I cardinali vogliono accedere al rapporto segreto sugli scandali del Vaticano

 

 

 

 

 

 

 

1

 

 

Per ora è un’istanza discreta e decisa, trasmessa in avanscoperta da alcuni porporati stranieri. Ma con l’avvicinarsi del Conclave è destinata a infoltire i ranghi, marciando su Roma con la determinazione dei luogotenenti, che fanno sentire sotto le mura il passo delle proprie legioni e il peso delle proprie ragioni.

 

Dopo il clamore mediatico di queste ore, sono sempre di più gli elettori che, prima di varcare le soglie della Sistina, chiederanno legittimamente di accedere al rapporto di cui tutti parlano, sui fatti e misfatti della Curia.

 

Meglio divulgarlo in via formale, sostengono, come farebbe a questo punto uno stato laico, che affidarlo alle anticipazioni e ricostruzioni di parte, nella consapevolezza che anche le confidenze ai giornalisti sono diventate, dopo Vatileaks, un sofisticato strumento di lotta curiale e che ciascuna lobby ha il proprio “ufficio stampa”.

 

Una tecnica rispetto alla quale i vaticanisti hanno sviluppato rapidamente gli anticorpi, diventando assai più guardinghi e incrociando le informazioni alla maniera dei cardinali che hanno redatto il dossier.

 

Sale nel frattempo la stella dei tre inquisitori ottantenni e super partes, fuori dal Conclave e dalle aspettative di carriera: l’italiano Salvatore De Giorgi, finezza contadina e solidità pastorale, spedito per una decade a Palermo da Wojtyla come cardinale antimafia; l’ispanico e opusdeino Julian Herranz, giurista ferrato e mano ferrea, nel guanto di velluto di un umorismo sottile; lo slovacco Jozef Tomko, ottantotto anni vissuti a un palmo da terra, per tre lustri alla guida delle opere missionarie e del dicastero più ricco, Propaganda Fide, con slancio spirituale e materiale distacco.
I tre risultano inaccessibili, come apparentemente il dossier, riservato al nuovo Papa e precluso ad altri.

 

La commissione, e lo stesso Pontefice, sono tenuti a rispettare la garanzia del segreto, offerta ai testimoni al momento delle deposizioni.

 

Si potrebbe trovare però una via mediana, nella quale la Chiesa è maestra, mettendo a disposizione dei cardinali una relazione conclusiva, come avviene nella commissioni parlamentari d’inchiesta.
Non si tratta infatti del segreto di Fatima: le rivelazioni vengono dal basso, non dall’alto.
La tutela dei testimoni va equilibrata con il danno devastante che i silenzi ufficiali e i clamori ufficiosi sul documento stanno arrecando alla credibilità dell’istituzione.

 

E d’altro canto, a differenza del segreto di Fatima, il rapporto ha già fatto la vittima più illustre e inverato il presagio più funesto, con la caduta del “vescovo vestito di bianco” e le dimissioni di un Papa.

 

Per Benedetto infatti ha costituito la goccia che fa traboccare il calice.

 

Le vicende descritte dai giornali e ascritte al rapporto, comprese le più scabrose, sono le stesse apparse nelle cronache di questi anni. La novità non sta nei fatti in sé, che già si conoscevano, quanto nel loro collegamento organico operato dai tre saggi. Ne emerge che non ci troviamo di fronte a debolezze di singoli, bensì alla forza di gruppi integrati, lobby di potere geograficamente, finanziariamente o sessualmente ispirate, che la dottrina definisce “strutture di peccato”, in grado di esercitare una “influentiam impropriam”, vale a dire un condizionamento perverso sul governo della Chiesa.

 

Diventa pertanto legittimo e conseguente per un cardinale, chiedersi se “l’influenza impropria” esercitata dalle strutture stia per insinuarsi nella Sistina, inficiando la libertà degli elettori e, Dio non voglia, sfiorando quella dello stesso eletto.

 

Lo esige la formula del giuramento che i Padri, ai sensi della costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, pronunceranno prima della votazione, “di non prestare mai appoggio o favore a qualsiasi interferenza, opposizione o forma di intervento”, con cui non solo le autorità secolari, “ma qualunque gruppo di persone o singoli volessero ingerirsi nell’elezione del Romano Pontefice.”
Gli elettori hanno pertanto diritto, anche canonico, di sapere se i confratelli che li avvicinano per una indicazione di voto appartengono ai gruppi che il Papa ha ritenuto di qualificare come strutture di peccato.

 

Sarà di conseguenza problematico per Benedetto XVI, fino al 28 ottobre, nella sua profonda onestà intellettuale, ma soprattutto per chiunque altro, durante la sede vacante, opporre ai cardinali, che chiederanno di visionare il dossier, il serafico e perentorio diniego con cui Padre Lombardi ha liquidato i cronisti.

 

Le congregazioni, cioè le assemblee plenarie che precedono il Conclave, appaiono suscettibili di sviluppare un imprevisto ma non improbabile andamento da “stati generali”, come accade nei passaggi epocali, quando un consesso rivendica prerogative forti.

 

Soffia un vento da ’89, o da Concilio, foriero di sviluppi traumatici ma profetici.
Sulla scia dell’evento rivoluzionario delle dimissioni, che li ha innescati, anche la vacatio e il Conclave potrebbero celare dinamiche incontrollabili.

 

http://www.huffingtonpost.it/2013/02/22/cardinali-vogliono-accedere-al-rapporto-sugli-scandali-del-vaticano_n_2739777.html#slide=2089830

 

1

 

Roma, 4 mar. (TMNews) – I cattolici democratici aderenti al Codacons, dopo aver appreso dell’arrivo nella capitale del cardinale Roger Mahony per la partecipazione al conclave, chiedono alla Procura della Repubblica di Roma di convocare il prelato e sentirlo in merito allo scandalo degli abusi sessuali negli Stati Uniti.

“Pochi giorni fa, quando ancora non era chiaro se il Cardinale sarebbe giunto o meno a Roma – ha reso noto il Codacons questa sera- abbiamo inviato un esposto alla Procura, chiedendo di aprire delle indagini sullo scandalo degli abusi sessuali che sarebbero stati insabbiati proprio dal Cardinale Roger Mahony. Riteniamo infatti utile chiarire se tra le vittime degli abusi coperti dalla Chiesa, e per i quali è in corso una inchiesta negli Stati Uniti che vedrebbe coinvolto proprio Mahony, vi siano anche minori o cittadini italiani”.

E “ora – ha sollecitato l’associazione- considerata la presenza del Cardinale nella capitale, crediamo sia doveroso da parte dei magistrati convocare il prelato, prima dell’inizio del conclave e in ogni caso prima della sua partenza per il ritorno negli Stati Uniti, al fine di acquisire elementi utili sulla vicenda. In tal senso abbiamo inviato oggi una formale richiesta in Procura”.

 

Papa/ Codacons chiede a Procura Roma di convocare il Card.Mahony

 

  REUTERS    Italy group asks prosecutors to question U.S. cardinal over abuse

 

 

 

Ventimiglia, parroco brucia la foto di Papa Benedetto XVI in Chiesa: “Un pastore non può abbandonare le sue pecorelle”

 

Il parroco di Castelvittorio, piccolo borgo medievale dell’alta val Nervia, nell’entroterra di Ventimiglia, ha incendiato oggi durante l’omelia e davanti a diverse decine di fedeli la foto del Papa Benedetto XVI. Don Andrea Maggio (che alcuni a Castelvittorio dipingono come depresso e con problemi psicologici) ha accusato il papa di “non essere un pastore, un papa, perchè ha abbandonato”. A riferire l’episodio è stato il sindaco di Castelvittorio, Gianstefano Orengo, testimone oculare dell’accaduto.

“E’ stato un gesto scioccante – ha riferito il sindaco Orengo -, commesso davanti a una decina di bambini. Capisco che don Andrea stia attraversando un periodo piuttosto delicato dal punto di vista psicologico, ma è comunque un gesto molto grave”.
Il sindaco ha riferito che il gesto inconsulto è stato commesso intorno alle 10.15, durante la consueta messa domenicale. Pochi minuti dopo l’inizio dell’omelia, don Andrea ha preso una fotografia di Papa Ratzinger che era accanto ad un candeliere e le ha dato fuoco davanti a tutti avvicinandola a una candela. Don Andrea ha giustificato il gesto accusando il papa “di aver abbandonato, un pastore non abbandona le sue pecorelle”.

“Molti fedeli hanno protestato ed altri, come me, sono usciti sconcertati – ha riferito il sindaco di Castelvittorio -. Il fatto che don Andrea stia trascorrendo un momento difficile può essere un’attenuante, ma comunque non sono gesti giustificabili”. Secondo il sindaco, quello del parroco è stato il segno di un suo malessere: “Credo che sia l’apice di alcuni discorsi che continuava a ripetere negli ultimi tempi ai fedeli. Sosteneva che bisognava togliere dalla chiesa tutte le le immagini dei Santi, delle Madonne e di Padre Pio”

Ventimiglia, parroco brucia la foto di Papa Benedetto XVI in Chiesa: “Un pastore non può abbandonare le sue pecorelle”

 

REUTERS –  Italian priest burns photo of Benedict during Mass

 

 

POPE-SUCCESSION

Un uomo tenta di rimuovere un poster parodia di supporto del Ghana il Cardinale Peter Turkson da un cartellone pubblicitario a Roma, 1 marzo 2013. REUTERS / Alessandro Bianchi)

 

Non ci siamo ancora disintossicati dei comizi elettorali che ecco una nuova votazione appassionerà l’Italia nei prossimi giorni.

Questa volta però non saremo noi cittadini ad eleggere nessuno. Dovremo solo aspettare le fumate.

Come ormai noto il Papa emerito Benedetto XVI si è ritirato nel convento di Castel Gandolfo e la finestra del Santo Padre è rimasta vuota, per la prima domenica.

Niente Angelus ieri.

Ma la cosa che, camminando per le strade del Vaticano, si notata, non è stata solo la mestizia del momento, ma la particolarità delle reclames.

Sembra infatti che vicino alle basiliche di San Pietro siano comparsi dei manifesti elettorali.Non però di passate elezioni politiche ma di futuro conclave papale.

Il candidato propagandato è tale Turkson, il cartellone recita: “Al conclave vota Peter Appiah Turkson”.  E non bastava la foto sul manifesto, c’era anche indicato il simbolo con la croce da apporre, e il motto. “Vivere Christus” dice il manifesto. Una frase tratta dal Vangelo.

Più che un’azione blasfema un gesto di qualche bontempone. Sembra addirittura stata rivendicata da tale collettivo artistico “00KK”, che si è già distinto in precedenti atti del genere nelle strade della capitale.

Qualcuno già si è indignato, sostenendo di mettere i bastoni tra le ruote ai possibili “Papabili” visto che la campagna elettorale per il conclave è ufficialmente vietata. Vietata se effettuata dagli aspiranti Papi. Non sarebbe questo il caso.

Anche se però questo Peter Appiah Turkson esiste davvero. Ed è un cardinale del Ghana di 64 anni aspirante al trono vaticano. Il monsignore, eletto proprio da Benedetto XVI, è anche molto popolare in Africa perché apparso nelle TV locali.

Intervistato sulla vicenda, il cardinale ha risposto simpaticamente: “Sarà fatta la volontà di Dio”.

 

http://vitadadonna.com/23826/papa-nuovo-conclave-manifesti-elettorali-per-i-candidati.html

 

REUTERS – Cardinals start to winnow down their papal candidates lists

 

 

“Credere senza appartenere” sfida nel cattolicesimo – NY Card. Dolan

 

(Card. Timothy Dolan, arcivescovo di New York, guarda l’elicottero (non raffigurato) che porta Papa Benedetto XVI volare via dal Vaticano, nel suo cammino verso la residenza estiva papale di Castelgandolfo, 28 febbraio 2013. REUTERS / Yara Nardi)

Cattolicesimo romano affronta una sfida seria dal crescente numero di persone che credono in Dio, ma non vede alcuna necessità di una chiesa, in base a New York, il cardinale Timothy Dolan.

Parere ricerca dimostra che alcune persone oggi hanno problemi “con la natura e il significato della chiesa”, Dolan, a Roma, per prepararsi ad un conclave per eleggere un sostituto alla pensione Papa Benedetto, ha detto a Reuters in un’intervista.

Dolan ha detto questa tendenza, che i sociologi della religione chiamano “credere senza appartenere”, dovrebbe essere in cima alla lista dei problemi che discutono cardinali in Vaticano la prossima settimana, prima di ritirarsi nella Cappella Sistina a votare per il papa.

Benedetto ufficialmente dimesso il Giovedi, il primo papa in quasi sei secoli di farlo, e le 115 cardinali a causa di scegliere il suo successore iniziò riunioni informali il Venerdì per discutere le procedure di voto e di dimensioni fino candidati.

“Abbiamo sentito che sempre più persone non hanno assolutamente alcun problema con la fede, ma che fare con la religione,” Dolan, 63 e citato tra i possibili candidati per il papato, ha detto.

“Mentre sempre più persone non hanno alcun problema a tutti con Gesù Cristo, lo amano e lo accettano come loro Signore e Salvatore, che hanno problemi con la Chiesa”, ha detto. “Sempre più persone non vedono la necessità per la chiesa.”

La frase “credere senza appartenere”, coniato da Davie britannico Grazia sociologo nel 1990, descrive il crescente numero di persone che dicono di essere “spirituale ma non religioso” e lasciare dietro di religione organizzata.

 

REUTERS – http://blogs.reuters.com/faithworld/2013/03/01/believing-without-belonging-challenges-catholicism-ny-cardinal-dolan/

 

 

 

 

I SEGRETI SVELATI, NOTIZIE

Informazioni su Tanja

Io sono.... Chi sono io? La domanda eterna di ogni persona da sempre. Questo blog è il risultato, lo specchio, il modo, e la strada che sto precorrendo nella mia personale ricerca di risposte a questa domanda In questo blog troverete tutto quello cosa ho scoperto fino adesso e cosa ancora sto scoprendo. Io credo che questa ricerca non finirà mai. Credo che siamo esseri multidimensionali creati da perfezione d’amore incondizionato e universale e come tali anche noi siamo perfetti esseri d’amore con i poteri divini di creazione. Siamo esseri divini che possiedono stesse caratteristiche della nostra fonte. Noi siamo l’amore, la sapienza, la giustizia e la potenza. Una volta ho scritto: Fu una volta un popolo divino........ che dimenticò di esserlo.. dimenticò realtà parallele frequenze divine connessione divina libera connesione divina. Un giorno pieno di luce hanno cominciato...... In che modo continua la favola e in che modo finirà dipende da tutti noi. Adesso dobbiamo solo ricordarci di essere Dei. Per questa ragione ho battezzato il mio blog con questo nome. Mi sento come una Dea che stava dormendo per tanto tempo ed adesso si sta risvegliando. Forse sono ancora un po’ assonnacchiata ma i miei sensi si stano risvegliando sempre di più per poter vedere differenza tra il vecchio mondo e il nuovo mondo che sta nascendo. Quel nuovo mondo, quella nuova realtà è creata nella condivisione. Non poteva essere diversamente perché siamo tutti collegati. Tutti noi siamo un unico organismo vivente che solo collaborando può vivere e crescere. Sono certa che tutti noi, i Dei risvegliati, stiamo creando qualcosa che ancora non esisteva nel multiverso. Sono certa che siamo capaci di farlo unendoci. Questo blog è un mio contributo al condivisione in creazione. Che l’amore ci guida. Tanja

Precedente David Icke & Jordan Maxwell - CONVERSAZIONE SUL FUTURO (video ita) Successivo Perche' le sterilizzano? E' una strage.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.