Il gioco di luci ed ombre che apre il vaso di Pandora

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Anche quel 7 giugno 2015 mi sono svegliata con quella meravigliosa sensazione di innamoramento.

Sapevo che amo e che sono immensamente amata. Quando dico che sapevo infatti voglio dire che lo sentivo così forte, cosi quasi fisico, che è diventato una certezza, un sapere mentale. Quel amore che senti ti da la forza incredibile. Ti fa sentire invincibile, onnipotente.

Quel amore sentito ti fa agire in modo irrazionale, devi esprimerlo, devi esternarlo perché se non lo fai ti sembra che esploderai in mille pezzi, quanto è forte la sua pressione da dentro.

Volavo, portata da questa nuvola rosa, dicendo a voce: “Ti amo! Ti amo così tanto! Non so chi sei, ma so che ti amo immensamente!”

“Dovevo” dirlo a voce nonostante nessuno era presente vicino a me. Lo dicevo con la certezza che qualcuno mi sente.

Nuotavo in quel mare di beatitudine, felice di vivere, di essere.

E proprio in quel momento è arrivata quella immagine. Ero completamente impreparata. E’ arrivata con esplosione di dolore di un pugno improvviso nello stomaco. Dolore era talmente forte, fisico, che ho smesso di respirare, mi sembrava di svenire. Non ero più la donna adulta e realizzata, mi sono trasformata in una bambina che piangeva, piangeva e non riusciva a fermare le lacrime. E non c’era nessuno per consolarla. Era sola lì, trasformata in un centro di dolore perso nello spazio e tempo. Non c’era nulla. Solo quel dolore che le faceva strappare il cuore dal peto e stringerlo con la sua mano senza pietà fino che l’ultima goccia di sangue non è sparita.

Quelle dichiarazioni d’amore si sono trasformate in urla di dolore e disperazione. E quando dolore è raggiunto il suo punto di insopportabilità si è trasformato in rabbia. Ho ritornato lo sguardo su quella immagine ed le ho detto tutto quello che per tutta la mia vita era soffocato nel mio profondo.

Lui era lì davanti a me, sorridente, regalandomi quelli fiori con lo sguardo pieno d’amore e di riconoscenza nei miei confronti. L’uomo che presentava un concentrato di tutto il male e ogni tipo di dolore che dovevo sentire da quando sono incarnata qui.

Davanti a me stava immagine di mio Padre. L’uomo che doveva proteggermi, che doveva curarsi di me, che doveva consolarmi e invece era proprio lui la persona da quale io dovevo proteggermi, di salvaguardarmi e di consolarmi da sola. Era lui che mi faceva sentirmi sola al mondo, lasciata al mare in tempesta senza un salvagente e ogni volta quando riuscivo a tenere per un po la testa fuori d’acqua era lì di spingermi sotto quelle onde.

Tanti anni fa, quando ha lasciato questa terra, io piangevo.

Piangevo di rabbia.

“Come ti sei permesso a morire senza chiedermi scusa a tutto male che mi hai fatto?

Come ti sei permesso a morire senza dirmi una volta che ho fatto qualcosa di bene?

Come ti sei permesso?”- gli dicevo.

Ero donna adulta ma ancora ero una bambina che aspettava approvazione del suo padre per sentirsi davvero realizzata.

Con sua morte quella possibilità è sparita.

Quella rabbia che sentivo era espressione di più profonda disperazione provocata con la consapevolezza che approvazione non arriverà mai più.

“Lasciate ogni speranza voi che entrate qui”- scrive sulla porta del inferno.

Sua morte mi ha messo davanti a quella porta.

Sono passati tanti anni da quel momento. Pensavo che tutto quel dolore è passato. Pensavo che sono riuscita a perdonarli e liberarmi di sua ombra. Sapevo che devo farlo se voglio essere libera.

Razionalmente mi dicevo che grazie a suo comportamento sono diventata questo che sono adesso, che grazie a lui sono diventata così forte e indipendente, che grazie a lui sono in grado vivere le mie verità libera dalla paura che cosa penseranno gli altri di me. Tutto quello era vero. La mia mente ha perdonato.

Ma il mio cuore… dove era il mio cuore?

Era ancora nelle sue mani, schiacciato, senza vita, senza un goccio di sangue. Il mio cuore per lui era morto.

E adesso, in quella immagine, lui mi offriva quelli fiori.

E io vedevo il mio cuore.

Potevo riprendermelo e fare con lui quello che volevo.

Fissavo quella immagine, la rabbia e dolore hanno iniziato a diminuire, le lacrime non scorrevano più, il respiro si è calmato e i muscoli del mio corpo si sono rilassati.

Guardavo mio padre sorridente con il riconoscimento nei suoi occhi e compassione profonda riempiva ogni cellula del mio corpo.

Anche lui era qui.

Anche lui sentiva amore che voleva gridare per non esplodere.

Ma io era quella che gli ho detto che non lo deve fare.

Oh quanto è doloroso quando non puoi gridare proprio amore.

Volevo consolarlo.

Volevo esprimere la mia gratitudine.

Volevo allevare tutto il dolore che ha provato perchè ha scelto di essere mio padre ed aiutarmi in questo viaggio.

Ero qui, fissavo questa immagine e quegli occhi sorridenti, sentendo che lui era sempre dentro di me e lo è ancora.

E’ dentro i miei geni.

Quel mio cuore non mi è mai stato portato via.

Era qui, aspettava che me lo riprendo.

E mio cuore ha iniziato a battere di nuovo.

Quella porta del inferno hanno iniziato a sbiadire, sparendo insieme con il dolore, aprendo un vortice tra gli occhi di mio padre e i miei occhi unendoli in una cosa sola.

Di nuovo sentivo quel abbraccio di amore.
Sentivo caldo abbraccio di mio padre che mi diceva tutto quello che tutta la vita desideravo a sentire.
Non ero più sola in balia del mare in tempesta da sola.
Lui era qui dentro di me.
Era da sempre ma io non lo vedevo.

Lui era me ed io ero lui.
Adesso anche il mio cuore lo sa con la certezza.
No io non gli ho perdonato.
Non ho neanche perdonato a me stessa.
Non c’era nulla da perdonare.
Tutto era solo un gioco e lo abbiamo giocato maestosamente mio padre e me, insieme.

E quella immagine?, forse vi chiedete curiosi di vederla.
E’ solo un gioco di luci ed ombre che dovevo vedere.

E’ solo front immagine di un video, apparso sulla mia home di facebook, condiviso da uno di miei contatti.

Finalmente mi sono distaccata da quella illusione di immagine di mio padre lasciando che scorre il video.

Quel uomo non gli somiglia neanche. Quelli fiori avevano un altro scopo. Quel video non centrava nulla con me.

Ma il gioco di luci e ombre ha aperto il vaso di pandora che era seppellito dentro di me, lasciando che tutto il “male” si dissolve in nulla.

Sento il mio padre che ride orgoglioso di me.

Sono adulta finalmente.

Guardate lo voi da soli.

Vedete anche voi tutto il suo amore per me in quel viso?

tata

 

 

Tanja

 

IO SONO....... , , , ,

Informazioni su Tanja

Io sono.... Chi sono io? La domanda eterna di ogni persona da sempre. Questo blog è il risultato, lo specchio, il modo, e la strada che sto precorrendo nella mia personale ricerca di risposte a questa domanda In questo blog troverete tutto quello cosa ho scoperto fino adesso e cosa ancora sto scoprendo. Io credo che questa ricerca non finirà mai. Credo che siamo esseri multidimensionali creati da perfezione d’amore incondizionato e universale e come tali anche noi siamo perfetti esseri d’amore con i poteri divini di creazione. Siamo esseri divini che possiedono stesse caratteristiche della nostra fonte. Noi siamo l’amore, la sapienza, la giustizia e la potenza. Una volta ho scritto: Fu una volta un popolo divino........ che dimenticò di esserlo.. dimenticò realtà parallele frequenze divine connessione divina libera connesione divina. Un giorno pieno di luce hanno cominciato...... In che modo continua la favola e in che modo finirà dipende da tutti noi. Adesso dobbiamo solo ricordarci di essere Dei. Per questa ragione ho battezzato il mio blog con questo nome. Mi sento come una Dea che stava dormendo per tanto tempo ed adesso si sta risvegliando. Forse sono ancora un po’ assonnacchiata ma i miei sensi si stano risvegliando sempre di più per poter vedere differenza tra il vecchio mondo e il nuovo mondo che sta nascendo. Quel nuovo mondo, quella nuova realtà è creata nella condivisione. Non poteva essere diversamente perché siamo tutti collegati. Tutti noi siamo un unico organismo vivente che solo collaborando può vivere e crescere. Sono certa che tutti noi, i Dei risvegliati, stiamo creando qualcosa che ancora non esisteva nel multiverso. Sono certa che siamo capaci di farlo unendoci. Questo blog è un mio contributo al condivisione in creazione. Che l’amore ci guida. Tanja

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3 commenti su “Il gioco di luci ed ombre che apre il vaso di Pandora

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