Crea sito

martedì settembre 19, 2017 07:50

Giove Ri- nato e Mercurio in Vergine – PROFONDO E IMPORTANTISSIMO PROCESSO ALCHEMICO

Posted by Tanja

La mia gioia è grande così come lo è la mia consapevolezza di non aver parole che possono descrivere davvero, la grandezza del momento che stiamo attraversando ed il suo significato.

Sto scrivendo queste parole ridendo e piangendo, sentendomi come una bambina orfana che ha abbracciato i suoi genitori ritrovati.

Emozioni sono fortissime, ma la mente è chiarissima, è limpida come mai più nella mia vita.

Adesso, la strada è chiara, ben visibile, e quella strada porta verso Chi sono e Perchè sono qui.

E’ appena inizio di un nuovo viaggio perchè quel vecchio è finito.

La meta è raggiunta, ma solo per poter vedere una vetta più alta da raggiungere.

Questo momento questi giorni che viviamo ha valore uguale a quello che è stato vissuto 2000 anni fa, con la nascita di Cristo.

E nulla di questo non riguarda la religione costruita intorno ad personaggio di un uomo.

2000 anni fa è stata manifestata per prima volta nella materia una nuova coscienza umana.

2000 anni fa per prima volta su questo pianeta è camminato un essere umano ( o il gruppo piccolo di esseri umani) che dentro di se portavano il seme della coscienza di una nuova umanità che popolerà questo pianeta.

2000 anni fa per prima volta è stato pronunciato il messaggio che diceva – Non importa in quale modo è stato creato il tuo corpo. Tuo corpo è il tempio di Dio. Se anche il tuo tempio sarà distrutto, il Dio che lo abita può ricostruirlo di nuovo.

2000 anni fa ci è stato mostrato che si può parlare direttamente , senza intermediari, con il vero Dio che abita in corpo umano.

Ci è stato lasciato messaggio che tutti gli esseri umani potranno fare quello che faceva il Cristo e ancora molto di più di quello che faceva Lui.

E nonostante, la religione costruita a “quel Uomo figlio di Dio”, ha interpretato il suo messaggio in modo diverso da quello che il suo messaggio originale è stato, non posso ignorare il fatto che grazie a quella religione (diventata più influente sul pianeta) quel stesso messaggio è tramandato da una generazione ad altra.

E come successe 2000 anni fa, quando Giudei non hanno riconosciuto il “loro messia” che aspettavano, perchè non si è manifestato in forma che si aspettavano, così succede che anche oggi, tanti ancora non riconoscono i segni di completamento di profezie.

Cristo ha promesso il suo ritorno che porterà il regno dei cieli sulla Terra.

E lo sta facendo attraverso di noi.
Come 2000 anni fa, quando  è ritornato dal regno di morte in un altro corpo e non fu riconosciuto subito, così lui sta ritornando attraverso i nostri corpi, nei templi diversi di un Dio Unico, della coscienza unitaria.

Lui ci ha detto quali saranno i segni del suo ritorno.

E tutti questi segni si manifestano proprio ADESSO.

La coscienza unitaria, si sta manifestando attraverso i nostri corpi ADESSO.

Questo fatto sta confermando L’Apocalisse (RIVELAZIONE) delle informazioni da tutte le scienze esoteriche e da tutta la ricerche scientifiche.

Ma per potere avere l’informazione completa, si devono unire i pezzi e segni sparsi dappertutto.

E’ la mente umana , quella che deve essere pronta ad un informazione unitaria.

La mente umana deve essere matura di vedere i strati multidimensionali di ogni informazione che incontra.

Perchè dalla mente nasce tutto.

Dalla mente nasce il verbo che crea.

Dalla mente nasce la realtà che si vive.

E’ la mia mente vede e descrive quello che cosa vede.

Dopo  l’eclissi lunare del 7 agosto 2017 e quella del del sole del 21 agosto 2017 , la  Luna Piena del 6 agosto 2017   ha messo il punto sulla “ i”, rendendo i visibili a tutti i grandi segni nel cielo.

Il giorno di Luna Piena del 6 settembre 2017 che ci ha regalato, a sorpresa, anche 2 flare solari di classe X2,2 e 9,3 , , e del terzo flare classe X1,3 del 7 settembre, nel giorno di 10 settembre 2017 (10/9/10= 11) alle 18:06 il sole è esploso con uno nuovo potentissimo flare classe X8,2 (10) MOSTRANDOCI UNO SCENARIO DI TEMPESTA DI NEVE SUL SOLE.

 

 

Durante questa tempesta di neve Natalizia è nato il nuovo RE di tutti i DEI  (Giove), uscendo dalla Vergine, durante la sua precisa congiunzione con la Spica.

La stella d’abbondanza congiunta con grande amplificatore della legge di attrazione, accompagnati con la   cometa natalizia , 67P/Churyumov-Gerasimenko (67P/C-G) e meraviglioso questo sciame di protoni energetici espulsi verso la Terra, parlano di un PROFONDO E IMPORTANTISSIMO PROCESSO ALCHEMICO CHE STA SUCCEDENDO DENTRO DI NOI, in questo momento.



Durante questa tempesta il nuovo RE di tutti i DEI è nato, uscendo dalla Vergine Per approfondire ancora di più quel messaggio, a parte quel bellissimo CRISTallo (diamante blu) creato dal grande trigono di fuoco alimentato dal aria forte Gioviana della Bilancia, si è stato formato anche il grande trigono di Terra (verde), dicendoci che si tratta di una profonda trasformazione della materia.

 

E per alzare tutto ad una potenza altissima, quella stessa mattina del 10 settembre 2017, alle 4:52, il Mercurio nella sua nuova forma, messaggero dei Dei, è entrato in VERGINE congiungendosi con il REGOLO (stella Reale) e Marte (volontà, motivazione) dicendo a voce altissima che PER VOLONTA’ DIVINA GLI ESSERI UMANI INCARNATI SULLA TERRA ADESSO POSSONO MANIFESTARSI COME ESSERI CRISTallini.

Mercurio rappresenta la mente e la comunicazione, è veramente il «messaggero degli dei», in quanto raffigura il collegamento tra il mondo terreno e quello sottile, quindi tra l’Anima e la personalità.

Mercurio viene rappresentato con un cappello ed i calzari entrambi alati, a segnalare la sua capacità di “passaggio” (mentale e fisico) dal mondo terreno a quello spirituale e il suo continuo orbitare intorno al Sole. Un elemento a lui collegato e pregno di simboli esoterici è il caduceo, il bastone donatogli da Apollo, raffigurato come una verga intorno alla quale si intrecciano due serpenti e al cui apice si trovano due ali; da esso deriva il simbolo della medicina (ricorda il DNA). Il significato del caduceo è l’equilibrio, l’armonia fra gli opposti. Ricorda anche la risalita della kundalini.

Mercurio esprime un’energia di Quarto Raggio, connessa al quarto regno di natura, quello umano, e funge da mediatore tra questo Regno e quello immediatamente superiore; egli è anche il Messaggero divino per il mondo della forma e funge da mediatore per gli altri tre regni inferiori (minerale, vegetale, animale). Egli è il Signore della Saggezza, fratello maggiore della Terra, Guida ed evocatore di Anime, un tutt’uno col Sole, e in grado di restituire la vista (mentale e fisica). Mercurio è l’intermediario tra Anima e personalità, tra mente superiore e mente inferiore. Esso governa l’uomo evoluto, spingendolo ad usare la mente per creare rapporti. Mercurio, o Ermes, in Astronomia, è il figlio di Coelus e di Lux, del Cielo e della Luce, (Sole)

« Tutto è mente – L’Universo è mentale »

Il Kybalion

Nella città di Roma, nei pressi del Pantheon, precisamente davanti alla chiesa di Santa Maria sopra Minerva, costruita sui resti di tre templi pagani (il “Minervium”, dedicato a Minerva Calcidica”, l’“Iseum”, dedicato ad Iside e il “Serapèum”, dedicato a Serapide) si trova una statua, opera del Bernini, che raffigura un elefante che trasporta un obelisco egizio.

Alla base di tale scultura campeggia un’ epigrafe fatta incidere da papa Alessandro VII nel 1667.

L’elefante del Bernini con sopra l’obelisco egizio in piazza Santa Maria sopra Minerva

L’iscrizione recita così:

“SAPIENTIS AEGYPTI INSCULPTAS OBELISCO FIGURAS AB ELEPHANTO BELLUARUM FORTISSIMA GESTARI QUISQUIS HIC VIDES DOCUMENTUM INTELLIGE ROBUSTAE MENTIS ESSE SOLIDAM SAPIENTIAM SUSTINERE”

Ossia: “Chiunque qui vede i segni della Sapienza d’Egitto incisi sull’obelisco, trasportato dall’elefante, il più forte degli animali, intenda questo come prova, che ci vuole una mente robusta per sostenere una solida sapienza”.

L’indicazione è chiarissima: un monito per tutti coloro che intendono intraprendere la Via della Conoscenza, per giungere alla Sapienza, attraverso un lavoro di trasformazione del proprio essere.

Per permettere questo non è possibile prescindere da un lavoro sostanziale sulla mente, un lavoro “radicale”, volto soprattutto all’educazione e alla disciplina di quell’ “Utero” metafisico che, nella forma del nostro cervello, diventa l’“Athanor” di quei fluidi e di quelle correnti astrali che prenderanno, poi, forma sul piano quaternario, in pensieri, parole e azioni, costituendo la base per la realizzazione della Grande Opera.

Ogni “luogo” va preparato adeguatamente per accogliere ogni forma di realtà superiore.

In un luogo sporco e caotico potranno entrare solo elementi di tale natura, come in un luogo pulito e ordinato potranno prender posto solo entità di qualità elevata.

E’ stato così anche per il Cristo.

Egli prese forma e spazio in un uomo, Gesù, soltanto dopo che quell’uomo preparò e dispose il suo corpo e la sua mente ad una condizione adeguata alla Forza, alla Luce e alla Potenza di ciò che quell’Energia poteva esprimere in Lui.

Questa legge è immutabile e si ritrova dappertutto.

Il simile attrae il proprio simile!

Anche lo Spirito non può prendere contatto diretto col corpo finché questo mantiene le sue vibrazioni basse.

Per questo esiste l’Anima: perché funga da mediatrice tra spirito e corpo e partecipi alla spiritualizzazione del corpo e alla materializzazione dello spirito.

Ma, al di là di tutto, cosa significa lavorare sulla mente?

Cosa comporta?

Comporta soprattutto un lavoro sovrumano!

Potrebbe rendere l’esempio, quello di un occhio che riesce a guardare se stesso?

Non c’è cosa più difficile che sconfiggere il drago oscuro della mente.

Ma, fortunatamente, ognuno di noi ha le armi per farlo.

Lavorare in questo senso è la premessa per giungere a quella che, più comunemente, viene chiamata “Illuminazione”.

La stessa Divinità, come afferma Giordano Bruno ne “De la causa principio e uno”, è Intelletto puro, l’Intelletto primo e universale, che tutto crea e permea la realtà fisica secondo il Suo progetto.

“L’intelletto universale è l’intima, più reale e propria facultà e parte potenziale de l’anima del mondo.Questo è uno medesmo, che empie il tutto, illumina l’universo e indrizza la natura a produre le sue specie come si conviene; e così ha rispetto alla produzione di cose naturali, come il nostro intelletto alla congrua produzione di specie razionali. Questo è chiamato da’ pitagorici motore ed esagitator de l’universo, come esplicò il Poeta, che disse: totamque infusa per artus Mens agitat molem, et toto se corpore miscet.
Questo è nomato da’ platonici fabro del mondo. Questo fabro, dicono, procede dal mondo superiore, il quale è a fatto uno, a questo mondo sensibile, che è diviso in molti; ove non solamente la amicizia, ma anco la discordia, per la distanza de le parti, vi regna. Questo intelletto, infondendo e porgendo qualche cosa del suo nella materia, mantenendosi lui quieto e inmobile, produce il tutto. È detto da’ maghi fecondissimo de semi, o pur seminatore; perché lui è quello che impregna la materia di tutte forme e, secondo la raggione e condizion di quelle, la viene a figurare, formare, intessere con tanti ordini mirabili, li quali non possono attribuirsi al caso, né ad altro principio che non sa distinguere e ordinare. Orfeo lo chiama occhio del mondo, per ciò che il vede entro e fuor tutte le cose naturali, a fine che tutto non solo intrinseca, ma anco estrinsecamente venga a prodursi e mantenersi nella propria simmetria.”

Ebbene, tra queste righe appare chiaro quanta importanza abbia l’intelletto per operare nella Manifestazione, che altro non è che espressione stessa dell’Intelletto.

Ma qual è la differenza tra l’intelletto e la mente?

E’ una differenza sostanziale.

La mente è un’Utero, un Athanor alchemico, dove l’intelletto entra e, se trova le condizioni favorevoli, prende corpo e forma, diventando Sapienza.

La mente, per analogia, non è altro che uno “strumento musicale” attraverso cui l’aria (intelletto) entra e produce un suono.

Ma non sempre i suoni espressi sono armonici.

Uno strumento non accordato emette suoni distorti e disarmonici.

Per questo, lo strumento, per emettere buona musica, deve essere sempre accordato.

Non è un caso che il “La di diapason”, la nota che “si dà” per accordare e corrisponde al “La” della terza ottava del pianoforte, ha un’altezza riproducibile da tutti gli strumenti e voci umane, quasi a significare che è un codice universale, da tutti riconosciuto, come fosse il “suono assoluto”.

Statua romana della Dea Iside, rappresentata con in mano il “sistro”, uno strumento di forma simile al diapason.

E la terza ottava?

E’ un caso, ma rimanda immediatamente al terzo chakra del corpo umano, guarda caso, localizzato in prossimità dell’ombelico, collegamento con l’origine della vita!

Allo stesso modo, “accordarsi” mentalmente con l’Intelletto equivale ad accordarsi con la Sorgente Universale, origine della Creazione e quindi custode delle infinite possibilità della Manifestazione.

Attingendo a questa è quindi possibile entrare nel “codice genetico” della Struttura molecolare dell’Universo e avere il potere “reale” di interagirvi.

Ma non è tutto così facile.

La mente, essendo la parte “fluida” del cervello, è direttamente connessa anche con la Materia, intesa in tutte le sue espressioni e articolazioni.

La mente, infatti, è la stessa matrice che crea i vizi, rimanendo vittima e schiava dei fluidi energetici e magnetici, di cui il corpo vitale e animale sono ricchi.

L’intero Universo è un sistema elettromagnetico e l’essere umano non è da meno.

Il nostro corpo, in ogni sua singola parte, crea e riceve onde vibrazionali.

Tali emissioni incidono sul complesso sistema organico e i ricettori fisici trasmettono tali informazioni al sistema cerebrospinale.

E’ qui che si compie la sintesi di tutto il processo.

Sappiamo, anche, che il corpo umano è composto al 99% di molecole d’acqua.

Questo significa che le vibrazioni in entrata nel nostro sistema corporeo sono amplificate da questa natura liquida e memorizzate, totalmente, sia a livello conscio che inconscio.

Stessa cosa accade quando si tratta di emissioni.

L’acqua svolge sempre un ruolo da amplificatore.

Infatti, esotericamente, tutti liquidi sono i custodi della memoria e, soprattutto, delle emozioni.

Le nostre cellule, infatti, composte quasi totalmente da acqua, attraverso la riproduzione, si trasmettono, nel tempo, la memoria di tutte le informazioni ricevute, dal momento della generazione, plasmando e conformando la mente alla vibrazione ricevuta da queste stesse.

Da ciò ne consegue che, una mente, alimentata e formata da vibrazioni basse e disarmoniche, avrà una conformazione rigida e bloccherà, distorcendola, l’azione dell’intelletto superiore, esprimendo un intelletto inferiore di natura oscura e squilibrata.

Mentre, al contrario, una mente alimentata da vibrazioni armoniche ed elevate, creerà una mente sottile che darà spazio alla discesa e all’azione dell’Intelletto superiore, mantenendone la forza e la qualità.

Ma cosa determina l’assimilazione di basse vibrazioni piuttosto che di quelle alte?

Nella maggior parte dei casi, la cattiva gestione e “digestione” delle forze primordiali!

Tali forze sono localizzate alla base delle sette ruote energetiche, chiamate chakra.

I sette chakra

Sono forze istintive e, a volte, molto violente, che abbiamo ereditato dal mondo animale.

Sono localizzate all’altezza dei primi tre chakra, quelli che gestiscono le forze che legano l’essere direttamente al piano materiale e cioè: l’istinto di conservazione, di riproduzione e d’identificazione.

Questo primo triangolo è, quindi, quello deputato alla creazione dell’Ego e della personalità ed è il regno dell’istinto e il bacino del nostro inconscio.

Ne viene, quindi, che, coloro la cui coscienza non riesce ad elevarsi al di sopra del terzo chakra, saranno sempre in balia di queste forze, deputate esclusivamente al soddisfacimento dei bisogni dell’Ego.

Non riuscendo, quindi, a superare gli istinti di conservazione e d’identificazione non riusciranno mai, di conseguenza, ad operare né ad accettare alcuna trasformazione.

Perseguiranno continuamente il bisogno di affermazione, di potere, di controllo e di piacere, sospinti dalla vanità e dall’ossessione e saranno continuamente preoccupati della sopravvivenza e ossessionati dalla paura della morte.

E qual è la vibrazione più bassa se non la Paura!?

Per questo, nelle Scuole misteriche, ogni candidato, prima di entrare a farne parte, doveva superare un’iniziazione, che altro non era che una morte virtuale.

Con l’iniziazione si subiva un vero e proprio choc emozionale, attraversando le prove dei quattro elementi e, con queste, la morte virtuale dell’Ego.

Per questo, al superamento delle prove, ognuno acquistava un nuovo nome, il nome iniziatico, che indicava la nascita dell’uomo nuovo!

Ma perché è tutto così difficile?

Perché ogni forma, in Natura, sul piano materiale, tende a stabilizzarsi, cercando continuamente di difendersi da ciò che minaccia tale equilibrio, anche se tale equilibrio è solo apparente.

E, come ogni cosa, in Natura, anche l’essere umano non è da meno e, soprattutto, la sua mente.

Ognuno tende, istintivamente, a trovare una forma stabile, nella propria vita, proprio per istinto.

L’Ego, come detto, ha bisogno di individuarsi, di prendere forma e di imporsi, sin dalla nascita, e per far questo deve “identificarsi” in ciò che fa e in ciò che pensa.

Ma il suo sviluppo rimarrà sempre su un piano orizzontale poiché elevarsi verticalmente comporta il superamento reale dell’istinto di conservazione.

Una mente che avrà superato la “morte”, attraversando il mare delle emozioni, acquisterà una forza stabile e robusta poiché le sue fondamenta saranno radicate nella consapevolezza di non poter più morire.

Al contrario, una mente legata ai bisogni dell’Ego resterà sempre debole e preda degli istinti poiché le sue fondamenta saranno radicate nella Paura!

Per questo, sebbene l’Ego spinga l’Essere a cercare di individuarsi e a distinguersi, alla fine, la “debolezza” mentale e la paura di “non essere riconosciuto”, lo porterà, inconsapevolmente, ad omologarsi, piuttosto che ad elevarsi.

Omologazione che sarà l’origine di un’alienazione da se stessi.

Infatti, l’adesione alla Coscienza di massa, fondata sull’abitudine, la ripetitività e, soprattutto, sulla conservazione di tutto ciò che rende apparentemente stabili e sicuri, allontana sempre di più l’individuo dal contatto col proprio Io superiore, in quanto si realizza una vera e propria, piena identificazione con tutto ciò che è legato al pensiero collettivo e a tutte le convinzioni che lo accompagnano, a discapito di una vera visione personale fondata sulla ricerca e sul dubbio.

L’adesione a questo stato di coscienza genera una sorta di “sclerotizzazione” delle percezioni individuali, convertendo la fruizione delle “informazioni” da diretta ad indiretta, da attiva a passiva e, soprattutto, da cosciente ad incosciente.

Da ciò ne deriva che, da un piano di coscienza superficiale, la massa di tutto questo composto “sedimenterà”, penetrando sempre più in profondità, fino a giungere, passando attraverso il subconscio, alla radice dell’inconscio.

Da qui sarà difficile rimuoverla.

L’inconscio non ce lo permetterà, proprio perché la sua pesantezza e il suo spessore renderà tutto più oscuro fino a non riuscire più a distinguerne l’origine e la natura.

E’ qui che risiede il “drago oscuro”, nascosto nel labirinto del nostro cervello, ed è da qui che lui stesso regna sulla mente e su tutto l’essere, fagocitando tutto ciò che entra nella sua ombra, perfino la stessa Luce!

Siamo di fronte ad un vero e proprio “buco nero”, in cui tutto ciò che entra nella sua orbita viene fagocitato, senza avere più la possibilità di uscirne.

 

Un “Buco Nero”

Ricordate il mito del Minotauro?

Riscopriamone il contenuto:

“In un’epoca molto lontana dall’unione di Zeus con Europa nacquero tre figli: Minosse, Radamanto e Sarpedone. Quando Zeus lasciò Europa, quest’ultima sposò Asterione, re di Creta e poiché le loro nozze si rivelarono sterili, Asterione adottò i tre fanciulli e li nominò suoi eredi legittimi.
Alla morte del padre, Minosse rivendicò per se il trono di Creta, dichiarando che quello era il volere degli dei e, per essere certo di riuscire nell’impresa, pregò Poseidone di fare uscire qualcosa dalle acque del mare con la promessa di offrirlo poi in sacrificio al dio.
Poseidone accolse le preghiere di Minosse e fece uscire dalle onde del mare un magnifico toro bianco che valse a Minosse il regno di Creta.
Quest’ultimo però, venne meno alla sua promessa e offese il dio, rifiutandosi di uccidere il toro, perché abbagliato dal suo splendore, e sacrificò in sua vece un altro toro.
Il dio del mare per punire l’affronto, si vendicò, in modo tanto crudele da restare come monito per le generazioni future: fece nascere in Pasifae, moglie di Minosse, una morbosa passione per il toro sottratto al sacrificio.
Quest’ultima confidò la sua insana passione a Dedalo, il più famoso architetto ateniese, in esilio a Creta, che promise il suo aiuto e per lei costruì una vacca di legno, ricoperta con una pelle di vacca e montata su quattro ruote, dove la donna poteva introdursi per poter soddisfare il suo desiderio.
Dall’unione di Pasifae ed il toro nacque il Minotauro, una creatura per metà toro e per metà uomo.
Minosse, diede allora incarico a Dedalo, di costruire un labirinto, dal quale nessuno sarebbe potuto uscire, per rinchiudervi il Minotauro, in modo che non avesse alcuna possibilità di fuga.
Dedalo, nella speranza di guadagnarsi la fiducia del sovrano, costruì quello che è noto alla storia come il labirinto di Cnosso.
Vuole così la leggenda che il Minotauro venisse rinchiuso nel labirinto e che ogni anno sette giovani e sette fanciulle della città di Atene (città che era stata vinta dal re di Creta) venissero sacrificati al Minotauro per saziare la sua fame di carne umana.
Per due volte fu ripetuto il sacrificio fino a quando, alla terza spedizione, giunse a Creta Teseo, figlio di Etra ed Egeo, sovrano di Atene, fingendosi parte del gruppo dei sacrificandi con l’intento di porre fine ai sacrifici.
L’impresa era molto difficile non solo perché doveva uccidere il Minotauro, ma perché una volta entrato nel labirinto, era impossibile uscirne.
Il giovane si innamorò di Arianna figlia di Minosse e da questa fu aiutato nell’impresa che avrebbe liberato Creta dal Minotauro. Infatti quando fu il turno di Teseo di entrare nel labirinto, questi dipanò lungo la strada un rocchetto di filo, fornitogli da Arianna, su suggerimento di Dedalo.
Quando Teseo giunse al cospetto del mostro, lo uccise e, riavvolgendo il filo, riuscì ad uscire dal labirinto .…”

Teseo uccide il Minotauro

E’ incredibile come questo racconto sia perfettamente calzante col nostro discorso e rappresenti la conferma di quanto il Mito sia sempre una fonte ricca di verità universali e senza tempo, all’interno del quale si nascondono infinite chiavi per aprirci le porte dell’evoluzione.

Trasformare se stesso è l’impresa più ardita che un essere umano possa compiere.

Tagliare le corde che ci tengono legati al pensiero di massa, alle convinzioni e a tutto ciò che, passivamente e inconsciamente, prendiamo come vero e consideriamo come unica realtà, fino a farla diventare parte integrante del nostro DNA, senza rendercene minimamente conto, è il primo obiettivo che si richiede a chi decide di intraprendere la Via della Trasmutazione.

Infatti, milioni di informazioni, ogni giorno, colpiscono i nostri sensi e vengono assunte dal nostro cervello, senza essere minimamente “filtrate”, diventando “cibo” ricco di “tossine”, stress e paure di ogni genere.

Con questo “inquinamento” viene plasmata la nostra mente che, sotto questo peso, rallenta la sua vivacità mercuriale, ispessendosi, appesantendosi e, sprofondando in una sorta di automatismi, diventa preda di un sonno che la risucchia nell’oscuro magnete inconscio che nel mito è rappresentato dal Minotauro e dal labirinto.

Ma come fare per liberarsi di questa oscura forza? Come sconfiggerla?

Il Mito può aiutarci.

Partiamo dall’inizio.

Cosa rappresenta il Toro bianco che Poseidone dona a Minosse, perché diventi re, attraverso il suo sacrificio?

Tutto fa pensare al Mercurio, il Principio volatile e fluido che, nelle sembianze del toro, nasce dalla spuma del mare, come avviene per la nascita di Venere.

Infatti, il simbolo del Toro zodiacale e quello del Mercurio alchemico sono di origine lunare.

Entrambi sono rappresentati da un cerchio sormontato da una falce di luna, a rappresentarne le corna. Ma in più, il Mercurio ha, sotto il cerchio, una croce che, tolta la falce, diventa il simbolo zodiacale di Venere e del femminile.

 

Il passaggio da Toro a Venere attraverso Mercurio

Nulla è per caso.

Il sacrificio di questo Principio Lunare è alla base del mistero alchemico e, attraverso questo, l’uomo diventa Re!

Per questo l’alchimia è chiamata la Via Regale.

Minosse avendo sacrificato un altro toro, con Principio di natura bestiale, e non quello di Natura divina, ha creato, indirettamente, un “mostro”, una deformazione genetica, espressione di forze caotiche e incontrollate.

Teseo, colui che vincerà il Minotauro, giunge a Creta attraversando il mare.

L’Acqua è per antonomasia il simbolo della vita, ma molto spesso può diventare il simbolo della morte.

L’Acqua vivifica, ma allo stesso tempo infracidisce e imputridisce tutto ciò che impregna.

Qual è, quindi l’elemento discriminante tra il vivificare e l’imputridire?

Sicuramente il fuoco! Il fuoco spirituale!

Quello che nel Mito è rappresentato da Teseo e dalla sua Spada.

Ma come può il Fuoco esser contenuto nell’Acqua?

Il Mercurio ne è la dimostrazione.

Infatti, il nostro Mercurio è il veicolo liquido del Fuoco (lo Zolfo).

Senza di lui lo Zolfo, che è il nostro Principio spirituale, non potrebbe agire nei piani bassi.

Il Mercurio rappresenta, infatti, il nostro Principio animico.

 

Arianna attende teseo fuori dal labirinto da un dipinto del XVI secolo

Egli può trasformarsi in tutto ciò a cui aderisce, prendendo ogni tipo di aspetto e qualità, agendovi “omeopaticamente” per trasformarlo.

Egli agisce sulle emozioni e nei luoghi infernali, intendendo per “Infero” ciò che è in basso: la sorgente del Fuoco Eros, le forze ctonie e magmatiche, che nascono dal caos primordiale, che sfociano nella passione e nell’istinto di riproduzione e di conservazione.

Egli può farlo poiché, essendo estremamente volatile, può sfuggire alla presa magnetica di questi luoghi, senza rimanerne intrappolato e cadere preda del “drago rosso”, custode di quella Forza che ci libererà dal “drago nero” dell’inconscio.

Per questo viene chiamato il dio dei ladri, poiché mascherandosi e trasformandosi, riesce ad estrarre e a rubare l’”oro alchemico”, imprigionato nelle miniere oscure degli Inferi.

Parliamo di un oro non materiale, ma di una forza ignea che ci servirà per scardinare la “serratura” delle oscure prigioni dell’inconscio.

Infatti il nostro Mercurio, diventato “acqua ignificata”, una volta “rubata” questa Forza negli inferi, deve risalire attraverso la colonna vertebrale e portarla al “cielo” oltre il terzo chakra, fino al settimo, per sconfiggere l’ultimo drago e permettere poi alla Luce dell’Intelletto superiore, che gli ebrei chiamano Shekinah, di discendere a sua volta in tutto l’essere.

Gli orientali chiamano, questa Forza “infernale”: Kundalini e la rappresentano con un serpente.

Da qui il simbolo mercuriale del caduceo, dove due serpenti salgono verso l’alto, con moto spiraliforme, fino a raggiungere una pigna alata, simbolo della ghiandola pineale, localizzata al centro della testa.

Ma Mercurio, a questo punto, per risalire e compiere giustamente la sua missione, deve prima, a sua volta, purificarsi di tutto ciò che gli ha permesso di aderire alla dimensione “infera” ed è così che viene rettificato e trasformato da “mercurio dei filosofi” nel “mercurio filosofale”, cambiando le sue corna da Toro ad Ariete.

Geroglifico alchemico in cui lo zolfo (principio spirituale) è raffigurato all’interno del mercurio (principio animico lunare) a sua volta inserito nel sale (principio fisico). Il tutto contenuto all’interno del mercurio filosofale (principio animico solare rettificato e trasformato).

Infatti, se così non facesse, porterebbe in alto “materiale impuro” e vibrazioni basse, che non farebbero altro che produrre l’effetto opposto: la pazzia!

Per questo, molto spesso, nei testi alchemici si ammoniscono i soffiatori (cioè coloro che si definivano alchimisti senza esserlo veramente), di temere i vapori del mercurio poiché il loro contatto li avrebbe portati alla pazzia.

In effetti il mercurio è come un veleno che a seconda di come lo si usa può provocare la morte o guarire, ma per quest’ultima ipotesi bisogna conoscerne molto bene l’utilizzo.

Così il nostro Teseo, principio Igneo, una volta attraversate le acque emozionali e vinte le paure, si addentra nel labirinto con l’aiuto di Arianna, il nostro Mercurio.

Egli lo lega ad un filo che gli permette di raggiungere il Minotauro e uscire dal labirinto, dopo averlo ucciso.

Teseo è lo Zolfo che, ancora legato al Mercurio, si addentra nel labirinto dell’inconscio e qui affronta le forze bestiali nascoste nell’oscurità e nell’oblio.

Tali forze, rappresentate dal Minotauro, disarmonico nella forma e nella sostanza, si sono sempre nutrite dell’energia che, attraverso i sette chakra, raggiungeva la parte centrale del cervello, ma che veniva poi risucchiata nell’ombra dall’inconscio, senza avere la possibilità di comunicare con l’intelletto superiore.

Non a caso, nel mito, ogni anno venivano sacrificati sette giovani e sette fanciulle, proprio ad indicare ogni forma di emozione e di vibrazione scaturita da ognuno dei sette centri focali, le sette porte, con cui ogni essere è in relazione con l’esterno, sia in entrata che in uscita.

Alla fine Teseo riesce a uccidere il Minotauro, riuscendo, finalmente a separare, la natura animale da quella umana, rappresentate dalla testa di toro e dal corpo di uomo.

Non è un caso che in Alchimia, spesso, tale operazione viene raffiguranta, in varie fasi, con un taglio della testa e tale testa, nella fase al Nero, è ciò che viene chiamata “caput corvi”.

Tale operazione, consiste in un “separandum”, e cioè, l’estrazione del seme divino, attraverso la separazione e la purificazione dalla testa tagliata, che avviene con la putrefazione di tutto ciò che è di natura bestiale!

Spesso la nostra mente è dominata da queste forze animali.

Le ritroviamo nelle ossessioni, nelle paure inconsce, nelle coazioni a ripetere, nelle depressioni, nell’impossibilità di liberarsi dai condizionamenti e, soprattutto, nell’irrefrenabile istinto di sopravvivenza delle proprie dinamiche, anche se autodistruttive.

Soltanto soggiogando queste forze animali è possibile ripristinare il canale di comunicazione tra le sette ruote e l’Intelletto superiore, quell’energia dello Spirito che finalmente potrà entrare nella materia e manifestarsi nella forma.

Il filo di Arianna è il mezzo finale per il compimento dell’Opera: l’uscita dal labirinto.

Ma cosa significa svolgere e riavvolgere quel gomitolo di filo?

Sappiamo che il labirinto di Cnosso, non è un classico labirinto, ma è monocursale, cioè composto di un solo percorso che non conosce né bivi né scorciatoie e conduce obbligatoriamente al centro e viceversa.

Pianta del Labirinto di Cnosso da un testo di Athanasius Kircher

Per questo risulta strano l’impiego del filo, visto che Teseo sarebbe comunque potuto uscire tranquillamente da solo, dopo aver ucciso il Minotauro.

Ma è chiaro che il suo utilizzo nasconde altri significati.

Sembrerebbe tutto assurdo se non ponessimo l’attenzione sull’immagine in pianta del labirinto.

La sua forma è proprio quella di un gomitolo, quasi di una spirale, di un filo avvolto su se stesso, proprio come quello di Arianna.

Il gomitolo è lo stesso labirinto che srotolato perde il suo aspetto disorientante e diventa orientamento per Teseo.

E’ quello che i Massoni chiamano il ribaltamento della squadra.

Orientamento che prende forza da “Oriente”, la Sorgente di Vita.

Prende Forza da quella Luce dell’Intelletto superiore che il nostro Mercurio-Arianna ha riconnesso alla Forza Kundalini, il serpente che giace negli inferi, all’interno del nostro coccige, a guardia delle forze ctonie.

Anch’esso, raggomitolato a spirale, viene poi srotolato dal Mercurio e portato verso l’alto con movimento spiraliforme intorno al canale cerebrospinale.

E’ incredibile e indubbio, a questo punto, come la figura di Arianna sia proprio quella del Mercurio, il quale, come detto prima, si maschera e si trasforma in tutto ciò a cui aderisce, svelandone e conoscendone la natura intima.

E’ lui che, dopo essersi gettato negli inferi e aver “copiato” il “codice” del serpente, o drago rosso, diventa egli stesso serpente, riuscendo, nei “cieli”, a neutralizzare con l’“antidoto”, estratto dal suo stesso “veleno”, il drago nero dell’inconscio.

La spirale del labirinto ha il marchio del serpente, a conferma che la prigione dell’inconscio è opera delle forze ctonie mal gestite, negli inferi, che hanno preso il sopravvento sulla mente.

Alla luce di tutto questo diventa ancora più chiara la frase incisa alla base dell’elefantino del Bernini, in piazza Santa Maria sopra Minerva, a Roma.

Non può esserci Sapienza e Illuminazione senza la realizzazione di una mente robusta, poiché, in mancanza di questa, non potrebbe esserci la naturale discesa della Luce dell’Intelletto Primo e Superiore all’interno di tutto l’Essere.

E solo attraverso la Mente così robusta si può comprendere i’eterno flusso attraverso i strati di realtà diverse ma comunicanti reciprocamente. Non c’è separazione tra la filosofia è materia, ogni concetto è anche concetto di costruzione materiale.

Mercurio, quel communicatore tra le dimensioni, ci sta parlando dal nostro DNA e chi è pronto comprenderà che quel Mercurio sta svellando completamente l’albero geneologico umano terrestre.

Seguendo le “ Cronache Terrestri “ del Dr Zecharia Sitchin[2], nei cui sette libri sono spiegati i testi antichi, dalla Enuma Elish[3] alla Bibbia, si evince che siano vissuti contemporaneamente sul pianeta Terra, almeno da circa 445.000 anni, differenti esseri, cosiddetti umani, sia di origine extra-terrestre, che di origine “ mista “, che prettamente terrestre.

Per motivi in apparenza solo prettamente economici[4], gli esseri extra-terrestri giunti sul pianeta Terra appunto circa 445.000 anni fa, chiamati dai Sumeri come Anunnaki[5], decisero di effettuare una  prima manipolazione genetica, che venne eseguita probabilmente sull’ Homo Erectus nell’Africa centro-orientale circa 300.000[6] anni fa da un ristretto gruppo di esperti Anunnaki. Essi erano il responsabile generale del pianeta Terra, Ea/Enki[7] ( più tardi conosciuto dagli Egiziani come Ptah, “ colui che sviluppa “ ), la sua mezza sorella e responsabile dei servizi medici e sanitari sul pianeta Terra, Ninmah[8] ( conosciuta dagli Egiziani come Ninharsag od Hathor, in generale venerata come la  “ Grande Madre “ ), il figlio di Enki, Ningishzidda[9], ( conosciuto dagli egiziani come Thot, Hermes dai Greci e Mercurio dai Romani, ed in America Centrale come Quetzalcoatl ) riconoscibile dal caduceo o simbolo della vita in quanto espressione della doppia elica del dna.

I simboli di Ningishzidda, il doppio serpente, come la doppia elica del DNA

 

Chi è pronto comprenderà che nel momento quando

La stella d’abbondanza (Spica) congiunta con grande amplificatore della legge di attrazione (GIOVE), accompagnati con la   cometa natalizia , 67P/Churyumov-Gerasimenko (67P/C-G) e meraviglioso questo sciame di protoni energetici espulsi verso la Terra, parlano di un PROFONDO E IMPORTANTISSIMO PROCESSO ALCHEMICO CHE STA SUCCEDENDO DENTRO DI NOI, in questo momento. 

E’ il momento di forte illuminazione, di appocalisse completa.

Quello che cosa comprendiamo adesso è la costruzione della nostra realtà individuale, dei nostri universi individuali e paralleli che nonostante loro aparente separazione continueranno a comunicare reciprocamente.

Discussioni intorno a quale di questi universi o mondi è migliore, o quale è giusto , sono solo segni di ignoranza e non comprensione completa, che ogni cosa è vera, che ogni cosa che vedi ti sta dando ragione, che tu hai ragione nella realtà tua, perchè è creata dalle raggioni e raggionamenti tuoi.

Così come la realtà mia sta dando la ragione sempre a me.

E’ momento per iniziare a communicare in un altro modo, perchè tutte le nostrecommunicazioni fino adesso erano basate sul insegnare, spiegare, dare le prove reciprocamente.

In che modo communicano i Dei nel mondo in quale tutti hanno ragione?

 

Per analizare vostro persorso personale potete contattarmi al [email protected]   

Tanja

 

 

Fonti

 

http://www.duepassinelmistero.com/geneticanonterrestre.htm
http://www.kuthumadierks.com/pageopen.asp?r=ries&id=186

 

Comments are closed.

Risveglio di una Dea sui Social Network

ARCHIVIO ARTICOLI

CATEGORIE ARTICOLI

IO SONO….

Chi sono io?
La domanda eterna di ogni persona da sempre.
Questo blog è il risultato, lo specchio, il modo, e la strada che sto precorrendo nella mia personale ricerca di risposte a questa domanda
In questo blog troverete tutto quello cosa ho scoperto fino adesso e cosa ancora sto scoprendo.
Io credo che questa ricerca non finirà mai.
Credo che siamo esseri multidimensionali creati da perfezione d’amore incondizionato e universale e come tali anche noi siamo perfetti esseri d’amore con i poteri divini di creazione.
Siamo esseri divini che possiedono stesse caratteristiche della nostra fonte. Noi siamo l’amore, la sapienza, la saggezza e la potenza.
Una volta ho scritto:
Fu una volta un popolo divino……..
che dimenticò di esserlo..
dimenticò
realtà parallele
frequenze divine
connessione divina
libera connesione divina.

Un giorno pieno di luce hanno cominciato……

In che modo continua la favola e in che modo finirà dipende da tutti noi.
Adesso dobbiamo solo ricordarci di essere Dei.
Per questa ragione ho battezzato il mio blog con questo nome.
Mi sento come una Dea che stava dormendo per tanto tempo ed adesso si sta risvegliando.
Forse sono ancora un po’ assonnacchiata ma i miei sensi si stano risvegliando sempre di più per poter vedere differenza tra il vecchio mondo e il nuovo mondo che sta nascendo.
Quel nuovo mondo, quella nuova realtà è creata nella condivisione. Non poteva essere diversamente perché siamo tutti collegati. Tutti noi siamo un unico organismo vivente che solo collaborando può vivere e crescere.
Sono certa che tutti noi, i Dei risvegliati, stiamo creando qualcosa che ancora non esisteva nel multiverso.
Sono certa che siamo capaci di farlo unendoci.
Questo blog è un mio contributo al condivisione in creazione.
Che l’amore ci guida.
Tanja