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domenica gennaio 29, 2017 11:25

Il flusso libero Tra le Vite

Posted by Tanja

Per anni, combattevo una battaglia a quale non vedevo fine.

Dentro di me sentivo un mondo e al esterno vedevo un altro.

Combattevo battaglia tra i mondi.

Nel mio mondo interiore governava la pace e compassione, e dovevo muovermi fisicamente in un mondo che era tutto il contrario.

IO ero pacifica, ma dovevo combattere.

Cosi mi sentivo.

Dovevo combattere contro le ingiustizie; Dovevo combattere per quelli che erano senza diritti o quelli con i diritti violati; Dovevo combattere per mia sopravvivenza; Dovevo combattere per farmi valere.

E tutti sapiamo che una guerra è crudele.

Ma quanto nostri motivi sono “giustificati” in guerra devi uccidere per non essere ucciso o per proteggere quelli che ami.

Ogni guerra si fa, ma quanto “nobili” sono i suoi fini, per paura o per imporre i propri principi della vita.

Ogni guerra uccide tutti quelli che ne fanno parte, anche se, a prima vista, sembra che qualcuno sopravvive, internamente la guerra uccide tutti.

Cosi, in quella guerra sono morta anch’io.

Ero morta, ma a mia sorpresa, mi sono accorta che sto camminando ancora;che sto respirando ancora; che il mio cuore batte ancora; che pensavo ancora; che udivo, annusavo, vedevo, toccavo e annusavo ancora.

Unica cosa che è sparita erano le mie emozioni.

Non cera più odio ne amore ne paura ne compassione ne tristezza ne rabbia ne preoccupazione. Dentro di me ero vuota.

Mi vedevo in modo chiaro.

Mi pensavo in modo chiaro.

La guerriera emozionale, che vedeva e giudicava tutto attraverso le emozioni era morta.

Lei era morto, ma IO sono viva.

Chi sono IO adesso, mi chiedevo, e in stesso momento pensavo che per prima volta mi sentivo bene.

Ero in pace.

La guerra è finita.

Pace.

Non avevo più bisogno di difendermi.

Con la sparizione della paura è sparita sensazione di qualsiasi pericolo.

Sono spariti tutti i pericoli per me e per gli altri.

Non avevo più bisogno di difendermi ne a difendere.

Tutto che cosa vedevo mi sembrava come un palcoscenico pieno di attori.

Ed io ero spettatore di quel spettacolo.

Ero spettatore distaccato, come se nulla di quello che vedevo centra con me.

Perchè sono qui, se tutto questo non centra con me?- mi chiedevo.

Devo solo osservare?

E poi?

Che cosa faccio con tutte queste osservazioni?

Tutto quel spettacolo, in maggior parte del tempo era noioso – i personaggi diversi, ma la trama sempre uguale- lui ama lei, lei ama un altro, loro si amano, loro si odiano, loro litigano, loro fanno la guerra, loro fanno la pace, si accusano, si perdonano….e così al infinito.

Ero li osservavo e mi annoiavo, chiedendomi ma che cosa devo fare per uscire da questa noia.

Anche quella pace che sentivo non mi piaceva più.

Anche pace era noiosa.

Così desideravo pace in vita precedente, e adesso quando l’ha raggiunta, mi annoiavo.

Nulla più aveva senso.

Perchè sono qui se non c’è nessun senso?

Perchè esisto se mia esistenza non ha senso?

Smetterò di esistere se uccido il mio corpo fisico, o di nuovo solo diventerò qualcun altro?

Chi lo sa?

Ricordandomi quelle antiche storie di paradiso, sentivo solo brividi e dicevo ridendo dentro di me- Se mi svegliasi li, morirei di noia.

E se moro in paradiso che cosa succederebbe?

Che orrore se non potrei morire e dovrei annoiarmi in eternità.

Il paradiso non mi sembrava una terra promessa per me.

Devo fare qualcosa con questa noia?

E’ terribile.

Mi sento così inutile.

Mi sento come uno spreco energetico.

Mi sento come un parassita energetico.

Che utilità c’è dai parassiti?

Loro non producono nulla.

Succhiano la vita degli altri solo per poter vivere.

Perchè esistono i parassiti se non hanno nessuna utilità?

Mi ricordo di tante persone della mia vita precedente che erano parassiti.

Loro consumavano, solo consumavano, senza creare o dare nulla di nuovo.

Ingrassavano e si ingrandivano consumando quello che creavano gli altri, senza darli nulla in cambio.

E tutto quel parassitismo era giustificato con la credenza che devi essere compassionevole e sempre dare a quelli che ne hanno bisogno.

I parassiti avevano sempre bisogno.

E creatori davano, davano, davano.

E parassiti crescevano, crescevano, crescevano, si moltiplicavano.

I creatori diventavano sempre più deboli.

Le loro forze creative diminuivano.

Il loro numero diminuiva.

E parassiti si scatenavano tra loro per aggrapparsi a quelli che sono rimasti.

La loro esistenza stessa era in pericolo.

Senza creatori neanche i parassiti possono esistere.

I parassiti non possono vivere senza i creatori.

Eh quanto panico, tra i parassiti, che vedevano il loro fine del mondo. A dir vero c’erano anche i parassiti ottimisti, che credevano che i creatori sempre esisteranno, che sono protetti, perchè se loro hanno bisogno di qualcosa, devono solo chiedere e li sarà dato.

Eh si loro avevano fede che creazione li ciberà per sempre e che loro non devono fare nulla, solo chiedere e pregare.

Ma da dove arriva tutta questa creazione, questo non si chiedevano.

Si sono inventati un Dio che come un Dirigente di un Supermercato infinito, solo aspetta che qualcuno li chiede qualcosa e questa cosa li sarà data.

Dio doveva darli quella cosa, perchè il Dio lì ama.

Come potrebbe un padre rifiutare a dare ai suoi figli quello di che cosa ne hanno bisogno?

E così i parassiti entravano in quel supermercato di tutti i loro desideri e bisogni e si prendevano tutto senza pagarlo.

Era il loro diritto, perchè si deve dare a quelli che ne hanno bisogno. Ecco perchè sono ottimisti. Loro padre è eterno e loro non devono fare nulla che solo chiedere, chiedere, chiedere al infinito e loro padre li darà, darà, darà al infinito.

E loro vivranno, vivranno, vivranno al infinito.

Strana questa cosa con i parassiti.

Quelli pessimisti vivono nella paura.

Quelli ottimisti vivono nel amore interessato verso il loro padre.

E si, loro non sono orfani, perchè hanno anche una madre, che deve coccolarli in eternità, basta che non crescono mai. Come potrebbe una madre abbandonare ed non amare i suoi figli. Li allatterà in eternità, perchè lei li ama con un amore incondizionato. Perciò loro non devono fare nulla. Devono solo piangere è la mammina eterna correrà per allattarli e consolarli sempre.

I parassiti, bambini viziati, non si chiedevano mai di che cosa vivono loro padre o loro madre. Chi li consola? Chi li coccola? O no, non si chiedevano, perchè padre e madre erano amore stesso e non avevano bisogno di coccole o di consolazioni. Loro non potevano essere mai delusi dei suoi figli, perchè li hanno creato così… così per caso, così senza nessun senso. Li hanno creato così per puro piacere che i loro figli li chiedono attenzione tutto il tempo.

Vedo questi stessi parassiti anche in questa nuova vita, sullo palcoscenico, che stano giocando ancora quelli stessi ruoli.

Quelli pessimisti e quelli ottimisti.

Ma ancora stano succhiando la vita, ancora stano consumando, senza dare nulla in cambio.

Ed io qui, come una che sta osservando tutto questo, mi sento un parassita, perchè sto vivendo in pace, sto vivendo e non sto dando nulla in cambio.

Sto consumando la vita senza creare nulla.

Osservo loro, osservo me stessa.

Sto giudicando loro, sto giudicando me stessa.

Sto pensando.

Sto comprendendo.

Da dove arriva la mia vita?

Da dove arriva il mio cibo?

Che cosa devo fare per non essere un parassita?

Posso scegliere di non essere più un parassita?

Potrei creare il mio cibo da sola?

Posso creare la mia vita da sola?

Posso liberare il mio padre e mia madre dai loro doveri?
Posso invece di chiedere da loro,adesso io prendermi cura di loro?
Posso adesso io farli felici e coccolarli e consolarli?
Posso mostrarli che li ho visti, che li voglio bene, che sono grata per tutto quello che hanno fatto per me?
Posso renderli orgogliosi con mia autosufficienza?
Posso lasciarli vivere in pace?
Posso darli conferma che hanno fatto un bel lavoro?

Io parassita, mi sto trasformando.

La noia è sparita.

Sento.

Io sento di nuovo.

Sento l’eccitazione per la mia nuova vita.

Mai più parassita.

Il creatore è creato.

Io ho creato nuova me stessa.

Il grande salto della specie parassita inizia da me.

I parassiti possono diventare creatori.

Adesso lo so.

So anche che altri parassiti faranno corsa per aggrapparsi e succhiare quello che creo, credendo che sono risposta alle loro preghiere.

Lo so anche che cosa fare con loro.

Io li darò la mia creazione, perchè loro ne hanno bisogno, ma in cambio chiederò qualche loro creazione.

E so che loro si arrabbieranno.

Ma devono imparare che la vita e il cibo e il tutto di che cosa ne hanno bisogno non è gratis.

I parassiti devono imparare a creare se vogliono sopravvivere, perchè senza aumentare numero di creatori loro moriranno.

E se tutti i creatori farebbero lo stesso, tutti i parassiti dovrebbero diventare i creatori se vogliono vivere.

Per compassione verso i parassiti devo essere ferma. Unica possibilità che hanno i parassiti per sopravvivenza è trasformazione in creatori.

Che utilità c’è da parassiti?

Quale è il loro scopo?

Sono qui per mostrarci che unica via verso la vita liberà è smettere di solo consumare, e iniziare a creare.

Sono qui per mostrarci che la vita può crescere e diventare una fonte di piacere solo creando. Chi non crea e solo consuma è sempre dipendente da quelle che creano.

Se vogliono essere liberi, i parassiti devono diventare creatori che scambiano loro creazioni liberamente.

Inizio da me.

Mi alzo dalla mia sedia di spettatore, vado sul palcoscenico e inizio a recitare il mio nuovo ruolo.

C’è un nuovo attore nella vostra città?

C’è un nuovo attore nel vostro quartiere?

C’è un nuovo attore nella vostra casa?

Sono io.

Mi vedi?


Tanja

3 Responses to Il flusso libero Tra le Vite

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luca

gennaio 29th, 2017 at 13:23

Capire da soli una visione del genere é come disintossicarsi in un mondo di drogati che cominciano a drogarsi con rito di iniziazione generazionale. Tanja Grazie
_/\_

Il mio stesso lasciare messaggi qua per te/tutti, é una forma di parassitismo deviata…Una creazione che ne includeva la presenza inconsapevole. .

Un sistema il nostro,molto coercitivo in cui la società é diretta allo sfibrarti per mantenerlo in QUO. Nasciamo e cresciamo in un continuo mare di messaggio diretti all inconscio dove il ricco,il fortunato,il guru,il migliore DA’.Di conseguenza mentre tutti gli altri ricevono , ognuno deve combattere per prendere l’altrui microfono e poter elargire… Si infiltra serpeggiante così il meccanismo del: Se non vuoi combattere/creare allora stai al tuo posto e succhia!

Questa vecchia sequenza concatenante però perde la sua presa in questa nuova energia e grazie il tuo punto di vista,sta venendo smascherata e riconosciuta! Ovviamente può continuare ad essere portata comunque avanti, ma solamente in maniera consapevole da adesso in poi…

Sotto questa nostra nuova attenzione, la nostra energia é più evidente e quindi non può auto parassitarsi neanche,se non sotto il nostro amorevole sguardo d’ora in poi e torna così,lentamente, a fluire….

Dal nostro oblio quindi , risaliamo sempre immersi nell amore di Dio ovviamente e più siamo specializzati a parassitare e più variegatamente riprenderemo a fluire e cominceremo a creare nei modi più disparati.

Tanja…Con infinita gratitudine ed amore , Grazie di cuore!

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Delia

gennaio 29th, 2017 at 15:55

Posso cominciare nel guardarmi e riconoscermi e abbracciarti con grande gratitudine per il tuo lucido , semplice e potente dono di verità…Grazie Tanja

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Renzo

gennaio 29th, 2017 at 17:21

Cara Tanja,
sono un grande parassita che sta succhiando molto dai Tuoi scritti; per prenderne esempio, per offrirlo ad altri nel mio blog, ma sempre in Cuore offro ai miei parassitati ogni possibile Benedizione.
Grazie per la possibilità di succhiare, ma accetta prego anche la mia offerta amorevole di ogni Benedizione per quanto fai e per Te stessa.
Un abbraccione.
Renzo