene per poi riconoscere al meglio le emozioni generate, quando stiamo “desiderando qualcosa”… rischiamo di mettere in moto frequenze che manifesteranno tutto meno quello che vogliamo davvero!

 

Gli scienziati hanno scoperto che il campo magnetico del cuore risponde alla qualità delle emozioni e sentimenti che generiamo nella nostra vita. Proprio come il legame intuitivo fra i sentimenti e il corpo sembra indicare, anche le emozioni positive aumentano l’equilibrio ormonale fisico e il ritmo cardiaco, oltre alla lucidità mentale e alla produttività. Altrettanto intuitivamente, gli studi dimostrano che leemozioni negative possono arrivare a influenzare fino a millequattrocento cambiamenti biochimici nell’organismo, che includono squilibrio ormonale, frequenza caotica cardiaca, “oscurità” mentale e bassi livelli di rendimento.

È stato anche rilevato che le chiare modalità ritmiche nella variabilità della cadenza del battito cardiacosono distintamente alterate/modificate dall’esperienza di differenti emozioni (emo-azioni = movimento del sangue).

Questi cambiamenti derivanti dalle emozioni, nelle onde elettromagnetiche, fanno variare la frequenza del battito, la pressione sanguigna e quella sonora prodotta dall’attività del ritmo cardiaco, sono anche percepiti da ogni cellula del corpo ad ulteriore supporto del ruolo del cuore quale globale e interno segnale disincronizzazione fisiologica di ogni organo e sistema con i ritmi del cuore stesso.

 

Un’altra importante scoperta fatta dagli scienziati è che determinati strati dell’atmosfera terrestre, oltre allaTerra stessa, generano ciò che oggi viene definita una “sinfonia” di frequenze (comprese fra 0,01 e 300 hertz –vedi anche la Risonanza di Shumann), alcune delle quali si sovrappongono alle stesse frequenzecreate dal cuore mentre comunica col cervello. È proprio questo rapporto apparentemente antico e quasi olistico fra il cuore umano e lo scudo che rende possibile la vita sulla terra ad aver generato nuove teorie scientifiche e gli studi che la stanno esplorando. Di fatto, il rapporto fra il cuore umano e il campo magnetico terrestre indica anche che un’intensa emozione collettiva esercita un impatto misurabile sul campo geomagnetico della Terra.

 

 

Prima però di vedere come l’uomo possa utilizzare questa “fisica” per realizzare lo sviluppo “potenziale” della propria Vita, bisogna avere ben chiaro come è composta la nostra realtà e dunque tutti noi.., lo spiegheremo nel prossimo “capitolo”.

 

 

Fatale

Fonti:

Niels Bohr, Alain Aspect, James Jeans, Costa de Beauregard, Eddington A.S., Amaury De Riencourt, Trinh Xhuan Thuan, Eugene Wigner, Deborin Abram, Roger Sperry, John Carew Eccles, Eric Nestler, John Hagelin, Gregory Bateson, Roger Penrose, James Jeans, Jacob Needleman, Vittorio Marchi.

G. Gamow (“Trent’anni che sconvolsero la fisica” –Zanichelli), E. Newth (“Breve storia della scienza” –Salani Editore), R. Gerber (“Medicina vibrazionale” –Lampis), C. G. Jung (“La Sincronicità” –Bollati Boringhieri), F. di Trocchio (“Le bugie della scienza” –Oscar Saggi Mondadori), B. Hoffmann (“Albert Einstein creatore e ribelle” –Tascabili Bompiani), F. Coppola (“Il segreto dell’universo” –Istituto Scientia), F. Capra (“Il Tao della fisica” –Adelphi).

– Neurobiologia delle emozioni: Jaak Panksepp, Joseph LeDoux, Antonio Damasio.

Attraverso: http://www.ukizero.com/2012/12/mettici-il-cuore-cos%E2%80%99e-e-come-creare-la-realta-dal-vangelo-secondo-la-scienza-vol-i/

 

CONTINUA  Volume II

Scienze e tecnologia

Informazioni su Tanja

Io sono.... Chi sono io? La domanda eterna di ogni persona da sempre. Questo blog è il risultato, lo specchio, il modo, e la strada che sto precorrendo nella mia personale ricerca di risposte a questa domanda In questo blog troverete tutto quello cosa ho scoperto fino adesso e cosa ancora sto scoprendo. Io credo che questa ricerca non finirà mai. Credo che siamo esseri multidimensionali creati da perfezione d’amore incondizionato e universale e come tali anche noi siamo perfetti esseri d’amore con i poteri divini di creazione. Siamo esseri divini che possiedono stesse caratteristiche della nostra fonte. Noi siamo l’amore, la sapienza, la giustizia e la potenza. Una volta ho scritto: Fu una volta un popolo divino........ che dimenticò di esserlo.. dimenticò realtà parallele frequenze divine connessione divina libera connesione divina. Un giorno pieno di luce hanno cominciato...... In che modo continua la favola e in che modo finirà dipende da tutti noi. Adesso dobbiamo solo ricordarci di essere Dei. Per questa ragione ho battezzato il mio blog con questo nome. Mi sento come una Dea che stava dormendo per tanto tempo ed adesso si sta risvegliando. Forse sono ancora un po’ assonnacchiata ma i miei sensi si stano risvegliando sempre di più per poter vedere differenza tra il vecchio mondo e il nuovo mondo che sta nascendo. Quel nuovo mondo, quella nuova realtà è creata nella condivisione. Non poteva essere diversamente perché siamo tutti collegati. Tutti noi siamo un unico organismo vivente che solo collaborando può vivere e crescere. Sono certa che tutti noi, i Dei risvegliati, stiamo creando qualcosa che ancora non esisteva nel multiverso. Sono certa che siamo capaci di farlo unendoci. Questo blog è un mio contributo al condivisione in creazione. Che l’amore ci guida. Tanja

Precedente Medicina per la Terra - Creare una Rete Umana di Luce Successivo Piccolo è bello - nanotecnologie in immagini

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.