Perché alcuni animali ne adottano altri (anche di specie diversa)?

Alcune alleanze insolite si formano per istinto, ma possono anche essere frutto di una sorta di empatia. Una redattrice di NG indaga sui legami tra specie diverse

di Christine Dell’Amore

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Il tursiope malformato accanto a un capodoglio. Fotografia per gentile concessione di Alexander Wilson e Aquatic Mammals

Quasi amici

Un cucciolo di levriero tiene tra le zampe un pulcino di gufo. Fotografia di Solent News/Rex USA

Qualche tempo fa, la commovente storia di un gruppo di capodogli che ha “adottato” un tursiope con una malformazione spinale ha riscosso un enorme successo su internet. Ma i mammiferi marini non sono gli unici a creare strane alleanze, spiegano gli esperti.

Secondo Jennifer Holland, autrice del libro Unlikely Friendshipsdel 2011 e giornalista del National Geographic, queste adozioni sono piuttosto comuni tra gli animali domestici, e talvolta si possono osservare anche in natura.

Tra gli esempi citati dall’autrice vi sono un cane che ha allevato uno scoiattolo neonato assieme alla sua prole, scimmie antropomorfe in cattività che trattavano gatti come loro cuccioli, e infine un cane che si è preso cura di un gufo neonato (foto piccola a destra).

Nel suo prossimo libro,

Unlikely Loves, Holland mostrerà un cane dalmata che adotta un vitello nato con un mantello maculato simile al suo, una capra che aiuta una giovane giraffa ad acquisire fiducia in se stessa, e una gallina seduta sui suoi “cuccioli” per tenerli al caldo.

Le ragioni dell’adozione

Ma quali sono le ragioni dell’esistenza di queste famiglie adottive? “Vorrei entrare nella testa di questi animali per chiederglielo! Ma possiamo comunque avanzare delle ipotesi plausibili in base a quello che sappiamo del cervello animale, e del nostro”, afferma Holland. Per esempio, in alcuni casi un animale adotta un individuo della sua stessa specie, che è un atteggiamento istintivo.

“Gli animali si prendono cura istintivamente dei piccoli, per aiutarli a sopravvivere e quindi trasmettere il DNA della famiglia”, continua Holland. “Dunque penso ci sia un meccanismo fisiologico che li spinge a offrire cure a un altro animale che ne abbia bisogno. Se non è un parente, forse c’è un po’ di confusione, ma penso che quel comportamento sia giustificato dalla stessa funzione”.

“Un motivo è anche il mutuo beneficio”, sottolinea l’etologa Jill Goldman. “Per far durare la relazione, credo che debbano trarne vantaggio entrambe le parti, in qualche modo”, continua Goldman, che ha studiato il comportamento dei lupi. “Cosa s’intenda per beneficio poi è altra questione. La compagnia, in alcuni casi, è in realtà un beneficio sufficiente, finché non subentrano competizione o minacce”.

Per esempio, l’aggiunta di un individuo a un gruppo potrebbe contribuire nel procacciare il cibo o offrire una protezione maggiore al gruppo; che probabilmente è ciò che è accaduto nel caso del delfino malformato, dice Goldman. “Nessuno ti consente di circolare lì intorno se non servi a qualcosa”.

Goldman aggiunge che molte di queste adozioni avvengono quando una madre che sta allattando accoglie un giovane orfano. “Le mamme potrebbero avere un desiderio maggiore di adottare un piccolo perché, nel momento in cui hanno partorito, nel loro corpo circola un livello alto di ossitocina, l’ormone del legame”, continua Goldman. In questo periodo, se la madre adotta un cucciolo, “la relazione diventa molto stretta”.

Ma, sottolinea, una madre che sta allattando i suoi cuccioli non adotterebbe mai un adulto esterno alla famiglia, che potrebbe invece essere percepito come una minaccia per la sua prole.

Empatia animale?

Holland aggiunge che molti animali, in particolare mammiferi, sono capaci di empatia, “e potrebbero adottare un altro animale per alleviarne il dolore, la fame o la solitudine”, afferma. “I mammiferi hanno le stesse nostre strutture cerebrali e lo stesso nostro sistema cerebrale relativo all’emozione, e quindi perché no?”, prosegue.

Holland afferma che “queste storie ci offrono un’altra prospettiva sugli animali non-umani. Troppo spesso non riconosciamo loro quanto siano complessi, intelligenti ed empatici”.

ANIMALI

Informazioni su Tanja

Io sono.... Chi sono io? La domanda eterna di ogni persona da sempre. Questo blog è il risultato, lo specchio, il modo, e la strada che sto precorrendo nella mia personale ricerca di risposte a questa domanda In questo blog troverete tutto quello cosa ho scoperto fino adesso e cosa ancora sto scoprendo. Io credo che questa ricerca non finirà mai. Credo che siamo esseri multidimensionali creati da perfezione d’amore incondizionato e universale e come tali anche noi siamo perfetti esseri d’amore con i poteri divini di creazione. Siamo esseri divini che possiedono stesse caratteristiche della nostra fonte. Noi siamo l’amore, la sapienza, la giustizia e la potenza. Una volta ho scritto: Fu una volta un popolo divino........ che dimenticò di esserlo.. dimenticò realtà parallele frequenze divine connessione divina libera connesione divina. Un giorno pieno di luce hanno cominciato...... In che modo continua la favola e in che modo finirà dipende da tutti noi. Adesso dobbiamo solo ricordarci di essere Dei. Per questa ragione ho battezzato il mio blog con questo nome. Mi sento come una Dea che stava dormendo per tanto tempo ed adesso si sta risvegliando. Forse sono ancora un po’ assonnacchiata ma i miei sensi si stano risvegliando sempre di più per poter vedere differenza tra il vecchio mondo e il nuovo mondo che sta nascendo. Quel nuovo mondo, quella nuova realtà è creata nella condivisione. Non poteva essere diversamente perché siamo tutti collegati. Tutti noi siamo un unico organismo vivente che solo collaborando può vivere e crescere. Sono certa che tutti noi, i Dei risvegliati, stiamo creando qualcosa che ancora non esisteva nel multiverso. Sono certa che siamo capaci di farlo unendoci. Questo blog è un mio contributo al condivisione in creazione. Che l’amore ci guida. Tanja

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