Dr. Robert Gentry – “Rocce di granito sono formate in pochi minuti piuttosto milioni anni fa”

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La via della fede esordisce spesso con l´insormontabile per concludersi col trionfo, come ha potuto sperimentare anche il dottor Gentry. Gentry è cresciuto in una famiglia cristiana conservatrice. Ha studiato fisica all´università della Florida negli anni cinquanta ed ha trovato non convincente l´evidenza biologica dell´evoluzione, ma ha trovato irresistibile la cosmologia e specialmente il “Big Bang”. Il suo professore lo influenzò con l´idea che Dio ha sì potuto, all´inizio, aver creato la materia, ma che poi tutto ha continuato per processi naturali. Gentry accettò la teoria e dovette reinterpretare la Genesi come allegorica. Ma un giorno qualcuno gli fece notare che in Esodo 20:11 – l´elenco dei 10 Comandamenti – si dice che bisogna santificare il sabato perché i cieli e la terra furono creati in sei giorni. Allora non solo i primi capitoli della Genesi erano allegorici, ma lo dovevano essere anche i Dieci Comandamenti. Questo turbò il giovane Gentry e lo fece incamminare su un lungo sentiero di investigazione scientifica.

Gentry sapeva che gli scienziati erano portati a credere nei lunghi periodi richiesti dall´evoluzione e quindi a rigettare il racconto biblico di una creazione recente principalmente a causa della datazione radiometrica. Per circa mezzo secolo i metodi radiometrici avevano permesso di datare in milioni di anni ogni tipo di roccia. Il metodo si fonda sull´ipotesi che i tassi misurati di disintegrazione radioattiva degli atomi “padri” in atomi “figli” sono rimasti costanti nei miliardi di anni. Se Gentry fosse riuscito a dimostrare che così non era, avrebbe potuto riavere il cuore libero verso la visione biblica.

4Robert Gentry era convinto che il segreto per risolvere il suo problema si trovava nelle rocce del sottosuolo che contengono delle microscopiche sfere scolorite, conosciute come radio-halos, e causate dall´emissione radioattiva di particelle alfa. Quando parecchie migliaia di atomi si sono disintegrati e le particelle alfa si sono disperse in tutte le direzioni a partire dalla sorgente centrale, ne risulta una sfera (o conchiglia) scolorita. La sorgente centrale consiste in un miscuglio di atomi-padri in disintegrazione e di atomi-figli associati. La particella alfa emessa durante la disintegrazione radioattiva possiede un´energia cinetica unica che le permette di viaggiare a una distanza molto specifica, e non oltre, all´interno di un materiale solido come la roccia. Il raggio della conchiglia (visto come un alone o un cerchio quando la roccia è tagliata trasversalmente) fornisce una misura dell´energia unica delle particelle alfa e rivela così l´identità di questo isotopo radioattivo particolare che ha prodotto l´alone.

Gentry credeva che studiando gli aloni avrebbe potuto trovare l´evidenza di un cambiamento storico nella velocità di disintegrazione e così confutare la tesi che la velocità di disintegrazione è rimasta costante lungo i tempi. Tuttavia, il suo direttore di tesi al dipartimento di fisica dell´università, era convinto che i geocronologi avevano ormai stabilito con certezza la costanza di questa velocità. Per di più, dimostrare scientificamente che si trattava di una falsa supposizione poteva rivelarsi imbarazzante per la reputazione dell´università stessa. Gentry si trovò di fronte a un bivio: abbandonare la ricerca per risolvere il suo modo di vedere il mondo o abbandonare la possibilitùà di ottenere aiuti dal suo dipartimento? Ci mise un anno per decidere. Cominciò i suoi studi nel laboratorio di casa con un microscopio chiesto in prestito. Un´altro avrebbe probabilmente abbandonato. Durante questo tempo di lavoro solitario, Gentry scoprì molto più di quello che avrebbe potuto sperare, cioè degli aloni prodotti dall´elemento radioattivo Polonio. Per il profano la cosa può sembrare insignificante, ma per l´esperto l´esistenza di aloni di Polonio rappresentava un profondo mistero.

Secondo la teoria evoluzionista, all´inizio la terra era una massa in fusione che si è raffreddata durante un lungo periodo di tempo. Mentre la roccia è in fusione, nessun radio-alone può formarsi. I radio-aloni possono apparire solamente in un materiale solido. Le emi-vite dei tre isotopi del Polonio (Po 218, Po 214, Po 210) sono rispettivamente di: 3 minuti, 164 micro-secondi e 138 giorni. Ciò significa che tutto il Polonio, salvo una milionesima parte, si disintegra completamente in: 1 ora, in 3.2 milli-secondi, e in 440 anni rispettivamente. Così non è assolutamente possibile che questi isotopi abbiano lasciato gli aloni familiari sulle migliaia d´anni durante i quali il preteso magma (roccia in fusione) divenne una crosta solida. Cominciò a sembrare che la roccia del sottosuolo e il Polonio erano primordiali, cioè creati istantaneamente. Se era così, allora la teoria evoluzionista sulla formazione della terra era completamente falsa.

La Provvidenza aprì finalmente una porta a Gentry affinché proseguisse la sua ricerca sui radio-aloni all´ “Oak Ridge National Laboratory” (ORNL). Ora poteva finalmente disporre di strumenti tra i più sofisticati al mondo. Qui confermò i suoi studi iniziali (Gentry 1966.65) e testò tutte le proposizioni per spiegare il mistero, ma ogni teoria si rivelò inadeguata e il mistero è rimasto. Finalmente pubblicò i suoi risultati nella prestigiosa rivista Science (Gentry 1974.62) nella quale suggerì che le rocce del sottosuolo (granito) e il Polonio erano primordiali.

2 Una delle ipotesi fatte per spiegare l´esistenza degli aloni di Polonio 218 e 214 in isolamento nel granito era che gli isotopi avevano migrato allontanandosi dall´uranio parente. Un´opportunità di provare questa teoria si presentò ben presto con i letti carbonificati a Uranio della Piana del Colorado. Gentry scoprì degli aloni di uranio nei legni carbonificati contemporaneamente a degli aloni di Polonio 210 nei siti adiacenti; tuttavia gli aloni del Polonio 218 e 214 erano assenti. La spiegazione data era che, poiché gli isotopi 218 e 214 si disintegrano in tempi molto brevi, questo materiale era virtualmente rimasto con l´uranio parente. D´altro canto, l´isotopo 210, che deriva dal 218 e dal 214 e possiede un´emivita molto più lunga, aveva continuato a migrare allontanandosi dal materiale-parentale nella matrice porosa del legno carbonificato; si è allora concentrato per manifestarsi come un “patron” separato di aloni.

Questo lavoro confutò la teoria che gli isotopi a vita breve 218 e 214 potrebbero aver migrato nel granito solido poiché si è visto che nel legno carbonificato, molto più poroso, ha avuto luogo solo una migrazione limitata. Ma di più doveva venire dall´investigazione del carbone. Fu osservato che questi aloni secondari di Polonio 210 erano compressi in sfere oblunghe. Ciò significava che gli aloni erano stati prodotti nel legno prima che questo si comprimesse per formare il carbone. In modo ancora più stupefacente, degli aloni non compressi di Polonio 210 furono trovati sovrapposti a degli aloni compressi di Polonio. Gentry ne concluse che gli aloni non compressi provenivano dal Polonio originante dalla disintegrazione radioattiva del Piombo 210 con emi-vita di 20 anni. Dopo 20 anni, la metà del Piombo 210 diventa Polonio 210. La sola spiegazione logica è che il legno fu compresso in carbone in qualche tempo dopo l´emivita di 138 giorni del Polonio 210, ma prima dell´emivita di 20 anni del Piombo 210. Le implicazioni erano enormi. Non solo questi aloni di carbone suggerivano che era impossibile formare degli aloni di Polonio 214 e 218 a partire da una sorgente di Uranio, ma indicavano anche che la formazione del carbone si era realizzata in appena una ventina di anni. Il carbone poteva formarsi evidentemente relativamente presto e non necessitava dei milioni di anni pretesi dalla teoria evoluzionista.

Una ricerca ulteriore ha rivelato anche un altro aspetto stupefacente sul carbone. In tre insiemi di campioni, uno classificato come Triassico (datato dalla geologia convenzionale a 180-230 milioni di anni), un altro Giurassico (datato geologicamente a 135-180 milioni di anni) e un terzo Eocène (datato geologicamente a 35-60 milioni di anni), ciascun esemplare conteneva degli aloni compressi in modo similare. Dei test addizionali hanno dato una forte evidenza che i tre gruppi di campioni di carbone erano stati esposti alla stessa soluzione contenente dell´Uranio. Così, gli esemplari di carbone assegnati a tre diverse ère geologiche devono essere stati esposti allo stesso ambiente e nello stesso momento. Le determinazioni delle proporzioni Uranio/Piombo in ciascuno dei tre esemplari diedero delle età impossibili da distinguere (Kazmann 1979, 21). Tutti questi dati concordano bene col modello di Creazione secondo il quale il carbone è il risultato del seppellimento veloce avvenuto durante il diluvio della Genesi, solo poche migliaia di anni fa.

Siccome il lavoro di Gentry divenne molto conosciuto e poichè le implicazioni in favore della Creazione diventavano più chiare, egli si trovò sottoposto ad un´opposizione crescente. Gli attacchi erano indiretti, centrati sulla mancanza di spiegazioni, da parte sua, per i risultati della datazione radiometrica. I geologi insistevano per dire che l´evidenza dei radio-aloni si sarebbe potuta eventualmente spiegare all´interno del pensiero evoluzionista convenzionale. Divenne chiaro a Gentry che, a meno di poter dimostrare chiaramente che le velocità di disintegrazione radioattiva non sono rimaste costanti nel corso della storia, l´apparato scientifico non avrebbe mai considerato nessuna evidenza in favore della Creazione, per quanto stringente essa fosse. Questa opportunità gli si presentò presto.

Da un foro profondo 5 chilometri, praticato nel Nuovo Messico e facente parte di un esperimento per l´energia termica, vennero prelevati 6 campioni a livelli via via più profondi e dunque in zone di temperatura progressivamente più elevata. La datazione radiometrica convenzionale dell´Uranio, all´interno di cristalli di zircone prelevati da ciascun campione, stabilì un´età di 1,5 miliardi di anni per tutti gli esemplari. L´uranio si disintegra in Piombo e in gas Elio che migrano lentamente fuori dal cristallo mentre le loro velocità di migrazione aumentano con l´aumento della temperatura. Gentry calcolò che, dopo 1,5 miliardi di anni, doveva esserci una differenza sostanziale nella quantità di Piombo trattenuta ai sei differenti livelli. Di fatto, i risultati mostrarono che questa differenza non c´era (Gentry et al. 1982a, 296). Il gas Elio migra più velocemente del Piombo e Gentry ha mostrato che, dopo 1 miliardo e mezzo di anni, l´Elio dovrebbe essere totalmente assente dai cristalli di zircone dei livelli più profondi. Tuttavia le misurazioni hanno mostrato che l´Elio permaneva ancora nel cristallo, fino al 58% in quelli prelevati nella regione a temperatura più bassa (Gentry et al. 1982a, 296). Questi risultati indicano per il granito un´età di poche migliaia di anni soltanto (Gentry 1982, 13 e 1986 299). L´età indicata dalle ratio Uranio/Piombo e dalla ritenzione dell´Elio sono incompatibili. Questo problema può essere risolto se le velocità di disintegrazione radioattiva erano più grandi nel passato e producevano una ratio apparente di miliardi di anni in 10 000 anni o meno.

Nel 1981, nello stato dell´Arkansas passò una Legge che rendeva obbligatorio l´insegnamento sia della Creazione che dell´Evoluzione, oppure nessuno dei due. L´unione per le Libertà Civili Americane (ULCA) l´ha immediatamente contestata come incostituzionale. Gentry dovette decidere se testimoniare a favore dello Stato, ben sapendo che, facendolo, avrebbe dovuto far fronte a una perdita di rispetto da parte dei suoi pari, alla perdita di credibilità professionale, e forse anche a quella dell´impiego. Malgrado ciò, decise di testimoniare. Sperava che l´ULCA gli avrebbe contrapposto uno scienziato con l´evidenza sperimentale per confutare la sua evidenza degli aloni di Polonio. Ma l´attacco si concentrò solo sulla sua motivazione religiosa. Tuttavia, riguardo ai risultati e alle conclusioni di Gentry, il testimone dell´ULCA potè dire solamente che gli aloni di Polonio costituivano un “mistero minuscolo”. Un mistero minuscolo, sì, ma potente!

Gli scienziati ammettono in generale che le teorie scientifiche dovrebbero avere determinati attributi. Gentry ha proposto questo test per la sua teoria delle rocce della Genesi: se gli aloni di Polonio potevano essere riprodotti nella roccia ottenuta da granito fuso, la sua teoria poteva essere confutata e lui l´avrebbe ritirata, ma finora non è mai stata confutata. Robert Gentry aveva cercato di conciliare l´evidenza scientifica e il racconto biblico. Essi si supportavano reciprocamente. Aveva messo alla prova la sua fede in Dio attraverso la diligenza e la scienza. Aveva infine trionfato. Perse i suoi fondi di ricerca; perse alcuni dei suoi amici; perse la stima di alcuni dei suoi colleghi; perse anche l´impiego. Perché un tale sacrificio? La Scrittura insegna: “Acquista la verità, non venderla“, ed egli aveva acquistato la Verità eterna al prezzo di perdite temporali.

 


Riferimenti
Gentry, R.V. 1966. Applied Physics Letters (New York) 8 : 65.
Gentry, R.V. 1974. Science (Washington) 184 : 62.
Gentry, R.V. 1979. Eos Trans. of the Amer. Geophysical Union (Washington) 60 : 474.
Gentry, R.V. 1982. Letters. Physics Today (New York) 35(10) : 13.
Gentry, R.V. et al. 1982a. Science (Washington) 216 : 296.
Gentry, R.V. et al. 1982b. Geophysical Research Letters 9(10) : 1129
Gentry, R.V. 1986. Gentry Responds to Dalrymple´s Letter to Kevin Wirth 1985 reproduit dans : Creation´s Tiny Mystery par Robert V. Gentry. Knoxville, TN : Earth Science Associates, page 296s.
Kazmann, R.G. 1979. Eos Trans. of the Amer Geophysical Union (Washington) 60 : 21.

Fonte – http://digilander.libero.it/bibbiaescienza/gentry.htm

 

 

Per approfondire leggere  La Datazione Radiometrica: Confuta la Bibbia?

 

 

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