“Un idea non può essere distrutta” -Tutti i trucchi dei bloggher cinesi

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Michael Anti (Zhao Jing), una figura chiave nel nuovo giornalismo cinese, esplora il crescente potere di Internet cinese.

 

 

 

 

Michael Anti (noto come Jing Shao) da 12 anni blogga dalla Cina. Nonostante il controllo esercitato dal governo centrale su Internet — “Tutti i server sono a Pechino” — racconta come centinaia di milioni di microblogger stanno in realtà creando la prima sfera pubblica nazionale nella storia del paese, spostando gli equilibri di potere in maniera inaspettata.

 

Michael Anti ci sta spiegando i modi per ingannare la censura ferrea imposta dal governo cinese in questo video.

 

Michael Anti: Dietro il grande Firewall cinese

 

Trascrizione del video

Negli ultimi giorni, ho sentito la gente parlare della Cina. Ho anche parlato della Cina e di Internet in Cina con alcuni amici. C’è qualcosa di molto difficile per me. Voglio che i miei amici capiscano una cosa: la Cina è un paese complicato. Voglio sempre raccontare storie in cui mostro che esistono punti di vista diversi. Non si può raccontare solo un punto di vista. Vi farò un esempio. La Cina è uno dei paesi BRIC. BRIC è l’acronimo di Brasile, Russia, India e Cina. È una economia emergente che sta aiutando a rivitalizzare l’economia mondiale. Ma d’altro canto, contemporaneamente, la Cina è un paese SICK [Malato],termine coniato nei documenti di quotazione in borsa di Facebook. Si legge che SICK è l’acronimo di Siria, Iran, Cina e Corea del Nord. Questi quattro paesi non hanno accesso a Facebook. Quindi, in sostanza, la Cina è una paese SICK BRIC.

(Risate)

È stato sviluppato un altro progetto per monitorare la Cina e l’Internet cinese. Oggi vorrei parlarvi delle osservazioni personali che ho realizzato negli ultimi anni da quel muro. Chi di voi è fan di Game of Thrones, sa certamente quanto è importante un grande muro per un antico regno. Impedisce l’ingresso di imprevisti dal nord.

Lo stesso valeva per la Cina. Il grande muro di Chang Cheng si trova a nord. Ha protetto la Cina dalle invasioni per 2000 anni. Ma in Cina esiste anche un grande firewall. È il più grande confine digitale esistente al mondo. Non solo difende il regime cinese dai paesi esteri, o dai valori universali, ma impedisce anche agli stessi cittadini cinesi di accedere al libero Internet globale, li separa persino in blocchi distinti e disuniti.

In sostanta esistono due Internet dentro ad “Internet”. Uno è Internet, l’altro è Chinanet. Ma se pensate che Chinanet sia qualcosa di simile ad un terra desolata e morta, credo che vi sbagliate. Noi usiamo anche una semplice metafora, quella del gatto e del topo per descrivere nel corso degli ultimi 15 anni il continuo scontro tra la censura cinese, ossia il governo cinese, che è il gatto, e gli utenti di Internet cinesi. Ossia noi, i topi. Ma talvolta questo tipo di metafora è semplicistica.

Quindi oggi voglio aggiornarla alla versione 2.0. Ci sono 500 milioni di utenti Internet in Cina.È il più grande gruppo di Netizens, utenti di Internet, al mondo. Quindi anche se Internet in Cina è completamente censurato, la società di Internet in Cina sta esplodendo. Come fanno? Semplice. Voi avete Google, noi abbiamo Baidu. Voi Twitter, noi abbiamo Weibo.Voi avete Facebook, noi abbiamo Renren. Voi avete Youtube, noi abbiamo Youku e Tudou.Il governo cinese ha bloccato ogni tipo di servizio Web 2.0 internazionale, e noi Cinesi li copiamo tutti.

(Risate)

Ecco, questo è il tipo di censura che chiamo “censura astuta”. Non si tratta solo di censurare voi. La linea guida nazionale Cinese per Internet è molto semplice: blocca e clona. Da un lato si vuole soddisfare il bisogno della gente di un social network, che è molto importante; la gente ama davvero i social network. Ma allo stesso tempo si vuole che il server rimanga a Pechino, così da poter accedere ai dati in ogni momento. E questo è il motivo per cui Google si è ritirata dalla Cina, perché non riesce ad accettare il fatto che il governo cinese voglia tenersi i server.

Alcuni dittatori arabi non hanno capito queste due facce della medaglia. Ad esempio Mubarak, che ha spento Internet. Voleva impedire ai Netizens di criticarlo. Ma se i Netizens non possono andare online, scendono nelle strade. E quindi il risultato è molto semplice.Sappiamo tutti che Mubarak è tecnicamente morto. Ma anche Ben Ali, il Presidente della Tunisia, non ha rispettato la seconda regola; quella che impone di tenere il server sotto controllo. Ha consentito a Facebook, un servizio basato negli Stati Uniti di continuare ad operare in Tunisia. Quindi non può impedire ai suoi cittadini di inviare video contro la sua corruzione. È accaduta la stessa cosa. E’ stato il primo a cadere durante la Primavera Araba.

Ma queste due astutissime politiche di censura internazionale non hanno impedito ai social media cinesi di diventare un vero spazio pubblico, uno strumento dell’opinione pubblica ed un incubo per la dirigenza cinese. Perché in Cina ci sono 300 milioni di microblogger. È pari all’intera popolazione degli Stati Uniti. Dunque quando questi 300 milioni di persone, microblogger, anche loro bloccano i tweet nella nostra piattaforma censurata. Ma Chinanet – per il semplice fatto di esistere – può creare un’energia molto potente, cosa mai accaduta prima nella storia cinese.

Nel luglio 2011 due treni si sono scontrati a Wenzhour, una città del sud. Poco dopo lo scontro le autorità volevano letteralmente coprire il treno, seppellirlo. Il che ha fatto infuriare i Netizens cinesi. Nei 5 giorni successivi all’incidente ferroviario, sono stati registrati 10 milioni di commenti critici sui social media, cosa mai accaduta nella storia cinese. In seguito, quest’anno, il Ministro dei trasporti ferroviari è stato rimosso dall’incarico e condannato a 10 anni di carcere.

Inoltre, recentemente, c’è stato un divertente dibattito tra il ministero dell’ambiente di Pechino e l’ambasciata americana a Pechino perché il ministero ha incolpato l’ambasciata americana di essersi intromessa nella politica interna cinese svelando i dati sulla qualità dell’aria a Pechino. Ecco il dato dell’ambasciata sui PM 2.5. È pari a 148, ha mostrato che era un livello pericoloso per le persone sensibili. Un consiglio: non è una buona idea uscire di casa. Ma ecco il dato del Ministero. È pari a 50. Afferma che è buono. Si può uscire di casa. Ma il 99 percento dei microblogger cinesi restano fermamente dalla parte dell’ambasciata. Io vivo a Pechino. Ogni giorno guardo i dati dell’ambasciata americana per decidere se posso aprire la finestra.

Come mai social network cinesi, nonostante la censura, stanno esplodendo? In parte è dovuto alle lingue usate in Cina. Sapete, Twitter e i cloni di Twitter hanno un limite di 140 caratteri. In lingua inglese sono pari a 20 parole o ad una frase con un link breve. Forse in Germania, con la lingua tedesca, bastano solo per dire “Aha!”.

(Risate)

Ma in cinese, 140 caratteri sono molti, è un paragrafo, una storia. Puoi inserire quasi tutti gli elementi giornalistici. Ad esempio questo è un brano dell’Amleto di Shakespeare. Il contenuto è lo stesso. Vedete come un tweet in cinese equivale esattamente a 3,5 tweet in inglese. I cinesi imbrogliano sempre, vero? È per questo motivo che i Cinesi in realtà considerano il microblogging come un media, non solo un titolo che punta ad un media.

E il clone, Sina company quella che ha clonato Twitter. Il clone si chiama Weibo. “Weibo” è la traduzione in cinese di “microblog”. E ha sviluppato delle innovazioni proprie. Nell’area dei commenti, il Weibo cinese è più simile a Facebook che non al Twitter originale. Dunque innovazioni e cloni, come Weibo ed il microblogging, non appena è arrivato in Cina, nel 2009, è diventato immediatamente una piattaforma mediatica. La piattaforma mediatica di 300 milioni di lettori. È diventato il media di riferimento. Qualunque cosa non sia menzionata in Weibo non sembra esistere per il pubblico cinese.

Ma i social media cinesi stanno realmente cambiando la mentalità e la vita dei cinesi. Ad esempio, danno una voce a chi non può esprimersi un canale per far sentire la vostra voce.Avevamo un sistema di petizioni. Si tratta di un rimedio extragiuridico, perché il governo centrale cinese vuole starne fuori, perché l’imperatore è buono. Gli anziani dirigenti locali sono delinquenti. Ecco perché i firmatari, le vittime, i contadini, vogliono prendere un treno per Pechino e portare la petizione al governo centrale, vogliono che sia l’imperatore a risolvere il problema. Ma se sempre più persone vanno a Pechino, aumenta il rischio di una rivoluzione. Quindi negli anni recenti sono stati rispediti a casa. Alcuni di loro sono stati incarcerati nelle prigioni nere. Ma adesso abbiamo Weibo, io la chiama la petizione Weibo.La gente semplicemente usa i cellulari per mandare tweet.

Quindi c’è la possibilità che la vostra triste storia sia ripresa dai reporter, dai professori o dalla celebrità. Tra questi c’è Yao Chen, è la microblogger più popolare in Cina, ha circa 21 milioni di followers. È quasi come una TV a copertura nazionale. Quindi lei sceglierà una storia triste. Quindi il social media Weibo, nonostante la censura, ha dato una vera possibilità a 300 milioni di cinesi che parlano e chattano ogni giorno tra di loro. È come un grande TED, giusto? Ma è anche la prima volta che si forma una sfera pubblica in Cina. I Cinesi iniziano ad imparare come negoziare e parlare con le persone.

Ma il gatto, ossia la censura, non si è addormentato. È molto difficile usare alcune parole particolari nel Weibo cinese. Ad esempio, non si può scrivere il nome del Presidente, Hu Jintao, e non si può scrivere il nome della città di Chongquing e fino a poco tempo fa, si potevano cercare i cognomi dei leader. I cinesi sono molto bravi nei giochi di parole e utilizzano parole alternative e anche meme. Utilizzano anche i nomi — sapete, usano anche il nome di questa battaglia epocale tra un cavallo di palude ed un granchio di fiume. Cavallo di palude si dice “caoníma”. è il fonogramma per “figlio di puttana”, ossia come i Netizen chiamano se stessi. Granchio di fiume si dice “héxiè”, che è il fonogramma di armonizzazione, ed è la censura. Quindi c’è questo scontro tra caoníma e héxiè. Dunque quando accade qualche evento politico di rilievo vedete su Weibo, si è verificata una cosa molto strana. Strane frasi e parole che, anche con un dottorato in lingua cinese, non si riescono a capire.

E nemmeno può espandersi oltre, perché il sito Sina Weibo cinese è stato fondatoesattamente un mese dopo il blocco ufficiale di Twitter.com. Ciò vuole dire che fin dall’inizioWeibo aveva già convinto il governo Cinese che non sarebbe diventato una minaccia per il regime. Ad esempio, ogni volta che volete scrivere cose come “incontriamoci” o “riuniamoci” o “passeggiare” vengono automaticamente registrate ed evidenziate e analizzate per trovare eventuali contenuti politici. Anche se volete solo riunirvi, prima di arrivare, troverete la polizia ad attendervi. Come mai? Perché controllano i dati. Hanno tutto in mano. Possono usare i dati dei dissidenti dello scenario del 1984. È un giro di vite molto serio.

Ma voglio farvi notare una cosa molto divertente della lotta tra gatto e topo. Il gatto è la censura, ma in Cina non c’è un solo gatto, ci sono anche gatti locali. Un gatto centrale e altri gatti locali.

(Risate)

Sapete, il server non è controllato dai gatti locali, dunque quando i Netizens criticano il governo locale il governo locale non può accedere ai dati che si trovano a Pechino. Senza corrompere i gatti centrali non possono fare altro che scusarsi.

Quindi negli ultimi tre anni i movimenti sociali di microblogging hanno veramente cambiato il governo locale, rendendolo sempre più trasparente, perché non hanno accesso ai dati. Il server è a Pechino. Tornando alla storia dell’incidente ferroviario, forse non bisogna chiedersi il perché di 10 milioni di messaggi critici in 5 giorni, piuttosto come mai il governo cinese centrale ha autorizzato 5 giorni di libera espressione online. Non era mai accaduto prima. Il motivo è molto semplice: anche i leader più importanti erano stanchi di quel tipo, di quel regno indipendente. Quindi cercavano un pretesto — e l’opinione pubblica è un ottimo pretesto per punirlo.

Recentemente c’è anche stato il caso di Bo Xilai, che è un principino. Ma tra febbraio ed aprile di quest’anno, Weibo è diventato il luogo di scambio di pettegolezzi. Si può raccontare qualunque barzelletta su questi principini, di tutto! È come vivere negli Stati Uniti.Ma se osate ritwittare o menzionare un qualunque falso colpo di stato su Pechino, verrete senza dubbio arrestati. Quindi si tratta di una libertà mirata e ristretta.

Quindi per i cinesi è normale che ci sia censura in Cina. Invece la libertà sembra strana.Sicuramente c’è qualcosa dietro. Perché era un leader di sinistra molto popolare, quindi il governo centrale voleva epurarlo, era molto gentile, ha convinto tutti i Cinesi perché è così cattivo? Quindi Weibo, l’opinione pubblica di 300 milioni di persone, è diventato un pratico strumento di lotta politca.

Questa tecnologia è nuovissima, ma tecnicamente è molto vecchia. È stata resa famosa dal Presidente Mao, Mao Zedong, perché ha mobilizzato milioni di Cinesi durante la Rivoluzione Culturale per distruggere tutti i governi locali. È molto semplice, perché il governo centrale cinese non deve nemmeno guidare l’opinione pubblica. Basta dargli un periodo di tempo senza censura. Non censurare, in Cina, è diventato uno strumento politico.

Ecco quindi l’aggiornamento del gioco tra gatto e topo. I social media hanno cambiato la mentalità dei cinesi. Sempre più cinesi intendono adottare la libertà d’espressione ed i diritti umani come loro diritti di nascita, non come fossero dei privilegi importati dall’America. Ma ha anche dato ai cinesi una sfera pubblica nazionale come se servisse per esercitare la propria cittadinanza preparandosi alla futura democrazia. Ma non ha cambiato il sistema politico cinese e il governo centrale cinese ha anche utilizzato la struttura di server centralizzato per rinforzare il proprio potere per contrastare i governi locali e le diverse fazioni.

Quindi, cosa ci riserva il futuro? Dopotutto, siamo i topi. Quale che sia il futuro, dobbiamo combattere contro il topo. Non solo in Cina, ma anche negli Stati Uniti ci sono piccoli, bellissimi, ma cattivissimi gatti.

(Risate)

Le leggi SOPA, PIPA, ACTA, TPP and ITU. E come Facebook e Google, dicono di essere amici dei topi, ma si vede che qualche volta se la intendono coi gatti. La mia conclusione è molto semplice. Noi cinesi combattiamo per la nostra libertà, voi fate attenzione ai vostri gatti cattivi. Non lasciate che si uniscano ai gatti cinesi. Solo così, in futuro, realizzeremo i sogni dei topi: ossia mandare tweet in qualsiasi momento, ovunque, senza paura.

(Applausi)

Grazie.

(Applausi)

SOVRANITA' RITROVATA

Informazioni su Tanja

Io sono.... Chi sono io? La domanda eterna di ogni persona da sempre. Questo blog è il risultato, lo specchio, il modo, e la strada che sto precorrendo nella mia personale ricerca di risposte a questa domanda In questo blog troverete tutto quello cosa ho scoperto fino adesso e cosa ancora sto scoprendo. Io credo che questa ricerca non finirà mai. Credo che siamo esseri multidimensionali creati da perfezione d’amore incondizionato e universale e come tali anche noi siamo perfetti esseri d’amore con i poteri divini di creazione. Siamo esseri divini che possiedono stesse caratteristiche della nostra fonte. Noi siamo l’amore, la sapienza, la giustizia e la potenza. Una volta ho scritto: Fu una volta un popolo divino........ che dimenticò di esserlo.. dimenticò realtà parallele frequenze divine connessione divina libera connesione divina. Un giorno pieno di luce hanno cominciato...... In che modo continua la favola e in che modo finirà dipende da tutti noi. Adesso dobbiamo solo ricordarci di essere Dei. Per questa ragione ho battezzato il mio blog con questo nome. Mi sento come una Dea che stava dormendo per tanto tempo ed adesso si sta risvegliando. Forse sono ancora un po’ assonnacchiata ma i miei sensi si stano risvegliando sempre di più per poter vedere differenza tra il vecchio mondo e il nuovo mondo che sta nascendo. Quel nuovo mondo, quella nuova realtà è creata nella condivisione. Non poteva essere diversamente perché siamo tutti collegati. Tutti noi siamo un unico organismo vivente che solo collaborando può vivere e crescere. Sono certa che tutti noi, i Dei risvegliati, stiamo creando qualcosa che ancora non esisteva nel multiverso. Sono certa che siamo capaci di farlo unendoci. Questo blog è un mio contributo al condivisione in creazione. Che l’amore ci guida. Tanja

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