Il dispositivo che legge la mente e trascrive i pensieri

😀 Come fuori così dentro!

Quello che cosa succede al esterno è solo riflesso di quello che cosa succede dentro di noi! 😀

Fattevi la vostra oppinione.

Tanja

 

Quando Stephen Hawking parla, un laser puntato sulla sua faccia legge i movimenti dei pochi muscoli di cui ha ancora controllo, mentre un computer mostra a ciclo le lettere dell’alfabeto, e in questo modo determina ciò che lo scienziato sta cercando di dire. È un processo atrocemente lento, e possono volerci molti minuti perché riesca a dire qualcosa. Se invece un computer leggesse semplicemente la sua mente?

Alcuni scienziati ad Albany, nello stato di New York, hanno appena dimostrato per la prima volta che è possibile trasformare i pensieri di una persona in una frase leggibile usando quello che loro chiamano un’interfaccia “cervello-testo.”

Per essere chiari, siamo ancora ai primordi della lettura del pensiero, se è questo il nome che volete dare alla cosa. Lo studio fatto ad Albany, condotto dai ricercatori del National Center fot Adaptive Neurotechnologies e dalla State University of New York ad Albany, ha avuto luogo in un ambiente estremamente controllato e ha dovuto impiegare un paio di trucchi per andare a buon fine.

Immagine: Frontiers in Neuroscience

Iniziamo dalla buona notizia: i computer dei ricercatori sono stati in grado di decifrare il “discorso silenzioso”—i pensieri muti—di sette pazienti, e di tradurne il risultato in un testo.

Uno dei motivi per cui—per ora—non potete andare a comprare un dispositivo cervello-testo e collegarlo a internet, è che il cranio dei pazienti dell’esperimento era aperto a metà e gli elettrodi erano attaccati direttamente al cervello. Inoltre, i pazienti avevano il comando di leggere a voce alta alcuni testi (il Discorso di Gettysburg, il discorso inaugurale di JFK, una fan fiction sulla serie Streghe, e una storia per bambini) per avere una linea guida di come si comportavano i cervelli mentre i loro proprietari parlavano. Infine, il “dizionario” del riconoscimento delle onde cerebrali era limitato—non selezionava le parole da tutta la lingua inglese.

Ciò nonostante, Peter Brunner e i suoi colleghi sono riusciti in qualcosa di incredibile, e lo scienziato dice che i cervelli connessi a internet potrebbero essere davvero realtà, un giorno. Per ora, le onde cerebrali sono lette regolarmente dalle macchine, ma interpretarne i significati è ancora difficile.

“È come essere su un elicottero sopra una folla di persone festanti. Se sei vicino, le puoi sentire esultare, ma non puoi sentire quello che dice la singola persona. Se metti un microfono a una o due di loro, sei in grado di sentirle, ma non puoi più sentire il quadro generale,” mi ha detto Brunner. “Se metti degli elettrodi su una superficie del cervello—che è come dare i microfoni a un gruppo di persone festanti—puoi capire perché stanno festeggiando.”

Ovviamente, non è facile trovare persone felici di farsi aprire il cranio per provare un dispositivo che legge la mente. A quanto pare però questa tecnologia ha già un uso clinico. Nei casi di epilessia grave si mettono fogli di elettrodi sui cervelli delle persone per stabilire quale parte va in sovraccarico durante un attacco, così da poter portare avanti le cure. Queste persone indossano gli elettrodi restando in ospedale, in attesa che si manifesti una crisi.

Nel frattempo, non c’è ragione per non condurre altri esperimenti (previo consenso). Brunner ha detto che il suo gruppo ha lavorato a cavallo di questi altri trattamenti.

“Ci chiedevamo se si potessero dedurre i discorsi di una persona sulla base dei segnali inviati sulla superficie del suo cervello—a prescindere che questi segnali siano inviati mentre la persona parla o pensa,” ha detto Brunner, che ha pubblicato la sua ricerca su Frontiers in Neuroscience. “Sembra che sia possibile farlo a un livello per cui non si tratta solo di un caso.”

Brunner dice che la ricerca è stata limitata dal tempo con i pazienti e anche dalla loro condizione: ogni paziente aveva gli elettrodi piazzati su regioni diverse del cervello, a seconda della parte che si ipotizzava alla base degli attacchi. Avendo più tempo per “mettere alla prova” l’interfaccia e con un posizionamento più preciso degli elettrodi (crede che la circonvoluzione temporale superiore, nel lobo temporale del cervello, sarebbe il punto ideale), le interfacce cervello-testo potrebbero operare molto meglio. Spera anche di realizzare interfacce che non abbiano bisogno di essere infilate direttamente nel cervello.

“Potrebbe essere importante per chi soffre di ALS—i muscoli non funzionano, ma la malattia non ha effetti sul cervello,” ha detto. “Si potrebbe regolare l’interfaccia su una persona prima che questa sia completamente immobilizzata.”

Il dispositivo di Brunner non è stato connesso a internet, ma ha detto che non vede ragioni per cui non potrebbe esserlo, cosa che consentirebbe una comunicazione in tempo reale tra cervelli connessi. Forse quella famosa rete di cervelli non è così lontana.

SCIENZA ,

Informazioni su Tanja

Io sono.... Chi sono io? La domanda eterna di ogni persona da sempre. Questo blog è il risultato, lo specchio, il modo, e la strada che sto precorrendo nella mia personale ricerca di risposte a questa domanda In questo blog troverete tutto quello cosa ho scoperto fino adesso e cosa ancora sto scoprendo. Io credo che questa ricerca non finirà mai. Credo che siamo esseri multidimensionali creati da perfezione d’amore incondizionato e universale e come tali anche noi siamo perfetti esseri d’amore con i poteri divini di creazione. Siamo esseri divini che possiedono stesse caratteristiche della nostra fonte. Noi siamo l’amore, la sapienza, la giustizia e la potenza. Una volta ho scritto: Fu una volta un popolo divino........ che dimenticò di esserlo.. dimenticò realtà parallele frequenze divine connessione divina libera connesione divina. Un giorno pieno di luce hanno cominciato...... In che modo continua la favola e in che modo finirà dipende da tutti noi. Adesso dobbiamo solo ricordarci di essere Dei. Per questa ragione ho battezzato il mio blog con questo nome. Mi sento come una Dea che stava dormendo per tanto tempo ed adesso si sta risvegliando. Forse sono ancora un po’ assonnacchiata ma i miei sensi si stano risvegliando sempre di più per poter vedere differenza tra il vecchio mondo e il nuovo mondo che sta nascendo. Quel nuovo mondo, quella nuova realtà è creata nella condivisione. Non poteva essere diversamente perché siamo tutti collegati. Tutti noi siamo un unico organismo vivente che solo collaborando può vivere e crescere. Sono certa che tutti noi, i Dei risvegliati, stiamo creando qualcosa che ancora non esisteva nel multiverso. Sono certa che siamo capaci di farlo unendoci. Questo blog è un mio contributo al condivisione in creazione. Che l’amore ci guida. Tanja

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