Vita tra 2 eclissi

16

 

L’avete sentito?

L’avete sperimentato?

Vi sentivate confusi ma in stesso momento avete avuto impressione che tutto è incredibilmente chiaro e semplice?

Mi succede spesso, che dopo ogni intenso aggiornamento “informatico”, condividere il proprio vissuto diventa impegnativo.

La chiarezza interiore è cristallina, ma provando ad esprimerla con le parole limitate del vocabolario vecchio sta togliendo questa limpidità e tutto diventa sfocato ed povero.

E questo aggiornamento tra 2 Eclissi Totali (una del Sole del 20 marzo e una di Luna che succederà 4 aprile) è stato più potente che ho vissuto in tutti questi anni.

Devo ammettere che mi sentivo frustrata con questa mia incapacità di esprimere quello che cosa esplodeva in modo meraviglioso dentro di me.

Ho iniziato a scrivere ed condividere le mie esperienze e il mio cambiamento anni fa, al improvviso, sentendo parole che come una fiume in piena scorrevano fuori di me sgretolando la diga fatta di mia opinione che non sono capace di farlo.

E adesso in stesso modo improvviso quel dubbio è ritornato.

9

Mio amore per le parole è stato messo in dubbio.

E’ messa in dubbio anche la missione ( compito ), che credevo di avere.

Dovevo sparire.

Dovevo morire.

Dovevo diventare nulla ed ricominciare tutto da capo… di nuovo.

Ho sperimentato mia morte più potentemente che mai prima perchè questa volta tutto era accompagnato con la consapevolezza di che cosa mi sta succedendo.

Ero osservatore cosciente della propria morte.

Stavo morendo e in stesso momento mi sentivo più viva che mai.

Era un gioco interessante che dentro di me, dentro di cellule del mio corpo ha integrato consapevolezza e coscienza primordiale del significato della frase “La morte non esiste, esiste solo la trasformazione”.

1

Ero bruco che stava morendo ed ero la farfalla che stava nascendo ed ero in stesso momento qualcuno che stava osservando tutto questo processo.

Ho sperimentato la mia multiesistenza, mia multidimensionalità in un modo nuovo.

Ero davvero Dea che si è moltiplicata ed osservava la trasformazione di quelle forme moltiplicate.

Ero Dea che partecipava al esperienza di trasformazione, sentendo tutti i dolori, tutte le paure e tutti i dubbi che sperimentavano mie moltiplicazioni.

Ho sperimentato quello che sente la fonte primaria.

Ho compreso la logica di creazione.

Ed io ero moltiplicazione di questa fonte primaria.

Oh si, lo so, che queste parole suonano confuse, ma dovevo scriverle perchè ho promesso a me stessa di notare ogni momento importante per me ed condividerlo con altri.

Secondo aspetto di questo aggiornamento era manifestato con il cambiamento di mia vita fisica.

Cavalcare un onda energetica significa seguire le sincronicità è seguirle con la fiducia.

15

Cavalcando l’onda energetica di eclissi solare ed il 7°quadrato tra urano e plutone le sincronicità mi hanno portato verso il cambiamento drastico nella mia vita privata, legata anche a un spostamento fisico in un altro ambiente in cui ho iniziato ad interagire con le persone nuove e a me sconosciute fino a quel momento.

Ho cambiato le mie abitudini e ritmi di vita vissuti fino a quel momento.

Mi sono trovata in una realtà completamente diversa in senso letterale di queste parole.

Con ogni cambiamento della realtà è umanamente normale a chiedersi se quel cambiamento è verso il meglio o verso il peggio.

Prima di fare quel cambiamento della mia vita questa domanda mi sono fatta anch’io ma come le sincronicità erano molteplici ed insistenti ho deciso ad seguire i segni stradali che mi mandava mia anima lasciando che quella domanda (basata sulla paura di terza dimensione) si scioglie nel nulla.

Con questa scelta automaticamente è arrivata la comprensione profonda della risposta alla domanda: “Ma che cosa sto creando?”, che nasce dentro di me ogni quel volta quando il flusso della vita mi porta verso qualcosa che non aspettavo ed non ero pronta ad esso.

La risposta in forma verbale mi è arrivata attraverso questo testo nel sito di http://www.ottavaora.it/

13

 

Definirsi uomo implica conoscenza, coscienza e consapevolezza in chi si è.

Questi aspetti non stanno sullo stesso piano. Sono qualità da cogliere che consentono in automatico di ascendere ad una condizione che ne avvalla lo stato se ne accerta la stabilità.

L’uomo infatti, vivo sulla Terra, lo è contemporaneamente nell’eterico e nell’animico.

Il piano fisico implica la conoscenza, l’eterico la coscienza e l’animico la consapevolezza. Connessi tra di loro questi piani danno la possibilità dello apprendimento della capacità nella pro-creazione.

Pro-creazione che è anche trasmissione perché il nuovo che arriva ha in sé ciò che ne ha permesso lo stato, cosa questa che avviene sia a livello fisico, sia a livello eterico, così come a livello animico.

Avere coscienza di pro-creare fisicamente è conseguenza della conoscenza che ha permesso di determinare tale possibile capacità.

Saper pro-creare a livello eterico implica invece attributi diversi; si deve essere nella condizione di chi, cercando la causa, trova che in sé risiede uno scopo superiore rispetto a quello legato alla sola fisicità e, divenutone consapevole, può decidere di rinascere in se stesso tramite l’apporto di un piano, l’eterico, che appoggia questo genere di sintesi in quanto acquisisce facoltà di presenziare a livello fisico mentre prima gli era possibile solo a livello mentale.

La formazione di una coscienza capace di addentrarsi nei rivoli della mente senza restarne condizionata è requisito essenziale per procedere verso una più profonda e matura conoscenza di sé; di chi si è anche in conseguenza e funzione dell’aspetto animico che pervade l’uomo dandogli giusti stimoli per vagliare la consapevolezza come virtù necessaria per essere in linea con un piano dove la datività non lascia posto alcuno a chi intende esprimere se stesso (anziché ciò che l’intero piano vuole realizzare) come conseguenza del suo modo di concepire la vita.

In funzione di ciò che si concepisce si trasmette e si pro-crea. E allargando i confini avviene che fisico, eterico ed animico sviluppano contemporaneamente la vita in funzione delle loro capacità.

Ecco che allora il fisico pro-crea tramite l’unione, l’eterico lo fa inseminando la coscienza, e l’animico per fusione diretta determinando consapevolezza funzionale all’esigenza. Nel senso che la consapevolezza a livello fisico produce determinati automatismi e a livello eterico la capacità di determinare scelte sempre più indirizzate verso un processo realizzativo mirante alla identificazione col proprio vero essere immortale.

Pro-creare può sembrare un semplice aspetto fisico tutt’al più legato a qualcosa che trascende ed affonda le sue radici nell’eterico, oppure la sintesi di un processo che tende a dare consapevolezza ad ogni cosa attraverso l’identificazione in ciò che la cosa rappresenta a livello animico e quindi senza l’interfaccia/filtro dell’eterico dove la sperimentazione assume i connotati che vuole senza dover passare dal fisico pena l’impossibilità della realizzazione.

Il piano eterico, piano della coscienza fisica, svolge un lavoro molto importante e da un contributo significativo alla realizzazione di progetti e di vita sulla Terra stessa perché, fonte da cui poter prendere, si offre a chi anche involontariamente ne fa richiesta.

Ben per questo l’unione che si genera tra chi si offre (o offre emozioni) e chi accetta non è paritetica; chi accetta subisce una intrusione (anche se spesso per fini validi e costruttivi) da parte di chi, nello eterico, sta praticando del sesso mentale inseminando la corteccia di chi, perché attratto o perché semplicemente affine, si presta facendo da ovulo contenitore.

L’obiettivo del sesso mentale non è esclusiva fisica, è molto più vasto perché riguarda ogni cosa che, cercando di capire, si apre e prende ciò di cui ha apparente necessità.

La mente, più che un contenitore, è una calamita percettiva del piano eterico, cosa questa che innesta un rapporto immediato tra eterico e chi ascolta perché inizia a definire la coscienza proprio in chi attraverso la conoscenza (che si offre) capisce di essere in grado di poter pensare.

Da qui l’identificazione della coscienza nell’essere fisico è passo molto breve, ma così facendo si perde l’opportunità di aprirsi verso l’animico tralasciando la  coscienza perché infusi di consapevolezza. Consapevolezza che è sintesi di realtà essenziale senza alternative proprio perché espressione diretta di processi generali che coinvolgono a livelli molto più profondi rispetto anche le più profonde relatività.

Poter pro-creare in maniera nuova e diretta realizzando consapevolezza è possibile alla sola condizione di bypassare l’eterico (Terra per la mente); anche inglobandolo in sé, se (l’eterico) si allinea con ciò che proprio la consapevolezza intende realizzare.

Quando la materia ascende a piani più sottili dell’essere senza che il sottile si intrometta a condizionare ecco che, cessata la dualità (evidenza questa partorita dal fisico e dall’eterico), si accede all’unità; attraverso la fusione (sesso animico).

L’energia sessuale è sotto il controllo animico. L’uomo ne usa ed abusa a livello fisico e mentale, ma oltre non va. Non può perché l’unica strada percorribile per andare oltre riporta il potere della procreazione all’anima, se l’uomo vi si sa identificare.”

Allora CHE COSA STO PRO-(CO)-CREANDO?

Si può PRO-(CO)-CREARE solo quello che cosa si concepisce.

E (ripetiamolo) allargando i confini avviene che fisico, eterico ed animico sviluppano contemporaneamente la vita in funzione delle loro capacità.

Ecco che allora il fisico pro-crea tramite l’unione, l’eterico lo fa inseminando la coscienza, e l’animico per fusione diretta determinando consapevolezza funzionale all’esigenza. Nel senso che la consapevolezza a livello fisico produce determinati automatismi e a livello eterico la capacità di determinare scelte sempre più indirizzate verso un processo realizzativo mirante alla identificazione col proprio vero essere immortale.”

Il mio sé fisico,forse, mentalmente non riesce ad concepire, capire la momentanea creazione, ma consapevolezza che il processo si sta svolgendo in linea con gli altri strati multidimensionali del sé, permette di seguire con la fiducia ed senza resistenza questa pro-co-creazione, liberandosi di ogni aspettativa ed paura del futuro, permettendo di vivere serenamente ogni cosa del momento di ADESSO e QUI.

Questa pro-co-creazione è strettamente legata alla nostra energia sessuale. Questo è un aspetto che richiede un elaborazione dettagliata che farò in un articolo separato nei tempi brevi.

Un prossimo aspetto esploso durante questo potente portale “informatico” portato con energie di 2 eclissi riguarda i RICORDI.

10

Remember! Remember!

Ricorda! Ricorda! 

http://youtu.be/mpi0qsp3v_w 


Avete guardato film “Mr Nobody”?

http://risvegliodiunadea.altervista.org/?p=3322

C’è quel medico dal futuro che vuole aiutare a Nemo Nobody di ricordarsi chi è.

E proprio queste parole ci spingevano, per tutta la nostra vita.

Magari, questo è solo mia esperienza, ma come lego in giro, credo che questa esperienza è largamente condivisa.

Quella sensazione interiore, che sai qualcosa di importante e che sei vicino a ricordarti che cosa è, ti spinge di cercare e non sai che cosa stai cercando.

Ricorda! Ricorda! – rimbalza nella testa e tante volte quella voce ti fa diventare frustrato perché ogni volta quando pensi che ti sei ricordato e ti senti sollevato, dopo un po la voce ritorna.

Ricorda! Ricorda!

E tutto ricomincia da capo.

Eh si, nelle mie 54 anni, tante volte, volevo azzittire quella voce, che disturbava il mio “vivere normale”.

Ma lei ,sotto voce, continuava a ripetere- Ricorda! Ricorda!

Fino al arresa assoluta.

Ho smesso di lottare con quella voce e senza più pensare ed indovinare di che cosa dovevo ricordare, seguivo le trace che la voce stava mettendo davanti a me.

Seguivo quelle briciole, come Hansel e Gretel, attraverso quella foresta oscura, chiamata vita.

Ogni briciola trovata portava al altra.

2

E dopo trovata la casa fatta di dolci quando credevo che mi sono ricordata, finalmente, vedevo altre briciole che mi portavano ancora avanti, non permettendomi ad fermarmi.

I dolci erano il premio per la strada fatta ma non erano la metta.

Ricorda! Ricorda!

Continuava.

Adesso, dopo tutti questi anni, io so, che queste case fatte di dolci, erano i portali che si aprivano gradualmente dentro il mio DNA. Erano fasi di attivazione, di sblocco. I portali si aprivano uno dopo l’altro allargando tutti i miei sensi e allargando la mia mente.

Il ricordo diventava sempre più chiaro, sempre più completo.
Ricorda chi sei!

Ricorda perchè sei qui!

Quando sai che cosa stai cercando, la ricerca diventa più facile.

Sono arrivata?

O questo è solo, ancora una, casa dei dolci su mia strada?

Non lo so. Non lo posso dire con certezza.

Ma questa casa appena trovata è diversa dalle altre.

E’ molto più grande.

E’ molto più completa.

Ci sono tantissime camere in quella casa ed in ogni di esse vive una versione di me.

Ed IO so che tutte quelle me unite,sono IO.

Si credo che mi sono ricordata chi sono.

Guardando tutte “loro- me”, tutte le esperienze che facevano, credo che mi sono ricordata, anche, perchè sono qui.

Credo.

Ma sto vigile ancora, perche, forse, c’è qualche briciola che non ho notato.

Condivido con voi questa storia, consapevole che è solo mia e che voi avete le vostre storie.

Ma forse per qualcuno essa si trasformerà in una briciola da seguire nel vostro viaggio.

Spero.

Ricordati chi sei!
IO SONO TUTTO E TUTTI!
E tutte quelle vite, tutte quelle esperienze, mi portavano a ricordarmi di questo fatto.

Osservando ogni di questa mia identità parallela scoperta, sommando, unendo, ho trovato la risposta a – Ricordati perchè sei qui!

Mi risuonano le parole di Eckhart Tolle per descrivere quella scoperta.

“La tua vita ha uno scopo interiore e uno scopo esterno. Scopo interiore riguarda l’Essere ed è primario. Preoccupazione riguardo del eseguire lo scopo esteriore è secondario. Il vostro scopo interiore è quello di risvegliarvi.  È così semplice. Tale scopo si condivide con ogni altra persona sul pianeta – perché è lo scopo dell’umanità. Il vostro scopo interiore è una parte essenziale dello scopo del tutto, dell’universo e della sua intelligenza emergente. Il vostro scopo esteriore può cambiare nel tempo. Esso varia notevolmente da persona a persona. Trovare e vivere in allineamento con lo scopo interiore è il fondamento per soddisfare il vostro scopo esteriore. È la base per il vero successo. Senza quell’allineamento, è ancora possibile ottenere certe cose attraverso lo sforzo, attraverso la lotta, attraverso la determinazione, o duro lavoro o di astuzia. Ma non c’è gioia in tale successo e finisce sempre in una qualche forma di sofferenza. ”

Lo scopo del ESSERE è allineato con la sorgente, con la fonte di tutta la creazione, con il piano Divino. Solo allineandosi con tale scopo il nostro FARE esteriore porta la pace interiore.

Si, non è più nessun segreto.

La maggioranza di quelli che si sono risvegliati nel momento di adesso sono consapevoli di questo scopo.
Come sempre, quel scopo è diverso per ognuno di noi.

Ed io posso parlare solo di MIO SCOPO.

MI SONO INCARNATA (manifestata nella materia) PER TRASFORMARE MIO CORPO IN MODO DI POTER PORTARE IL MIO ESSERE DI UNA DIMENSIONE PIU’ ALTA DELLA COSCIENZA.
DEVO CREARE UN VEICOLO CORPOREO CAPACE DI CONTENERE LA COSCIENZA DI FREQUENZE VIBRATORIE PIU’ ALTE POSSIBILE.

DEVO PERMETTERE CHE DIO (DEI) SCENDONO SULLA TERRA NELLA FORMA FISICA.

QUESTO E’ IL SENSO DELLE PAROLE “IL REGNO DIVINO SULLA TERRA”.

QUESTA E’ LA MIA PRIORITA ASSOLUTA- PRO-(CO)-CREAZIONE DI UNA NUOVA TERRA, CON LA NUOVA UMANITA’ DIVINA.

4

Raggiungere l’illuminazione essendo in corpo fisico del “vecchio uomo” è possibile. Questo ci hanno dimostrato esempi di tantissimi antichi maestri. Ma tutti quelli antichi maestri dovevano abbandonare questo corpo fisico (dovevano morire) raggiungendo lo stato di illuminazione.

OSHO ha scritto a riguardo – COME SOPRAVVIVERE ALL’ILLUMINAZIONE http://www.oshoba.it/index.php?id=articoli_view_x&xna=52

Negli anni sessanta e settanta i neurologi hanno mostrato un grande interesse verso un’area del midollo allungato chiamata “formazione reticolare” che opererebbe una selezione dei dati comunicati al cervello durante il sonno. Per esempio, una madre riesce a dormire con rumori di ogni genere, ma si sveglia all’istante se suo figlio piange. Sembra dunque che durante il sonno dentro di noi ci sia un elemento che rimane sveglio. L’osservazione distaccata, come quella di un testimone, ha qualche relazione con questo fenomeno? Questo “testimone” è correlato a una parte del cervello?
Il testimone, l’osservatore, non fa parte del cervello, ma lo utilizza come meccanismo. Una parte del cervello rimane sveglia ed è come se il testimone guardasse attraverso una finestra. Non è la finestra a essere sveglia, ma il testimone, che si trova dietro la finestra, la mantiene aperta. Anche di notte, una parte della mente rimane aperta e può essere usata dal testimone. Se la mente fosse completamente chiusa, il testimone non potrebbe guardare all’esterno. Potrebbe essere consapevole della propria realtà interna, ma non della realtà esterna. Il cervello è il meccanismo che permette al testimone di diventare consapevole della realtà esterna.
Tuttavia, il cervello in sé non possiede questa capacità e il testimone, dal canto suo, ha una realtà completamente indipendente: non fa parte del cervello, è il padrone, laddove il cervello è soltanto un servitore.
Chi ha meditato sufficientemente a lungo, pian piano diventa consapevole anche nel sonno. Il corpo dorme, ma al di sotto del corpo addormentato c’è una presenza conscia. Ciò può anche disturbare il sonno, se la consapevolezza è eccessiva, il sonno diventa difficile, quasi impossibile. Affinché il sonno sia possibile, la consapevolezza deve essere molto piccola, una finestrella che bada al mondo esterno durante il sonno. È un guardiano, pronto a svegliarti se accade qualcosa, un’emergenza. Dopo aver raggiunto il livello supremo della meditazione e della consapevolezza, il sonno diventa uno strato così sottile che si trasforma soltanto in riposo, non è più un sonno vero e proprio. Ed è sufficiente.
Ci sono anche altri elementi che vengono disturbati all’interno del meccanismo del corpo e del cervello, perché l’illuminazione non è un intrinseco processo del corpo. In altre parole illuminarsi non è necessario come essere prima giovani e poi diventare vecchi, questi sono processi intrinsechi. L’illuminazione va guadagnata, esiste come opportunità, come potenziale, ma raggiungerla è possibile tanto quanto non riuscirci. Dato che non si tratta di un processo intrinseco, il corpo e il cervello non hanno modo di adattarsi al fenomeno.
E per secoli questo ha causato costanti preoccupazioni. Ramakrishna è morto di cancro alla gola, Ramana Maharshi è morto di cancro. Krishnamurti ha sofferto per quasi quarant’anni di fortissime emicranie. Buddha era spesso malato, tanto che uno dei suoi discepoli, l’imperatore Prasenjita, gli offrì il suo medico personale. Il medico del re seguì Gautama il Buddha per tutta la vita, con un grande carro carico di medicinali di tutti i tipi e libri di medicina, in particolare quelli che potevano servire a Buddha. Mahavira soffriva continuamente di disturbi allo stomaco e alla fine morì a causa di questi problemi.
Tante volte è stata sollevata la questione: visto che queste persone erano illuminate, i loro corpi avrebbero dovuto essere più sani. Sembra logico, ma l’esistenza non segue la logica. A livello esistenziale, essere illuminati va al di là delle capacità del corpo e del cervello. Stai introducendo nel corpo e nel cervello qualcosa per cui non sono stati destinati, per cui non sono pronti. Questo nuovo fenomeno è così potente che crea disturbi di ogni genere. In particolare, il sonno viene disturbato. Ciò accade molto spesso, perché l’illuminazione porta una consapevolezza così grande che è impossibile esaurirla durante il giorno, anzi è impossibile esaurirla qualsiasi cosa si faccia.
La persona comune ha difficoltà a rimanere sveglia, perché il sonno è molto potente e la forza che esercita cancella ogni sforzo per rimanere sveglia: prova per qualche istante e poi se ne dimentica, perché viene sopraffatta dal sonno. Proprio l’opposto accade con l’illuminazione: la consapevolezza è così grande che è impossibile che il sonno penetri nel corpo. Al massimo il corpo può rilassarsi, anzi può rilassarsi e riposarsi molto più di prima, ma il sonno scompare.
Si dice che Buddha non cambiasse mai posizione durante il sonno, rimanendo nella stessa postura per tutta la notte. Il suo discepolo, Ananda, era perplesso. Si svegliava tante volte a controllare, non riuscendo a capire come ci riuscisse. Non è possibile mantenere la stessa posizione nel sonno. La gente non riesce a mantenere una posizione neppure quando è sveglia, è così irrequieta che deve girarsi di qua e di là. E nel sonno sei persino incosciente!
Infine un giorno Ananda chiese: “Come fai a mantenere la stessa posizione per tutta la notte?”.
Buddha rispose: “Un giorno, quando ti illuminerai, capirai. Ti posso rispondere, ma per te sarà difficile comprendere. Il mio è soltanto riposo, non sonno. Dal giorno in cui mi sono illuminato, il sonno è scomparso”.
In persone diverse, cose diverse possono essere disturbate, per altre ragioni, ma l’idea che l’illuminazione porti a una salute migliore è assolutamente sbagliata. Porterà un’integrità della consapevolezza, un fatto straordinariamente gratificante, ma proprio come l’uccellino deve un giorno ab¬bandonare l’uovo che è stato la sua protezione, la sua vita, senza la quale non sarebbe sopravvissuto… ma l’uccellino non si guarda indietro, apre le ali e scopre che il cielo gli appartiene. Il corpo è come un uovo, al cui interno è possibile sviluppare il potenziale supremo dell’illuminazione; se questo non avviene, continuerai ad avere altri corpi, ma quando accade, il corpo diventa inutile.
Gran parte delle persone che si illu¬minano muoiono all’istante. Semplicemente, non riescono più a respirare, non hanno motivo di respirare! L’esperienza è così grande che il cuore si ferma. Non hanno mai visto nulla di simile, è una situazione assolutamente sconosciuta che, letteralmente, ti
to¬glie il respiro.
Pochissime persone sopravvivono al¬l’illuminazione e la ragione è strana… chi è stato avventuroso, chi si è divertito a rischiare, chi ha vissuto come un equilibrista, camminando sul filo del rasoio, potrebbe anche sopravvivere. Ci sarà ugualmente uno shock, ma queste persone sono già abituate a shock di minore entità. Non avevano mai provato uno shock così grande, ma gli shock precedenti li hanno preparati ad accettare persino questo immenso fenomeno. Continueranno a respirare, il cuore batterà ancora, ma anche loro soffriranno in molti modi, perché è accaduto qualcosa che il corpo non può comprendere. Il corpo ha una propria saggezza, un certo tipo di comprensione. Funziona bene all’interno dei suoi limiti, ma l’illuminazione va ben al di là di questi limiti, è troppo distante. Estende le capacità del corpo oltre i suoi limiti, quindi qualsiasi parte del corpo che sia debole cederà. E questo è l’ultimo corpo, quindi non è più necessario, ha esaurito la propria funzione, ha compiuto il miracolo. Se pensi alle proporzioni: su dieci persone illuminate, nove muoiono immediatamente e su dieci che sopravvivono, nove rimangono in silenzio, perdono il controllo del cervello.
Di questi fatti non si è mai parlato. Molte cose non sono mai state dette, perché nessuno ha mai chiesto, nessuno se ne è mai preoccupato. Esistono migliaia di cose di cui tenere conto, ma nessuno ne ha mai parlato. Per esempio, perché nove persone su dieci muoiono immediatamente? Nessun libro sacro al mondo ne parla. La questione non viene neppure posta o menzionata ed è un fatto accaduto per secoli. Forse temono che se si sapesse…
Le persone già non sono interessate all’illuminazione, ma se dici loro che questa sarà la ricompensa – ti illumini e ti salta il fusibile – questo potrebbe scoraggiare anche quei pochi che desiderano provare. Diranno: “Ma che sciocchezze sono queste? Fai degli sforzi enormi per illuminarti e che cosa ottieni in cambio? Che sei finito! Non riuscirai neppure a vederti illuminato. Che senso ha? È uno strano scherzo!”.
Forse è per questo che non se n’è mai parlato. Nessuna sacra scrittura rivela che l’illuminazione disturba il corpo e il cervello, ma io voglio dire tutto esattamente com’è, perché penso che chi non è interessato non sarà interessato comunque e chi è interessato non si lascerà fermare dalla verità. Anzi, è bene conoscerla in anticipo.
Sicuramente, l’illuminazione disturba molto la salute psicosomatica, perché è qualcosa per cui il corpo non è preparato. La natura non ha creato nulla nel corpo che gli permetta di assorbire l’illuminazione. Di colpo, ti crolla addosso una montagna, naturalmente, rimarrai schiacciato.
Perché nove persone su dieci rimangono in silenzio? Al massimo si afferma che: “La verità non può essere detta”. È vero, ma c’è un fatto molto più importante che non è stato menzionato. Su dieci persone, nove si ritrovano con il cervello “disturbato”: non sono più in grado di usare il meccanismo del cervello per parlare, quindi sentono che è meglio rimanere in silenzio.
Possono vedere perfettamente che il meccanismo del cervello non è più in condizione di funzionare. È naturale, perché il cervello è un fenomeno molto raffinato. Ci sono quasi sette milioni di piccoli nervi nel cranio di una persona a formare il cervello. Sono così piccoli e delicati che qualsiasi piccolo shock può turbarli, distruggerli, e l’illuminazione è uno shock tremendo, fulminante. Attraversa il cervello, disturbando molte cellule, molti nervi.
Soltanto una persona su dieci riesce a preservare il cervello ed è la persona che ha usato moltissimo il cervello, che per l’uso continuo è diventato sempre più forte. Se non si fosse illuminata, sarebbe diventata un grande filosofo, un grande logico, un grande matematico o un grande fisico. Aveva una “macchina” molto solida e avreb¬be potuto diventare un Bertrand Russell o un Albert Einstein… oppure un Gautama Buddha.
Generalmente, però, le persone non usano molto il cervello, per i lavori comuni non è necessario. Ti basta il cinque per cento delle tue capacità, l’uomo comune usa il cinque per cento del cervello. Quelli che vengono definiti grandi geni ne usano soltanto il quindici per cento. Ma se una persona ha usato almeno un terzo delle proprie capacità, cioè il trentatré per cento, allora avrà forza sufficiente per sopravvivere all’illuminazione. In questo caso, il cervello non sopravvive soltanto, ma è anche in grado di funzionare.
Dei dieci il cui cervello sopravvive, nove non diventano maestri. Soltanto uno di loro diventa un maestro. I nove possono al massimo essere insegnanti, possono parlare della loro esperienza, possono citare le scritture ed essere famosi insegnanti. La gente li considererà dei maestri e avranno molti seguaci, ma non sono maestri, perché non possiedono la qualità di un maestro.
Il maestro non è soltanto un insegnante ma anche un magnete. Insegnare è una cosa, ma chi insegna con una forza magnetica tale da trasformare chi ascolta… quello è un maestro. L’insegnante può offrirti parole, ma non può darti la vita. L’insegnante può darti spiegazioni, ma non l’esperienza. L’insegnante può entrare in contatto con la mente, ma non raggiungere il cuore.
Perché accade soltanto a una persona su dieci? Se quella persona era già un insegnante prima dell’illuminazione, se la sua intelligenza è così vasta che è in grado di capire ciò che è successo agli altri anche se non ne ha fatto personalmente l’esperienza, che non ha bisogno di commettere errori per imparare: può vedere altri commettere errori e questo le basta per imparare.
Se è stata capace di esprimersi addirittura dalla nascita, se ha goduto del suono stesso delle parole, della loro musica e poesia, se non si è mai trovata in difficoltà a esprimersi e la sua espressione è stata convincente… non che i suoi argomenti fossero migliori dei tuoi, ma il modo in cui si esprimeva, la poesia della sua espressione, la musica della sua espressione erano convincenti, anche se non aveva fatto l’esperienza in prima persona.
Se questo tipo di persona si illumina, conserva la capacità di esprimersi molto bene. L’illuminazione aggiungerà qualcosa a questa capacità, la doterà di autorità e di magnetismo. La renderà una presenza percepibile, una presenza che può sopraffarti e grazie alla quale puoi facilmente sprofondare nell’amore e nella fiducia.
Gli insegnanti che diventano tali soltanto dopo l’illuminazione rimangono dei dilettanti. Ma chi era già un insegnante viene immensamente ar¬ricchito dall’illuminazione e diventa un maestro.
Si dice che Sariputta, uno dei principali discepoli di Gautama Buddha e uno dei pochi che si illuminò mentre era in vita, si fosse recato da Gautama il Buddha per discutere con lui. Era un insegnante molto noto e molti lo ritenevano un maestro. Si recò da Buddha con cinquemila discepoli per discutere dei principi fondamentali.
Buddha lo ricevette con grande amore e disse ai propri discepoli e a quelli di Sariputta: “Ecco, arriva un grande insegnante e spero che un giorno diventi un maestro”. Tutti rimasero perplessi di fronte a queste parole, anche lo stesso Sariputta.
Questi chiese: “Che cosa vuoi dire?”.
Gautama il Buddha rispose: “Discuti bene, ti esprimi molto bene, sei un intellettuale influente. Hai tutte le qualità di un insegnante di genio. Hai come discepoli cinquemila persone molto intelligenti, ma non sei ancora un maestro. Se lo fossi, sarei venuto io da te, non tu da me. Sei un grande filosofo, ma non sai nulla. E io mi fido della tua intelligenza e del fatto che non mentirai e affermerai davanti a tutte queste persone che sei un pensatore, ma non hai ancora fatto alcuna esperienza d’illuminazione. Ma se af¬fermi di aver fatto l’esperienza, sono pronto a discutere con te. Ricorda però che mentire non ti servirà. Verrai scoperto immediatamente, perché l’esperienza comprende tante cose che non si trovano nelle scritture. Quindi, è meglio per te essere chiaro. Sono pronto a discutere con te se affermi di aver sperimentato la verità. Se riconosci di non averla sperimentata, sono pronto ad accettarti come discepolo. Ti farò diventare un maestro, te lo prometto, perché ne hai le potenzialità. Puoi scegliere di mentire e discutere con me oppure di essere sincero, diventare un discepolo e imparare con me, sperimentare con me. Un giorno, quando sarai un maestro, se vorrai discutere con me, ne sarò lietissimo”.
Per un istante, ci fu un grande silenzio, ma Sariputta era davvero un uomo di verità. Disse: “Buddha ha ragione. Non avevo pensato che mi avrebbe chiesto della mia esperienza. Ho affrontato dibattiti in tutto il paese, sconfiggendo molti cosiddetti grandi insegnanti e facendoli diventare miei discepoli”.
La regola in India era quella, si discuteva e chi veniva sconfitto diventava un discepolo.
Quindi continuò: “Molti di questi discepoli erano a loro volta insegnanti, ma nessuno mi ha mai chiesto della mia esperienza. Non ho mai sperimentato in prima persona, quindi non posso discuterne adesso. Ora, tocco i piedi di Gautama Buddha e aspetterò il momento in cui avrò sperimentato e sarò io stesso un maestro”.
Dopo tre anni passati con Buddha, si illuminò. Era sicuramente ricco di potenzialità, si trovava proprio sulla soglia. Il giorno in cui si illuminò, Buddha lo chiamò e gli chiese: “Adesso, vuoi discutere?”.
Sariputta toccò di nuovo i piedi di Gautama Buddha e disse: “L’altra volta ti ho toccato i piedi perché non avevo esperienza. Questa volta ti tocco i piedi perché ho quell’esperienza, ma la questione di discutere non si pone. Allora era impossibile discutere e anche adesso è impossibile. Non c’è nulla da discutere. Io so, tu sai, e questo sapere è lo stesso. Inoltre, sono un tuo discepolo, posso diventare un maestro per altri, ma con te rimarrò sempre un discepolo. Hai trasformato la mia vita, altrimenti sarei morto continuando a discutere senza necessità, sprecando il mio tempo e quello degli altri”.
Le persone che rimangono in silenzio sono state profondamente danneggiate. Per loro, non c’è altro modo se non rimanere in silenzio, perché il meccanismo si è rotto. Hanno avuto l’esperienza, ma non possedevano il veicolo adatto.
Quindi si tratta di un fenomeno molto raro: prima di tutto raggiungere l’illuminazione, poi sopravvivere a questa, infine salvare il cervello in modo da diventare un maestro. Tutto questo di¬pende dal fatto di aver utilizzato il cervello prima dell’illuminazione al¬me¬no fino a un terzo del suo potenziale. Meno di così non sarà sufficiente.
Per questo continuo a insistere: non credere.
Dubita, pensa, indaga.
Affina l’intelligenza, almeno a un terzo del suo potenziale. Nel frattempo medita, in modo che il giorno in cui ti illuminerai potrai dire qualcosa al mondo. Sarà un tuo dovere.
L’esistenza attende milioni di anni che qualcuno si illumini e quando accade l’esistenza vuole che condivida, dif-fonda il messaggio a chi è profondamente addormentato, a qualunque costo. Non tutti si sveglieranno, ma qualcuno potrebbe udire la chiamata. Anche se si tratta soltanto di po¬chi, è una ricompensa sufficiente.

Tratto da: Osho, The Path of the Mystic #23 e da OSHOTIMES N 23

Si, dobbiamo ricordarci di nostre esistenze parallele, dei nostri aspetti multidimensionali, di nostre esperienze multidimensionali, MA NON BASTA SOLO QUESTO.

536182_371352049571529_190048441035225_1123722_279474360_n

 

Dobbiamo trasmutare anche il nostro corpo fisico attraverso il risveglio (attivazione) del nostro DNA che trasmuterà le nostre cellule corporee che iniziano ad funzionare in un nuovo modo.

Questo richiede la nostra attiva e consapevole partecipazione in questo enorme, infinito gioco cosmico di pro-(co)-creazione.

Tutti questi eventi astronomici sono creati da variante di noi stessi che esistono nelle dimensioni di alta frequenza di vibrazione.

6

Gli abbiamo creati per aiutare a sé stessi in questa dimensione per poter trasmutare e in quel modo portare al successo questo enorme esperimento creativo che succede per prima volta nel multiverso.

14

Io so che non sono sola che sta partecipando in realizzazione di questo progetto.

Diverse fonti multidimensionali ci dicono che nel momento presente TUTTI che vivono sulla Terra sono le moltiplicazioni delle anime antiche che hanno passato tantissime esperienze (vite) sulla Terra.

TUTTI noi siamo maestri eccellenti nel proprio campo di pro-(co)-creazione.

TUTTI noi siamo pre-scelti.

TUTTI noi abbiamo ricevuto la chiamata per inizio di attivazione.

L’hai sentito?

RICORDATI!

RICORDATI!

8

IO SONO......., SPIRITUALITA' , , , ,

Informazioni su Tanja

Io sono.... Chi sono io? La domanda eterna di ogni persona da sempre. Questo blog è il risultato, lo specchio, il modo, e la strada che sto precorrendo nella mia personale ricerca di risposte a questa domanda In questo blog troverete tutto quello cosa ho scoperto fino adesso e cosa ancora sto scoprendo. Io credo che questa ricerca non finirà mai. Credo che siamo esseri multidimensionali creati da perfezione d’amore incondizionato e universale e come tali anche noi siamo perfetti esseri d’amore con i poteri divini di creazione. Siamo esseri divini che possiedono stesse caratteristiche della nostra fonte. Noi siamo l’amore, la sapienza, la giustizia e la potenza. Una volta ho scritto: Fu una volta un popolo divino........ che dimenticò di esserlo.. dimenticò realtà parallele frequenze divine connessione divina libera connesione divina. Un giorno pieno di luce hanno cominciato...... In che modo continua la favola e in che modo finirà dipende da tutti noi. Adesso dobbiamo solo ricordarci di essere Dei. Per questa ragione ho battezzato il mio blog con questo nome. Mi sento come una Dea che stava dormendo per tanto tempo ed adesso si sta risvegliando. Forse sono ancora un po’ assonnacchiata ma i miei sensi si stano risvegliando sempre di più per poter vedere differenza tra il vecchio mondo e il nuovo mondo che sta nascendo. Quel nuovo mondo, quella nuova realtà è creata nella condivisione. Non poteva essere diversamente perché siamo tutti collegati. Tutti noi siamo un unico organismo vivente che solo collaborando può vivere e crescere. Sono certa che tutti noi, i Dei risvegliati, stiamo creando qualcosa che ancora non esisteva nel multiverso. Sono certa che siamo capaci di farlo unendoci. Questo blog è un mio contributo al condivisione in creazione. Che l’amore ci guida. Tanja

Precedente Jennifer Lopez con la sua canzone "Senti la luce" e Rihana con la " Verso il Sole" ci portano "A Casa" Successivo Eclissi totale di Luna Rossa - IL PARTO STA INIZIANDO! LA FENICE E PRONTA A VOLARE!

Un commento su “Vita tra 2 eclissi

  1. renzo il said:

    Bellissimo articolo.
    Credo che solo una grande compassione verso altri, possa far mantenere il corpo visibile onde poter condividere l’illuminazione.
    Se non vi fosse al mondo nessuno illuminato, quanto durerebbe una situazione di conoscenza teorica prima che si degradi?
    La filosofia senza un supporto religioso diventa speculazione mentale; la religione senza un supporto filosofico diventa infantile sentimentalismo; entrambe unite diventa scienza di vita.
    Questo è naturalmente il mio punto di vista.
    Un caro saluto.
    Renzo

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.