COME HO SBLOCCATO IL MIO CHAKRA DEL CUORE? COME HO RI-PROGRAMMATO IL MIO SUBCONSCIO?

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Chiara  condivide con noi la sua esperienza per

I CUORI CONDIVISI

 

 

COL CHAKRA DEL CUORE CHIUSO – AMORE =SOFFERENZA

Da che io abbia memoria, ogni meditazione sul chakra del cuore l’ho passata lacrimando. Non piangendo, ma lacrimando. Le lacrime continuavano imperterrite a scorrere senza sosta e senza che alcun pensiero specifico passasse perla mia mente, fino a che non si passava ad un altro chakra. E allora smettevo immediatamente di lacrimare. Nessuno di quelli che hanno guidato queste esperienze mi ha mai parlato o fatto nulla in proposito. Suppongo per loro la “soluzione” fosse lasciarmi li a lacrimare per sempre nell’attesa di un miracolo.

In un laboratorio sul respiro del cuore è venuto fuori che la mia parte superiore del corpo era totalmente bloccata al respiro: il mio torace non si espandeva quando inspiravo, e non si muoveva quando espiravo, cosa che mi hanno detto di solito succede a chi ha avuto un lutto di recente. Io non avevo avuto lutti di recente. L’esercizio col respiro ha ‘sbloccato’ momentaneamente la situazione, con ripercussioni liberatorie che si sono manifestate alche i giorni dopo. Ma non ha risolto il problema.

Finalmente un giorno riesco a dare un nome a quello che mi succede, ed una origine: scopro che NEL MIO SUBCONSCIO HO MEMORIZZATO AMORE=SOFFERENZA (tramite il test Kinesiologico applicato ai chakra e che mi hanno presentato come “La medicina della nuova era”).

La qual cosa ha fatto si che il mio subconscio, che tanto mi ama e cerca di proteggermi, per non farmi soffrire mi impediva l’amore e mi impediva di godere della vita. Il che non vuol dire che io non facessi cose piacevoli, ma semplicemente non potevo goderne veramente. Il che non vuol dire nemmeno che io non avessi relazioni sentimentali, ma ero attratta da uomini che non mi avrebbe reso felice, poichè incapaci di amare. Mi attraevano quelli che io ora chiamo i vampiri energetici: di base si nutrono della tua energia, pensano solo a se stessi, non sono interessati al tuo bene ma solo al fatto che tu gli stia vicino. Possono giocare il ruolo della vittima (e io di solito sceglievo questi) o il ruolo del carnefice, ma la dinamica è sempre quella.

E se per caso mi capitava di incontrare una persona con la quale avrei potuto instaurare una relazione sana, io passavo tutto il tempo a cercargli i difetti e a convincermi che non avrebbe funzionato.

Il mio subconscio mi teneva lontano da ogni relazione che implicasse Amore, perchè credeva in questo modo di tenermi lontana dalla sofferenza.

COME RIPROGRAMMARE IL SUBCONSCIO?

Quindi, ora che ho scoperto che ho messo AMORE=SOFFERENZA nel mio subconscio, e che questo mi crea molti problemi, cosa faccio per risolvere la cosa? Non avevo alcun riferimento da seguire..

Innanzitutto ho cercato di informarmi su cosa fosse il subconscio, ed ho scoperto che è una parte di noi che ci vuole molto bene, si occupa di noi, e fa di tutto per renderci felici. L’unico problema è che il subconscio non ha spirito critico, prende per vero qualunque cosa gli si dica, e comincia a formarsi quando siamo molto molto piccoli. Quindi viene di base settato dall’ambiente nel quale cresciamo, credendo a tutto quello che vede/sente/gli viene detto, e prendendolo per vero.

Un’altra cosa molto interessante che ho scoperto è che la maggior parte di qualunque cosa facciamo o decisione prendiamo viene principalmente pilotata dal subconscio. E tutto questo senza che noi ne siamo coscienti.

Di base, mi sono sentita ‘occupata’ da questa entità che prende decisioni al posto mio senza che io necessariamente ne condivida i punti di vista, e ho iniziato a cercare di riprogrammarlo incominciando col togliere l’equazione Amore=Sofferenza, sostituendola,

Il mio primo tentativo è stato quello di scrivere dappertutto (su fogli, bottiglie d’acqua, mani, muro) Amore=Bello / Amore=Si / Amore=Armonia etc…

Dopo qualche giorno ho sentito che questa cosa non andava bene, che non volevo ‘ipnotizzarmi’ con uno slogan al contrario, ma che dovevo andare a fondo nella questione se volevo trovarne il nocciolo e liberarlo.

Ero veramente sicura che Amore non fosse uguale a sofferenza? Quindi ho iniziato a pensare alle situazioni e agli episodi che hanno portato il mio subconscio a credere che amore fosse uguale a sofferenza.

Ovviamente la famiglia nella quale sono cresciuta è stato il primo pensiero. Lì mi è stato dato il primo insegnamento sull’ “amore” e lì avevo effettivamente appreso che “amare” ed essere “amati” equivaleva a soffrire. Questo scoglio non è stato difficile da superare concettualmente, visto che oramai da tempo avevo già capito che quello che mi veniva propinato come “amore”, aveva più a che fare con nevrosi e/o problemi personali dei singoli elementi della famiglia, che con l’amore in se’. In altre parole: la sofferenza non era causa dall’amore, ma proprio dalla inconsapevole mancanza di esso

Poi sono andata ad analizzare le questioni amorose.

Più o meno nel 2007 io ho avuto una depressione dopo la fine di una relazione nemmeno molto lunga (7-8 mesi) e tantomeno intensa, ma che si è chiusa in un modo per me molto violento, che mi ha rivoltato dal di dentro come mai prima portandomi ad avere quella io la chiamo “la mia santa depressione” (perchè è stata una esperienza sicuramente dura, ma che sono estremamente felice sia arrivata, visto che mi ha riportato sui binari della mia vita, quando la mia vita stava invece per seguire binari di altri). Una incredibile esperienza di pulizia interna: “È stato come tornare nella tua città dopo che è stata pesantemente bombardata… solo macerie intorno, tutto è distrutto. E tra quel marasma di distruzione, tu torni indietro a salvare solo quelle cose che per te hanno veramente un valore. E scopri che sono poche. e scopri che sono piccole, e scopri che sono preziosissime” così usavo descrivere la mia esperienza.

Comunque, dicevo, mi sono messa a ripensare a questa relazione ed alla fine di essa. A quanto lui fosse stato stronzo senza alcuna ragione. Disumano senza che io gli avessi fatto nulla. E mentre ci ripensavo, cominciavo a lacrimare.

Lacrimavo senza sosta. E pensavo che forse è vero che Amore è uguale a sofferenza, ma non ne ero sicura, sapevo solo che continuavo a lacrimare e che stavo male.

Non sapendo cosa fare, ho iniziato a scrivere una email alla persona che mi aveva detto che avevo messo Amore=sofferenza nel mio subconscio, per spiegargli la situazione passata col mio ex, e vedere il suo punto di vista a tale riguardo.

Mentre scrivevo e piangevo, a un certo punto ho visto in modo chiaro la dinamica, e ho capito che l’amore non aveva nulla a che fare con questa storia: io stavo infatti lasciando questa relazione 2-3 settimane prima di quando in realtà la storia sia finita. Io stavo lasciando quell’uomo perchè semplicemente non eravamo compatibili: io ho uno spirito decisamente libero e lui era estremamente insicuro (quindi geloso) e con un modo di definire i ruoli prettamente maschilista (era anche falso, ma questo ancora non l’avevo scoperto). Ricordo perfettamente il momento nel quale stavamo parlando e io con serenità gli stavo spiegando perchè la nostra relazione non poteva continuare.

Ma, improvvisamente, durante il mio discorso mi sono come fisicamente paralizzata, ho iniziato a sudare freddo, a sentire un cortocircuito mentale che mi faceva pensare a tutte le cose che “avrei voluto” costruire con lui, tra le quali bimbi – famiglia etc. Ho iniziato a visualizzare tutte le ‘proiezioni” che mi ero fatta, e ho improvvisamente pensato: “No, questa cosa deve funzionare. Queste cose si devono realizzare”.

Ho quindi fatto una grande marcia indietro, dicendo che forse le cose non erano così gravi e che se volevamo lavorarci sopra avremmo potuto risolvere tutto. Ovviamente ciò non era possibile e quindi , dopo che oramai io avevo tirato fuori le principali problematiche, la storia è giunta alla sua fine..

Due sono state le cose che mi hanno fatto più soffrire e che mi hanno portato alla depressione : il fatto che i mie ‘sogni’/proiezioni venissero infranti (non più prospettive per il futuro etc) e, sopratutto, il fatto che lui durante la nostra separazione si sia comportato in modo disumano nei miei confronti, nonostante io a lui non avessi fatto nulla di male. (Ho scoperto dopo che era lui in realtà che aveva la coscienza sporca -almeno secondo quello che lui definiva come ‘morale’ o ‘immorale’- poichè, mentre stava con me, stava già cercando la sua prossima vittima).

Rivedendo queste cose tutte assieme, ho quindi capito da sola che anche in questo caso non era stato l’amore a farmi soffrire, ma le mie proiezioni e l’atteggiamento di questa persona che non aveva comunque nulla a che fare con l’amore..

L’amore per me stessa mi stava facendo terminare questa relazione che mi opprimeva, ma io mi sono rifiutata di ascoltarlo e ho preferito seguire una proiezione mentale di un desiderio che in realtà non era nemmeno il mio.

Andare a vivere con quest’uomo che si ingelosiva se mettevo una canottiera, con la sua idea della donna come essere inferiore e un po’ stupido, che vuole scegliere la sua compagna in funzione di come lui pensa che lei si comporterà come levatrice di bambini, che preferirebbe una compagna bruttina perchè così almeno nessuno ci prova, che non può andare da sola a Barcellona perchè se no “Chissà cosa può succedere la notte”… questa non è certo una cosa che consiglierei a qualcuno, e men che meno a me stessa.

Ma la proiezione aveva avuto la meglio. Non l’amore. L’amore aveva avuto la peggio.

E quindi qui ho capito. Ho capito che anche qui non era stato l’Amore a crearmi sofferenza, ma erano state le proiezioni mentali a farlo. E ho capito che l’Amore non era uguale a sofferenza, ma AMORE=ARMONIA.

E appena capito questo, ho finalmente smesso di lacrimare, non ho mai nemmeno inviato quella email.

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L’INCONSCIO TIENE DURO

Ma non tutto è stato una questione di logica e ragionamento.. l’inconscio non si lascia ri-settare così facilmente: è stoico, tiene duro nelle sue convinzioni, e attacca per difendersi.

Nelle 3-4 settimane nelle quali ho fatto il lavoro sull’inconscio che ho appena descritto, ho subito continui attacchi di ondate emotive o ricordi pesantissimi, che cercavano di riportarmi sui miei passi.

Tutte le cose peggiori che ho subito da parte di altri esseri umani sono venute fuori, una dopo l’altra, a cercare di accecarmi la mente prendendomi con le emozioni.

In particolare, il primo aprile 2014, ero sotto la doccia e dovevo uscire per fare delle riprese alla manifestazione del primo aprile. Sotto la doccia mi viene in mente la peggiore cattiveria subita nella mia vita, inferta per di più da qualcuno che teoricamente avrebbe dovuto amarmi.

Inizio a piangere. Anzi, lacrimare. Finisco la doccia, lacrimo ancora… mi asciugo i capelli, continuo a lacrimare. Cerco di vestirmi, ma non la smetto. Sanya, una amica che viveva con me in quel periodo, mi vede e mi chiede cosa succede. io inizio a spiegarle che non so cosa succede, non riesco a smetterla di lacrimare, che la cosa mi ricorda il periodo della mia depressione, quando lacrimavo di continuo…. E qui ho fatto l’associazione. Lacrimavo uguale. E lacrimavo uguale anche nelle meditazioni sul chakra del cuore.

Avevo capito: era il mio subconscio che mi stava tirando uno scherzo.

Ed ecco la conferma: non appena esprimo questo pensiero, smetto immediatamente di lacrimare. Allora inizio a dire “t’ho beccato subconscio! non mi freghi! ho vinto! vaffanculo! etc etc” E me ne esco felice a fare le riprese.

Ma durante la giornata ci ripenso, e penso al mio povero subconscio che ce la sta mettendo tutta per fare quello che lui crede sia il mio bene, e che non è giusto che io lo insulti per questo. Per di più, non voglio avere il mio subconscio come nemico, ma come alleato.

E allora cambio tattica e frequenza. E invece di insultare l’inconscio, gli parlo dolce. A voce alta parlo al mio inconscio umiliato da me poche ore prima e gli dico “Scusa se ti ho maltrattato. Io so che tu fai di tutto per me, e ti ringrazio. Fai un ottimo lavoro. Io ti voglio bene. Noi ti vogliamo bene (e qui non so perchè ho iniziato ad usare il plurale … forse perchè di una pluralità di elementi mi sento composta)… perchè non vieni dalla nostra parte? Almeno provaci per un pochino, non sei obbligato a rimanerci…. Amore=Aromia…. Prova per una settimana a stare con noi, poi se non ti piace te ne vai.… cosa ci perdi?.. vedrai che ti piacerà… Se non ti piace te ne vai… sei libero..”

E questa credo sia stato un passaggio abbastanza fondamentale, perchè sono riuscita a convincere il subconscio a venire dalla nostra parte e molte cose della mia vita sono iniziate veramente a cambiare.

NON MOLLARE NEMMENO TU

Dunque, AMORE=ARMONIA è l’equazione che conservo e cerco di alimentare. Perchè ho scoperto che non basta riprogrammare il subconscio una volta ed aspettarsi che questo settaggio proceda in automatico; vi è una certa tendenza del subconscio a tornare al suo settaggio originale, se non lo tieni d’occhio e soprattutto se ti trovi in certe situazioni.

L’ho scoperto perchè mi è capitato di dove passare un periodo estremamente lungo e difficile in stretto contatto proprio con le persone che avevano insegnato al mio subconscio che Amore era sofferenza; e dopo mesi di questa frequentazione alla fine mi si era ri-bloccato il chakra del cuore, senza che nemmeno io me ne accorgessi. Ma questo è successo anche perchè nello stesso periodo io mi stavo occupando di molte questioni pratiche/burocratiche, che hanno tenuto la mia mente e il mio tempo lontani dall’ascolto di me stessa. Cosa che vivamente vorrei evitare di rifare nel futuro per svariati motivi facilmente comprensibili.

Tra i quali il fatto che ho quindi dovuto ricominciare il processo di ri-settaggio del subconscio coi relativi colpi bassi che il subconscio prova a tirare per fare resistenza. Per fortuna ho notato che tutto il processo risulta essere molto più facile e veloce, dopo che l’hai fatto la prima volta.

AIUTI ESTERNI

Proprio mentre stavo lavorando sul subconscio la prima volta, ho iniziato “Casualmente” a fare Ashtanga Vinyasa Yoga che, guarda caso, lavora proprio sulla respirazione e in particolare con me ha lavorato molto sulla respirazione toracica che io avevo bloccato, e mi ha aiutato tantissimo a riequilibrare mente/cuore/respiro.

Grazie Chiara !

I CUORI CONDIVISI ,

Informazioni su Tanja

Io sono.... Chi sono io? La domanda eterna di ogni persona da sempre. Questo blog è il risultato, lo specchio, il modo, e la strada che sto precorrendo nella mia personale ricerca di risposte a questa domanda In questo blog troverete tutto quello cosa ho scoperto fino adesso e cosa ancora sto scoprendo. Io credo che questa ricerca non finirà mai. Credo che siamo esseri multidimensionali creati da perfezione d’amore incondizionato e universale e come tali anche noi siamo perfetti esseri d’amore con i poteri divini di creazione. Siamo esseri divini che possiedono stesse caratteristiche della nostra fonte. Noi siamo l’amore, la sapienza, la giustizia e la potenza. Una volta ho scritto: Fu una volta un popolo divino........ che dimenticò di esserlo.. dimenticò realtà parallele frequenze divine connessione divina libera connesione divina. Un giorno pieno di luce hanno cominciato...... In che modo continua la favola e in che modo finirà dipende da tutti noi. Adesso dobbiamo solo ricordarci di essere Dei. Per questa ragione ho battezzato il mio blog con questo nome. Mi sento come una Dea che stava dormendo per tanto tempo ed adesso si sta risvegliando. Forse sono ancora un po’ assonnacchiata ma i miei sensi si stano risvegliando sempre di più per poter vedere differenza tra il vecchio mondo e il nuovo mondo che sta nascendo. Quel nuovo mondo, quella nuova realtà è creata nella condivisione. Non poteva essere diversamente perché siamo tutti collegati. Tutti noi siamo un unico organismo vivente che solo collaborando può vivere e crescere. Sono certa che tutti noi, i Dei risvegliati, stiamo creando qualcosa che ancora non esisteva nel multiverso. Sono certa che siamo capaci di farlo unendoci. Questo blog è un mio contributo al condivisione in creazione. Che l’amore ci guida. Tanja

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