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lunedì ottobre 7, 2013 10:07

I segreti dello specchio

Posted by Tanja

specchio-magico

 

“Mostro non il tuo viso ma le tue brame”

«Emarb eutel amosi vout linon ortsom»
— Inscrizione sulla sommità dello specchio

Harry Potter

 

“Che cosa riflette lo specchio? La verità, la sincerità, il contenuto del cuore e della coscienza. Si legge su uno specchio cinese del museo di Hanoi: ‘Come il sole, come la luna, come l’acqua, come l’oro sii chiaro e brillante e rifletti ciò che vi è nel tuo cuore’.

Secondo la fisica della riflessione della luce, in uno specchio piano un fascio di raggi luminosi paralleli viene deviato ma mantiene il parallelismo dei raggi. Ciascun raggio che colpisce lo specchio viene riflesso di un angolo identico a quello di incidenza. per esempio se un raggio giunge con una angolazione di 30° rispetto alla verticale del punto di incidenza, esce dallo specchio con un angolo di 30° dalla parte opposta alla verticale.

Lo specchio riflette, con una angolazione, la realtà.

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I primi specchi artificiali realizzati nell’antichità erano semplici lastre di metallo – spesso argento, rame o bronzo – perfettamente lucidati.
Gli specchi moderni consistono in una lastra di vetro su cui è stato “stirato” un sottile strato di alluminio o d’argento (nitrato d’argento). Lo strato metallico è deposto sul lato  opposto a quello riflettente ed è ricoperto da una vernice a scopo protettivo. Gli specchi moderni riflettono circa l’80% della luce incidente.

La tradizione attribuisce ad Archimede l’invenzione e l’uso di specchi curvati per concentrare la luce del sole in un punto e produrre il fuoco.
Oggi si producono specchi curvi sofisticatissimi per vari usi scientifici.

Lo specchio in quanto superficie riflettente è supporto di un simbolismo estremamente ricco sul piano conoscitivo ed è uno strumento molto importante: in fondo, è il nostro primo terapeuta… nel senso che ci fa notare qualcosa di noi che senza la riflessione non riusciamo a vedere, ci consente di vedere ciò che di noi stessi è impercettibile agli occhi: ovvero il viso, con le sue espressioni, il principale strumento con cui comunichiamo all’esterno le nostre sensazioni ed emozioni.
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È grazie all’immagine riflessa nello specchio che fin da piccoli riusciamo a formarci un’immagine di noi, ad autoidentificarci.

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Molti esperimenti ci dicono che in realtà, però, noi abbiamo un’idea approssimativa e schematica delle nostre sembianze. Davanti allo specchio saltano fuori i nostri preconcetti: ci vediamo belli, brutti, invecchiati e spesso il nostro giudizio non coincide con quello degli altri.Gli specchi, quindi, non sempre riflettono la realtà così com’è, ma ci restituiscono – a seconda di come li usiamo – un mondo di riflessi che talvolta riesce a ingannarci e a illuderci. Lo specchio può essere un luogo dove capita di perdersi… o dove, cercando di riconoscersi, si può scoprire di non conoscersi affatto.

“Qualunque sia la sua forma o la sua destinazione, lo specchio è sempre un prodigio dove realtà e illusione si sfiorano e si confondono. Il suo primo effetto fu di rivelare all’essere umano la propria immagine. Rivelazione fisica e morale, che affascinò i filosofi. Socrate e Seneca raccomandavano lo specchio come strumento per conoscere se stessi; lo specchio è l’attributo  della Prudenza e incarna la Sapienza.” (Baltrusaitis)

L’uso degli specchi ha una forte valenza simbolica poiché rappresenta la saggezza e la conoscenza e più in generale la manifestazione che riflette l’intelligenza creatrice, il Divino.
L’intelligenza celeste riflessa dallo specchio si identifica simbolicamente con il Sole; per questo motivo lo specchio è spesso simbolo solare. Ma è anche un simbolo lunare perché la Luna, come uno specchio, riflette la luce del Sole.
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Nella scienza, molti nodi irrisolti sono legati all’utilizzo dello specchio: il comportamento dei riflessi e il funzionamento delle simmetria speculare, la sorprendente caratteristica degli specchi di invertire destra e sinistra, ma non sopra e sotto, certe predilezioni della natura per il verso destro o quello sinistro, le strane regole che governano la percezione del mondo dietro e dentro lo specchio.
Nello specchio si può sperimentare facilmente il concetto di infinito: basta riflettersi tra due specchi contrapposti per vedere la propria immagine ripetersi indefinitamente.

 “Il corpo riflettente desta sempre meraviglia e sorpresa. Di tutti i rami della scienza esatta, la catottrica o  scienza del visionario, era la più propizia per la fioritura di mondi fantastici. Le due costanti in antinomia – sregolatezza e regola – ne definiscono la poesia e la singolarità.” (Baltrusaitis)

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Lo specchio reca in sé il fascino del magico. Sa riflettere tutto ciò che gli si para davanti, mostra la verità nella limpidezza dell’oggettivo e inconfutabile. Più che una fotografia registra ogni sfumatura, movimento, battito di ciglia, accenno di sorriso…
L’uomo preistorico, che vedeva la propria immagine riflessa nell’acqua di un lago o di uno stagno, poteva pensare che si trattasse di un altro sé; di conseguenza qualunque disturbo arrecato al riflesso poteva significare un pericolo per la propria salute. La credenza si rinforzò con l’arrivo degli specchi: furono i romani a decidere che uno specchio rotto avrebbe causato sette anni di guai: all’epoca esisteva infatti la convinzione secondo cui la vita si rinnoverebbe ogni sette anni. Poiché uno specchio rotto significava che la salute era stata spezzata, si concluse che sarebbero stati necessari sette anni prima di poter tornare sani come prima.

In religioni come l’Islam o l’Ebraismo o il Cristianesimo, invece, si usa capovolgere o coprire gli specchi durante la veglia funebre, per evitare che essi impediscano all’anima del defunto di lasciare il mondo terreno.
In molte civiltà si dice che gli  specchi custodiscono una parte dell’anima di chi vi si riflette e sono guardati con diffidenza. Gli Indios, oltre non gradire gli specchi, non accettano di essere fotografati, per timore del furto dell’anima.

Tra i Romani si vagheggiava l’esistenza di uno specchio magico che  permetteva di osservare tutto ciò che avveniva nelle parti più lontane dell’Impero. Questa leggenda deriva da una vecchia idea, nota già anche fra gli orientali, che cioè ci fosse modo di fare degli specchi nei quali si potesse vedere tutto quello che avveniva a grandi distanze. Uno di questi specchi si diceva esistesse in cima al faro d’Alessandria, postovi da Alessandro Magno, e con esso si poteva vedere fino alla distanza di più di “500 parasanghe” tutti i bastimenti da guerra che venissero contro l’Egitto.

Poiché “prende il fuoco dal sole” lo specchio è in Cina simbolo lunare e femminile. Sempre in Cina esso è, d’altra parte, il segno dell’armonia, dell’unione coniugale e lo specchio spezzato è segno della separazione (la metà spezzata dello specchio viene portata da una gazza a rendere conto al marito dell’infedeltà della moglie…).
La gazza, chiamata P’o-ching o specchio rotto, è collegata alle fasi della luna: l’unione del re e della regina si realizza quando la luna è piena, quando lo specchio è ricostituito nella sua interezza.

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L’utilizzazione taoista dello specchio magico è assai particolare: rivelando la natura reale delle influenze malefiche, le allontana e protegge da esse.
Così si pone, ancora ai nostri giorni, sopra la porta delle case uno specchio ottagonale recante gli otto trigrammi dell’I Ching.
Lo specchio ottagonale, che è senza dubbio segno di armonia e di perfezione nel caso di Amaterasu in Giappone, è in Cina intermediario tra lo specchio rotondo (celeste) e lo specchio quadrato (terrestre).

Nel mito e nella fiaba sono sempre esistiti gli specchi, spesso anche parlanti. Basta pensare alla regina cattiva di Biancaneve, ansiosa ogni giorno di ricevere la stessa, rassicurante risposta.
“Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?”
“Tu mia regina!”
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SPECCHI INSOLITI

“Si sono immaginati specchi mostruosi, come quelli conservati nel tempio di Smirne. Le loro bizzarrie derivano dalla loro forma. Talora sono degli specchi curvi, sia che la curvatura assuma la forma di una coppa o di uno scudo tracio, sia che le parti centrali si gonfino o si scavino. Queste circostanze fanno subire alle ombre un’infinità di torture e di alterazioni, perché l’immagine altro non è che il riflesso prodotto dal corpo liscio e lucido  che riceve l’ombra o il simulacro.” (Plinio, Storia naturale)

Gli specchi deformanti sono sempre un esercizio divertente per ricordare che la realtà è illusione. Un diverso modo di “guardare”  cambia le proporzioni e le forme (dei problemi?), rende ridicolo ciò che sembrava spaventoso, orribile ciò che ha un bell’aspetto…
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“L’istante dopo, Alice passava attraverso lo specchio e vi saltava agilmente dentro. [..]
…’Che divertimento sarà, quando mi vedranno attraverso lo specchio e non potranno toccarmi!’. 
Poi cominciò a guardarsi intorno e notò che tutto ciò che  poteva essere veduto dalla vecchia stanza era comune e poco interessante, ma  che tutto il resto era completamente diverso. Per esempio, i quadri appesi  alla  parete accanto al camino sembravano vivi e perfino l’orologio sul caminetto  (sapete bene che, nello specchio, se ne vede soltanto il dietro) aveva la faccia  di un vecchietto e le sorrideva bonario. […]”
(Lewis Carroll, Attraverso lo specchio)

Gli specchi trasparenti unidirezionali (quelli usati dalla polizia negli interrogatori) consentono di creare una barriera protettiva ed osservare una scena senza venirne coinvolti.

L’USO DEGLI SPECCHI IN CASA

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Secondo il Feng Shui – antica disciplina che cinese studia i flussi di energia negli ambienti  – gli specchi riflettono il Ch’i (energia vitale) e ne  favoriscono la circolazione.
In casa non devono essere troppo piccoli o troppo bassi: se “tagliano” la testa delle persone che si vedono riflesse, possono provocare mal di testa e diminuire l’energia.
Gli specchi ingrandiscono gli spazi angusti, e se riflettono immagini particolarmente gradevoli (paesaggi esterni, vasi con fiori) stimolano e attivano il flusso d’energia, pertanto sono indicati nei luoghi in cui si svolgono delle attività quali il lavoro, lo studio… mentre l’uso degli specchi è sconsigliato nelle camere, dove troppa energia sarebbe inopportuna durante il sonno, in particolare se riflette il letto.

Se si vuole lo stesso uno specchio in camera, è sufficiente coprirlo con una tenda quando non viene utilizzato, oppure posizionarlo in modo che non rifletta il letto.

Se lo specchio davanti al quale ci si trucca o ci si pettina dovesse presentare delle impurità che distorcono le immagini conviene sostituirlo: la distorsione della propria immagine favorisce la depressione e l’insoddisfazione di sé.Uno specchio di fronte alla porta d’ingresso, troppo grosso o troppo vicino ad essa, in genere non è favorevole.
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Ma se si è costretti a stare per lunghi periodi con le spalle scoperte od in situazioni scorrette uno specchietto permette di tenere d’occhio l’entrata o le direzioni che ci disturbano.
Come opposto di questa funzione, bisogna evitare di posizionare specchi in modo che distraggano, disturbino o spaventino mentre si passa.

MAGIA DEGLI SPECCHI

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“L’uomo si serve del bronzo come specchio. L’uomo si serve dell’antichità come specchio. L’uomo si serve dell’uomo come specchio”
Proverbio cinese dell’epoca T’angL’uso dello specchio magico corrisponde ad una delle forme più antiche di divinazione e, per Varrone sarebbe di origine persiana. Secondo una leggenda Pitagora aveva uno specchio magico che prima di lasciar intravvedere il futuro presentava la faccia della Luna.

In virtù dell’analogia acqua-specchio, si incontra spesso l’utilizzazione magica, di frammenti di specchio nei riti per la pioggia ad esempio presso i Bambara, l’etnia principale del Mali.
Lo specchio, come la superficie dell’acqua, è usato nella divinazione per interrogare gli spiriti. La loro risposta alle questioni poste vi si inscrive per riflesso.

La più comune delle magie con gli specchi è la catoptromanzia (dal greco càtoptron) cioè la divinazione praticata per mezzo degli specchi. Si pratica con metodi diversi e con specchi diversi. Possono essere specchi moderni di vetro e metallo oppure contenitori riempiti di acqua o liquido, superfici riflettenti, cristalli levigati.
Uno strumento della catoptromanzia è la sfera di cristallo nei cui riflessi interni il veggente legge passato / presente / futuro.
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È molto diffusa una tecnica che invita a porsi davanti uno specchio, in penombra, con una candela accesa tra specchio e viso e fissare la propria immagine per un tempo variabilmente lungo. Si possono avere visioni  e proiezioni di sé,  del proprio futuro di vite precedenti…
Gli specchietti da borsetta non sono utili soltanto per rassettarsi (cosa comunque da non trascurare!), ma anche per evitare la vista diretta di mostri con capacità legate allo sguardo (come il basilisco o  Medusa!!!), per giocherellare  o comunicare a distanza riflettendo una luce o persino per spiare dietro un angolo senza sporgere la testa. Attività, quest’ultima, poco magica… ma che può tornare utile.

In alcuni tipi di magia gli specchi sono utilizzati per catturare spiriti negativi al loro interno, imprigionandoli e rendendoli inoffensivi.

È rituale anche l’utilizzo dello specchio per catturare la luce del sole e delle fiamme, in particolar modo nel periodo solstiziale di Litha.

Si dice che lo specchio sia particolarmente detestato dai vampiri poiché quest’oggetto cattura solo le immagini di cose realmente esistenti mentre il Signore della Notte, Dracula, sospeso in una dimensione limbica tra sogno e realtà,  non può entrare a far parte di questa categoria di enti e tantomeno i suoi servitori. Lo specchio diventa, quindi, il mezzo attraverso il quale il Vampiro prende coscienza del suo non esistere e, quest’amara rivelazione, lo rende cieco di rabbia e dolore fino a farlo fuggire.
Naturalmente la credenza è paradossale, ma lo specchio può essere simbolicamente usato per allontanare ogni tipo di “vampiro energetico” che minacci la nostra serenità sottraendoci energie e risorse.

SPECCHIO DI HATHOR

Gli specchi egiziani antichi erano costituiti generalmente da un cerchio o un un ovale piano di rame o di bronzo lucidato e da un manico di osso o di legno, spesso modellato in forma della dea Hathor. Il rame è un metallo collegato con questa dea, che veniva rappresentata in forma umana oppure bovina, con un disco solare fra le corna.Ai nove “corpi” attribuiti all’uomo gli Egiziani associavano una forma divina-animale e  Hathor veniva associata a Sekhem – il corpo fisico, al quale come dea-vacca dispensatrice di latte, assicurava nutrimento.
Uno degli attributi più frequenti di questa dea è lo specchio magico o “Specchio di Hathor”, uno specchio bifacciale in cui da un lato viene riflessa la persona che lo regge in mano, dall’altro viene invece riflesso ciò che le sta di fronte.
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La doppia capacità riflettente è così una sorta di “scudo protettivo” che permette a chi regge lo specchio di rimanere “centrato in sé” rimandando indietro i pensieri o le energie gli vengono indirizzati dall’esterno.

Può essere usato come strumento per la concentrazione o come strumento difensivo.
Come apparato di protezione, riflette le energie di un attaccante nella stessa misura in cui sono proiettate. Se l’attacco è frontale le energie tornano al mittente. Se lo specchio viene angolato, le energie vengono deviate.

Il bello dello specchio usato come scudo è che non è un’arma attiva. Se non arriva nessuna energia niente viene riflesso. Se ci si è sbagliati e l’energia è positiva, al mittente ritorna positività e non aggressione.
Se l’energia è negativa, il mittente riceve indietro ciò che egli stesso ha generato e niente di più.

SPECCHIO ANKH

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L’ankh appare di frequente nelle opere artistiche dell’antico Egitto. Nelle raffigurazioni divine appare come caratteristica delle stesse divinità, ad indicare la natura ultraterrena e l’eterna esistenza di esse.

La  Vita è il suo significato principale; abbinato agli Dei ne indica la natura di forze cosmiche, generatrici dell’universo e dunque di Vita.

L’ankh veniva utilizzato in particolare come amuleto, capace di infondere salute, benessere e fortuna. Alla  morte di una persona (che venisse mummificata meno) l’ankh era un elemento fondamentale, con il quale il corpo doveva essere sepolto.

Un altro uso frequente dell’ankh era quello che lo vedeva in funzione di specchio, nel quale il metallo riflettente era posto nell’ansa.

INCANTESIMI CON GLI SPECCHI

Lo specchio viene usato come “maestro di comunicazione”: spesso infatti “provando” un discorso allo specchio si riesce ad essere ad essere più convincenti.
E, davanti allo specchi, o con uno specchio si possono lanciare diversi incanti:

INCANTESIMO DEL FASCINO

Il rituale che segue conduce all’obiettivo di far accrescere le facoltà e potere interiore di chi lo celebra. Ripetendolo regolarmente, si acquista potere di controllo su di sé e sulla propria influenza sugli altri.Spogliatevi e andatevi a porre di fronte a uno specchio in una stanza illuminata. Accendete alle vostre spalle una candela.Sollevate le braccia sopra la testa e oscillate ritmicamente da sinistra a destra, ripetendo ogni volta il vostro nome di battesimo, per novantanove volte consecutive. Per tenere il conto, molti usano tenere in mano novantanove semi o petali di fiori, facendone cadere uno per ogni oscillazione.

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Sono possibili comunque anche altri metodi a piacere, il conto totale tuttavia dev’essere preciso. Terminato di oscillare, iniziate a muovervi, cercate di raccogliere tensione dentro di voi, flettete i muscoli.
Infine, ripetete tre volte: “Io controllo. Io sono la forza”.
Soffiate sulla candela, ed è finito.

Il rituale va celebrato ogni martedì o venerdì, per tre mesi di seguito o per 21 volte. Secondo le streghe moderne, è un potente aiuto per la vita di ogni giorno.
Come variante si può pronunciare una frase con un’altra qualità: “Io sono la bellezza” o“Io sono …”

INCANTESIMO DI SAMHAIN

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Un incantesimo popolare riporta un uso inconsueto che di uno specchio si può nella notte Samhain. Uscite, recandovi in un luogo ove la Luna sia ben visibile, e volgetele le spalle in modo che la sua luce si rifletta in uno specchio che avrete in mano.
Accendete quindi una candela, e ponetela di fronte al vostro volto, in modo che possiate vedere la vostra immagine riflessa nello specchio, insieme con la Luna che si trova dietro di voi. Allora, sulla vostra spalla apparirà il volto della persona che sarete destinati a sposare.

PROTEZIONE DI UN AMBIENTE CON UNO SPECCHIO

In una notte di luna piena formate un cerchio protettivo e preparate al centro della stanza un altare.
Sull’altare mettete un’immagine di una Dea lunare e uno specchio rotondo (non più di una trentina di centimetri di diametro).
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Circondate gli oggetti sull’altare con nove candele bianche e bruciate un incenso protettivo (legno di sandalo, salvia, rosmarino…).
Accendete per prima la candela più direttamente davanti all’immagine della Dea, pronunciando delle parole simili a queste:
“Luce lunare, proteggimi!” 
Ripetete accendendo una per una le candele procedendo in senso orario.
Poi stendete le mani sullo specchio e invocate la Dea:

“Grande Dea della Luna, Signora dei Mari,
Signora della Notte Mistica e dei Misteri,
all’interno di questo cerchio di candele
infondi in questo specchio della tua notte,
la tua potenza intoccabile.
Proteggimi con la tua forza
mentre le vibrazioni negative volano via!”

Restate per un poco in piedi davanti all’altare poi, quando vi sembra il momento, prendete lo specchio in mano e girando lentamente in senso antiorario intorno alle candele, in modo che si riflettano nello specchio e orientatelo in modo che rifletta la luce nella stanza. Continuate a girare sempre aumentando la velocità finché sentite che lo specchio ha rimosso la negatività da tutti gli angoli.
Quando avete finito rimettetevi davanti all’immagine della Dea e ringraziate.
Spegnete ad una ad una le candele. Sciogliete il cerchio.

In alternativa potete caricare lo specchio allo stesso modo e appenderlo in direzione di ciò che volete respingere. Ma state molto attenti a come lo orientate.

Variante: caricate lo specchio con il Sole invece che con la Luna e invocate una divinità solare.
Lo Specchio Solare è ottimo per “chiarire” delle situazioni.

SPECCHIETTI PROTETTIVINon ricordo da dove ho derivato l’abitudine di usare gli specchi come strumento protettivo… ma l’ho sempre fatto, a volte con risultati sorprendenti.
Ricordo un giorno in cui uno pseudo-maestro (di quelli che tendono a pontificare dal loro piedistallo e son soliti scegliersi tra gli allievi delle persone facili alla dipendenza psicologica… da mettere al loro servizio!) si avvicinò rivolgendosi a me con il chiaro intento di intimidirmi.
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A quel tempo praticavo abbastanza intensamente degli esercizi di psicodinamica, e la mia immediata reazione fu di costruirmi una “mentale” corazza di specchietti riflettenti. Il “maestro” – evidentemente molto percettivo – sbarrò gli occhi, smise di camminare verso di me e interruppe la frase che stava pronunciando. Dopo di che lo vidi, incredula, fare dei passi indietro ed andarsene con una scusa… perdendo da quel giorno ogni interesse per la mia persona.

Sono solita usare gli specchi quando sento di aver bisogno di respingere qualcosa di indesiderato.

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Fuori da ogni ingresso della casa potete mettere degli specchietti (piccoli, di qualsiasi forma, scelta secondo i suoi significati).  Potete, se volete, caricarli come spiegato nell’incantesimo precedente.
Quando posizionate gli specchi dite rivolti ad Est:

“Specchio di protezione
ferma il flusso negativo da ogni direzione.
Fa che trovi un percorso diverso
E nessuno vi si trovi attraverso.”

Ripetete rivolti a Sud, Ovest e Nord.
In un vivaio di Milano gestito da due anziane signore una mia amica mi ha portata a vedere un bellissimo albero secolare (mi sembra fosse della famiglia dei ficus) con appesi con dello spago centinaia di specchietti tondi.
Le signore mi parevano un po’ streghe… e quando ho detto loro: “State facendo un bel lavoro di protezione per il circondario!” mi hanno sorriso con un certo lampo nello sguardo…
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Sul mio Albero Sacro, in giardino – un ciliegio amaro – ho appeso dei fili con degli specchietti quadrati (cinque o sei per filo), bifacciali, fatti semplicemente con la plastica adesiva a specchio DC-fix.
Girano con la brezza e fanno  bagliori da tutte le parti.
Oltre che protettivi sono molto belli.

PSICODINAMICA CON GLI SPECCHI  (PROIEZIONI MENTALI)

LA CORAZZA DI SPECCHIETTI

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Si fabbrica con la mente in un attimo… è fatta di placchette di specchio e ci riveste completamente (somiglia alle corazze di quelle statue dei guerrieri cinesi dell’esercito di terracotta sepolto…)
Se è “costruita bene” riflette e respinge in tutte le direzioni.
Se ho fretta parto costruendola dal plesso solare, che è la zona più vulnerabile.
Meglio se viene costruita sopra alla una bolla di luce bianca protettiva. In questo caso le si dà forma di uovo o di sfera (avete presente le sfere stroboscopiche di specchietti da discoteca??? Così ma più grande!)
IL TETRAEDRO ROTANTESempre con la mente si costruisce una piramide di specchi che gira nello spazio.
Ne ho una sospesa sopra il tetto di casa mia… manda indietro (al mittente) di tutto; ogni tanto la pulisco…
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PENTACOLO DI BANDO A SPECCHIOLo si traccia nell’aria con la mano, l’athame o mentalmente.
È una stella a cinque punte con una punta verso l’alto.
Come ogni pentacolo di bando, lo si disegna iniziando dalla punta in basso alla nostra sinistra e andando verso la punta in alto. Lo si immagina di fuoco e poi consolidarsi in un pentacolo rigido specchiante.
È velocissimo da tracciare, molto potente, e si può ripetere ad ogni aggressione.
LA TRAPPOLA DI SPECCHIMentalmente si costruisce intorno alla persona che disturba una sfera foderata all’interno di specchietti.
Attenzione, se siete bravi e la persona è molto aggressiva, può stare davvero male.
Meglio saperlo prima, per decidere fino a che punto difendersi.
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LO SPECCHIO SEMPLICESi costruisce mentalmente davanti a un aggressore.
Ha il vantaggio di poter essere orientato con un angolo che non rimandi al mittente ma devii le energie negative.
Questo quando all’aggressore non si vuole restituire nulla. Meglio fare in modo da angolarlo verso terra perché la Terra ha la proprietà di assorbire e trasformare qualsiasi energia.
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CONO PROTETTIVO DI ENERGIA SPECCHIANTESedetevi in un cerchio protetto. Chiudete gli occhi e cominciate a meditaree sulla costruzione di un cono di energia intorno voi che generate chiedendo all’energia del nucleo della Terra di salire e ruotare intorno.
Visualizzatela come una spirale chiara blu elettrica che comincia a turbinare come un vortice. Chiudetela a cono sopra di voi e cominciate a vederla trasformarsi in luce bianca poi diventare di una material d’argento gelatinoso molto brillante. Rifletterà tutta l’energia negativa.

Poi via con la fantasia…

FAR DA SPECCHIO…
Ci sono due modi di dire diffusi: “specchiarsi” o “far da specchio “. Spesso sono riferiti a ciò che di noi proiettiamo negli altri.
Con questo filmato dei fratelli Marx è facile riderci sopra, ma sia “far da specchio” agli altri che “specchiarsi” negli altri sono processi interessanti, a volte non privi di risvolti sofferti, che possono insegnare molto ma che, se analizzati con cura ed equilibrio, possono far progredire nei percorsi interiori di auto-consapevolezza.

© 2008 Ricerca e testo di Maria Giusi Ricotti


Qualsiasi riproduzione, senza esplicito consenso dell’autrice, è vietata.


a L’AUTRICE

Maria Giusi Ricotti, grafico editoriale e ceramista, nata a Milano. Per amore è approdata molti anni fa in Sardegna, dove vive con la sua famiglia e lavora.

È fondatrice di Il Calderone Magico che è – oltre che un sito web ed una mailing list di spiritualità femminile – un laboratorio artigiano nel centro storico di Cagliari.

[email protected]
http://it.groups.yahoo.com/group/ilcalderonemagico
Il Calderone Magico – laboratorio – Corso Vittorio Emanuele 349/351, Cagliari

FONTI
http://magic-spells-and-potions.com/modules.php?name=News&file=article&sid=108
http://www.ecauldron.com/spells/protect04.php
http://www.thewhitegoddess.co.uk/goddess/hathor.html
http://blog.libero.it/modem/2617270.html
http://www.biblioteche.piacenza.it/passerini/letture/idealibro_specchio.asp
http://www.classicitaliani.it/comparetti/comparetti206.htm
http://www.thewhitegoddess.co.uk/goddess/hathor.html
http://blog.libero.it/modem/2617270.html
“Dizionario dei simboli” di Jean Chevalier Alain Gheerbrant, tratto da
http://85.34.90.170:12000/~lc2005/linguaggi/simbologia.htm
ed altre…

FONTE http://www.ilcalderonemagico.it/riti_specchi.html

 

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