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mercoledì aprile 19, 2017 12:30

Materia oscura (invisibile) diventa visibile – La prima ‘immagine’ della materia oscura: come un ponte che collega le galassie

Posted by Tanja

 

Se si cambia il modo in cui si guardano le cose,

quello che era invisibile può diventare visibile,

se anche la tua mente è pronta ad accettare quello che cosa vede.

Tanja

 

Due scienziati della Royal Astronomical Society hanno catturato un'”immagine” della materia oscura, simile a un collante che tiene unite due galassie. Per ‘vederla’ hanno sfruttato una lente non ottica ma gravitazionale

di Viola Rita

COME un ponte fra due galassie. Così viene definita la materia oscura, la cui “immagine” è stata catturata da un team di ricerca dell’Università di Waterloo in Canada. Lo studio è stato pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. La materia oscura, come si evince già dal suo nome, non emette alcun tipo di radiazione e pertanto non è visibile. Ma oggi, gli scienziati sono riusciti a riprodurne un”’immagine” attraverso un processo di ricostruzione basato su un complesso fenomeno fisico. Si tratta della prima immagine della materia oscura, riportano gli scienziati in un comunicato della Royal Astronomical Society (RAS).

Gli indizi della materia oscura. La materia visibile, che comprende tutti gli oggetti che conosciamo, compone soltanto il 4% di tutta la materia esistente nell’universo, mentre la materia oscura e l’energia oscura costituiscono la restante parte della composizione dell’universo. Misteriosa e sfuggente, la materia oscura può essere rintracciata mediante misurazioni degli effetti gravitazionali che la sua massa genera sulla materia ordinaria, cioè sui corpi celesti e sulla luce nello spazio: dunque solo attraverso questi corpi è possibile rilevare tracce della sua presenza.

Due scienziati dell’Università di Waterloo in Canada sono riusciti a catturare un’‘immagine’ della materia oscura, una materia invisibile che secondo le teorie costituisce, insieme all’energia oscura, circa il 90% della composizione dell’universo.

L’’immagine’ mostra due galassie luminose circondate da una rete di colore rossastro, la materia oscura appunto, che le connette, proprio come un ponte fra di esse. Per ottenere questo risultato ‘visibile’, gli autori dello studio, il professor Mike Hudson e Seth Epps, hanno sfruttato il fenomeno fisico del lensing gravitazionale debole, descritto dalla relatività di Einstein. In generale, in questo fenomeno, la luce proveniente da un oggetto celeste distante, come una galassia, viene deflessa prima di arrivare all’occhio dell’osservatore a causa della presenza di un altro corpo celeste di grande massa, che si che si frappone fra la galassia e l’osservatore. Così questo oggetto frapposto funge da grande lente ottica che deforma l’immagine.

Secondo le teorie fisiche, la materia oscura rappresenterebbe dunque una sorta di collante dell’universo, tenendo insieme le galassie, che altrimenti ‘volerebbero’ via.  Di questa somiglianza con una rete collante dà prova anche lo studio odierno. Nella mappa dell’immagine ricostruita dagli scienziati, infatti, si “vedono” due galassie molto luminose, di colore bianco, e del materiale di colore rosso, appunto la materia oscura, che le connette. Si trova riportato nella figura anche un parametro delle distanze, in cui il segmento indica una lunghezza pari a ben 50 milioni di anni luce, dove un anno luce è la distanza che la luce percorre in un anno solare (pari a 9,46×1015 metri, ovvero quasi 10mila miliardi di chilometri).

Ecco come hanno fatto a catturare l‘immagine. L’autore Mike Hudson, professore di astronomia presso l’Università di Waterloo, e il coautore Seth Epps, che al momento della realizzazione della ricerca era studente della laurea di secondo livello all’Università di Waterloo, hanno impiegato una complessa tecnica basata sul “weak gravitational lensing”, il lensing gravitazionale debole. Questo fenomeno fa sì che le “immagini” delle due galassie distanti risultino leggermente deformate per effetto di una massa non visibile, che può essere un pianeta, un buco nero o materia oscura, come in questo caso.

In generale, tale fenomeno si fonda su un effetto fisico, descritto dalla relatività generale di Einstein, per il quale, osservando la luce proveniente da un corpo celeste a grande distanza, tale luce viene deflessa dalla presenza di un altro oggetto di grande massa posto fra l’osservatore e la galassia. Questo secondo corpo, che si ‘intromette’ fra l’osservatore sulla Terra e la galassia nello spazio, provocandone dunque la deformazione dell’immagine, può essere un pianeta oppure materia oscura, come in questo caso. Il fenomeno è simile a quello che avviene con una lente ottica, tuttavia, questa volta, a provocare la deflessione, non è il vetro della lente ma la grande massa dei corpi che si frappongono tra l’osservatore sulla Terra e le galassie che si desidera osservare.

Grazie a questa deformazione, combinando le immagini di oltre 23mila coppie di galassie e mediante complesse elaborazioni, gli scienziati hanno potuto ottenere la ricostruzione dell'”immagine” della rete di materia oscura fra le due galassie considerate. Tale effetto è stato misurato dai ricercatori attraverso un’osservazione pluriennale della volta celeste presso il Canada–France–Hawaii Telescope.

Il commento degli autori. “Per decenni, i ricercatori hanno effettuato previsioni dell’esistenza fra le galassie di filamenti di materia oscura che agiscono come una ‘superstruttura’, simile a una rete che collega le galassie insieme” ha dichiarato il professor Hudson. “Questa immagine ci fa andare oltre alle previsioni ottenendo qualcosa che possiamo vedere e misurare”.

Nella pubblicazione gli autori parlano di un ponte di materia oscura, che risulta il più solido in assoluto fra sistemi – le due galassie appunto – posti fra loro a distanza minore di 40 milioni di anni luce, spiegano gli autori.

Mediante questa tecnica, “non solo siamo riusciti a vedere che questi filamenti di materia oscura sono presenti nell’universo”, ha aggiunto il coautore Seth Epps, “ma siamo riusciti ad osservare l’estensione di tali filamenti che connettono le due galassie”.

Fonte
http://www.repubblica.it/scienze/2017/04/14/news/ecco_la_prima_immagine_della_materia_oscura_e_come_un_ponte_che_collega_le_galassie-162999948/#gallery-slider=162998242

 

3 Responses to Materia oscura (invisibile) diventa visibile – La prima ‘immagine’ della materia oscura: come un ponte che collega le galassie

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Luca

aprile 19th, 2017 at 14:44

Questo esotericamente cosa potrebbe voler significare…?

Stiamo per vedere il collante anima, fra punte Dell iceberg dei corpi umani ..?

Stiamo per vedere come in realtà venga tenuta in piedi l’economia e quali esclusioni o eccessive inclusioni produce?

Stanno emergendo i collegamenti fra governi ombra e religioni?

Stiamo creando ponti comprensivi di collegamento della nostra multidimensionalita?

C’entrano qualcosa i ponti che crollano in tutta Italia con i ponti fra galassie di materia oscura appena scoperti?
….
Grazie mille cara Tanja i tuoi articoli sono sempre estremamente interessanti ed utili,speriamo di poter vedere presto nel mondo i cambiamenti purificatori che stanno avvenendo dentro ognuno di noi.
Un abbraccio.

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Msufizio

aprile 20th, 2017 at 11:09

Come ci raccontano dall’altra parte del velo, la fisica che ci hanno insegnato è tutta sbagliata. Volutamente per non farci evolvere. Ma i tempi sono cambiati….ci stiamo evolvendo.

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Tanja

aprile 20th, 2017 at 12:32

Non direi che era sbagliata. Era incompleta. Sulle cose “sbagliate” abbiamo imparato e senza di esse non potevamo scoprire queste cpose nuove, come in futuro sulla base di queste scoperte, che sembreranno sbagliate scopriremo cose ancora più nuove. Nessuno ha mai nascosto nulla, siamo noi quelli che non volevamo o non potevamo vedere e ci affidavamo a quelli che dicevano di sapere. Non è colpa loro. Loro hanno fatto come credevano giusto e noi eravamo pigri di studiare ed imparare da soli. Questa cosa sta accadendo ancora a tutti quelli che seguono qualsiasi leader, fidandosi nella sua oppinione o convinzione e non fidandosi nella propria.
Ogni volta quando stiamo accusando o stiamo glorificando qualcuno fuori di noi, stiamo rinunciando dalla nostra propria sovranità. Ma uno sovrano deve sapere dove va. Deve essere certo dove va. Uno sovrano non ha bisogno di altri leader o di gruppi. Lui è sovrano di se stesso, nonostante tutto.

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La domanda eterna di ogni persona da sempre.
Questo blog è il risultato, lo specchio, il modo, e la strada che sto precorrendo nella mia personale ricerca di risposte a questa domanda
In questo blog troverete tutto quello cosa ho scoperto fino adesso e cosa ancora sto scoprendo.
Io credo che questa ricerca non finirà mai.
Credo che siamo esseri multidimensionali creati da perfezione d’amore incondizionato e universale e come tali anche noi siamo perfetti esseri d’amore con i poteri divini di creazione.
Siamo esseri divini che possiedono stesse caratteristiche della nostra fonte. Noi siamo l’amore, la sapienza, la saggezza e la potenza.
Una volta ho scritto:
Fu una volta un popolo divino........
che dimenticò di esserlo..
dimenticò
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connessione divina
libera connesione divina.

Un giorno pieno di luce hanno cominciato......

In che modo continua la favola e in che modo finirà dipende da tutti noi.
Adesso dobbiamo solo ricordarci di essere Dei.
Per questa ragione ho battezzato il mio blog con questo nome.
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Forse sono ancora un po’ assonnacchiata ma i miei sensi si stano risvegliando sempre di più per poter vedere differenza tra il vecchio mondo e il nuovo mondo che sta nascendo.
Quel nuovo mondo, quella nuova realtà è creata nella condivisione. Non poteva essere diversamente perché siamo tutti collegati. Tutti noi siamo un unico organismo vivente che solo collaborando può vivere e crescere.
Sono certa che tutti noi, i Dei risvegliati, stiamo creando qualcosa che ancora non esisteva nel multiverso.
Sono certa che siamo capaci di farlo unendoci.
Questo blog è un mio contributo al condivisione in creazione.
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Tanja

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