JUPITER (GIOVE) – Il DESTINO DELL’ (tuo) UNIVERSO

 

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In astrologia Jupiter (Giove), solitamente, è visto come un portatore di fortuna e di abbondanza materiale. Ma a dir vero lui ,Dio sopra i tutti i Dei, padrone di tutti i pianeti, è solo solo un amplificatore di quello che tocca.

Ciò che Giove sta toccando non è tanto la nostra esistenza ma piuttosto la nostra coscienza – siamo noi. Lui porta la possibilità di amplificazione in senso evolutivo (quindi un espansione di coscienza, e non inflaziamento dell’esistenza) è un occasione che possiamo sempre cogliere.

Che cosa sta toccando il Giove durante questa settimana quando si sentono in modo così potente influenze di Luna Piena in Leone?

 LEGGI QUI 

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Adesso in gioco entrano sincronicità molto interessanti.

Proprio nel giorno di Luna Piena il Giove si trovava in stessa casa con la Luna (in Leone).

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Come se durante quel incontro si decideva il destino di ognuno di noi.

Giove, come un Babbo Natale, ha ricevuto le letterine dei desideri di tutti noi, dalla mano di Luna Piena, per poterci accontentare.

Quello che cosa siamo stati in quel momento al livello di coscienza questo sarà amplificato ancora di più nel prossimo periodo fino al 15-17 marzo quando si svolgerà ultimo, in ciclo, di 7 quadrati tra Urano e Plutone, per sbocciare con Equinozio di primavera del 20 marzo 2015 alle 23:45.

E’ un caso che manifestazione al luce de sole succederà sotto influenze energetiche proprio di questi numeri?
Energie del giorno sono quelle derivanti dal numero 13.

A parte dell’energia del numero 14 (5), l’ora del Equinozio è espressa con i numeri in ordine crescente cominciando dal numero 2 (dualità) finendo con il numero 5 (cambiamento).

In totale, sommando tutti i numeri, otteniamo 27 (9)

Scriverò di questo aspetto molto più profondamente in futuro ma per adesso lascio a voi che la intuizione vi guida per vedere che cosa sboccerà per voi personalmente nella vostra realtà.

Potete aiutarvi con questo articolo SEQUENZE NUMERICHE 

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Infatti, a parte che il Giove domina il cielo di febbraio, dove è perfettamente visibile per tutta la notte, gli fanno compagnia la cometa Lovejoy, ancora alla portata di binocoli e telescopi ed è possibile seguire la sera nel suo passaggio.

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La cometa C/2014 Q2 Lovejoy, che il 30 gennaio ha raggiunto la distanza minima dal Sole, ha raggiunto una luminosità tale da essere ancora visibile, naturalmente nei cieli più bui e con l’aiuto di un binocolo o di un piccolo telescopio. Per chi volesse seguirla lungo il suo cammino, il 2 e 3 febbraio la cometa passerà vicino alla galassia NGC 891 e subito dopo, il 4 e 5 febbraio, sarà accanto ad Almach (Gamma Andromedae).

Il cielo è dominato dalle grandi costellazioni invernali: protagonista indiscussa in direzione meridionale è sempre Orione, con le tre stelle della cintura (Alnitak, Alnilam e Mintaka) ed i luminosi astri Betelgeuse e Rigel.

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Per Giove è il periodo di migliore osservabilità, il 6 febbraio si trova in opposizione al Sole, e rimane quindi osservabile per tutta la notte, ad est nelle prime ore della sera, in culminazione a sud intorno alla mezzanotte, ad occidente nelle ore che precedono l’alba. Dopo il tramonto di Venere, Giove è l’astro più luminoso della volta celeste.

E proprio sera prima del 6 febbraio 2014, oggi il 5 febbraio nelle sale cinema inizia proiezione del tanto aspettato film “Jupiter – Il destino del Universo”

 

 

Si, qualcuno potrebbe dire che tutto questo sono solo coincidenze, ma nel mio mondo coincidenze non esistono.

Per me questo sono i messaggi molto rumorosi per quelli chi sono disposti a vederli.

Giove dentro di noi ci sta dicendo il destino del nostro universo personale.

Per sentirlo ascoltiamo il consiglio dell’Eremita (9° carta dei Tarocchi Maggiori)

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L’Eremita è l’arcano numero nove. Il numero nove annuncia sia una fine che un principio. Dalla perfezione dell’Otto l’unica evoluzione possibile è la crisi e il passaggio verso l’ignoto. Come il bambino, al nono mese di gravidanza, si accinge a nascere, così l’Eremita accetta di abbandonare la perfezione per mettersi in moto senza sapere in quale direzione andare. L’Eremita sembra camminare all’indietro, il suo sguardo è volto in direzione della Giustizia, conclude così il suo rapporto con il passato in maniera attiva e diventa ricettivo verso un futuro ancora ignoto. A differenza del Papa che tendeva a un ideale conosciuto, l’Eremita rappresenta un passo verso l’ignoto. Il Nove è un numero sia attivo (dispari) che ricettivo (divisibile per 3), rappresenta quindi una rottura ma anche una grande saggezza.
Nei tarocchi di Marsiglia l’Eremita è rappresentato da un vecchio avvolto in un mantello che procede solo per la sua strada facendosi luce con una lanterna tenuta alta nella mano destra, mentre con la sinistra si appoggia ad un bastone.
La lanterna può essere considerata simbolo di Conoscenza. La luce della lanterna potrebbe essere una luce interiore, una conoscenza segreta riservata agli iniziati, o al contrario una fonte di saggezza offerta ai discepoli che vanno alla sua ricerca. Così come la carta racchiude l’ambivalenza tra azione e ricezione, questa luce può essere attiva, un richiamo a destare la coscienza dell’altro, oppure ricettiva, l’Eremita va dritto per la sua strada senza chiedere luce a nessun’altro che a se stesso.
Il lungo bastone simboleggia il cammino che si è scelto, il pellegrinaggio. I piedi dell’Eremita sono nascosti, il bastone è dunque l’unico contatto con la terra e sembra captarne l’energia: si ha l’impressione che l’energia terrestre passi per il bastone per arrivare allo spirito dell’uomo.
L’Eremita cammina un po’ curvo, con prudenza e lentamente; dal suo viso traspare una saggezza acquisita negli anni, distaccandosi dal mondo e rinunciando alle vanità mondane; lo dimostra anche il suo abbigliamento, essenziale, ma non povero né lacero. Anzi, si indovina che la stoffa interna del mantello sia più preziosa di quella esterna, manifesta espressione che le ricchezze interiori sono assai più preziose di quelle esteriori. Come La Papessa, l’Eremita è un personaggio tutto coperto di tessuti. Gli strati di vestiti suggeriscono il freddo, l’inverno, caratteristiche saturnine che di solito gli vengono attribuite e rimandano anche a una certa freddezza della saggezza, all’intima solitudine dell’iniziato. Vi si possono anche vedere gli “strati” del vissuto, così come le numerose linee che ombreggiano i suoi abiti possono venire interpretate come il segno della sua grande esperienza. I capelli e la barba azzurri lo rendono simile all’Imperatore, che qui avrebbe perduto o abbandonato il trono, vale a dire l’attaccamento alla materia. La porta della Giustizia è stata superata, ma il trionfatore non è più tale: si è trasformato in un vecchio eremita, l’eterno errante alla ricerca di qualcosa che ci fa venire in mente Diogene. La leggenda narra che Diogene si aggirasse con una lampada in mano e a chi gli chiedeva che cosa cercasse, rispondeva: “cerco l’uomo”. E questa è la cosa che anche il nostro Eremita sembra cercare.
Il bastone testimonia anche le prove superate, ma esse non sono di ordine pratico: sono prove di iniziazione cui si può solo alludere, perché il mistero non va svelato. Infatti, sta a ciascuno di noi trovare il proprio destino. Si noti anche l’ortografia del nome: l’Eremita, scritto spesso con l’ ”H” iniziale (L’Hermite) evoca Hermete Trismegisto, il signore degli iniziati. Inoltre, il Nove è il numero tradizionalmente riservato all’Iniziazione: la porta aperta dall’Otto dà la capacità di pesare il giusto e l’ingiusto, il bene e il male, non in modo arbitrario bensì inserendosi in una visione armonica più alta, in un equilibrio cosmico. Solo dopo aver acquisito questa capacità si diventa capaci di orientarsi da soli. Non si tratta più dell’adesione profonda ma statica espressa dal Papa: là si trattava di un sì o di un no proveniente dal profondo nel momento in cui si scopriva il contatto con l’Altro. Qui invece la legge interiore diventa norma che guida il cammino: l’iniziato è in grado di muoversi da solo, non ha altra guida che se stesso.
Ricordiamo come ogni civiltà, ogni religione abbia avuto i suoi riti di iniziazione: prove difficili, cruente, che mettevano a dura prova tutta l’energia, il coraggio, la pazienza, la perseveranza del neofita. La carta indica, quindi, che lo sforzo per raggiungere una meta deve essere proporzionale all’intensità del desiderio e alla difficoltà dell’ostacolo: niente è impossibile con qualche aiuto se ci si sforza e lo si vuole a sufficienza.
L’Eremita rappresenta, anche, la Prudenza, una delle Virtù tra le più difficili da praticare e tuttavia necessaria. La prudenza deve essere intesa come una vigilanza sempre pronta in grado di cogliere il momento divino nella vita quotidiana.
La carta indica che non bisogna aspettarsi aiuto dall’esterno, ma andare avanti da soli senza cercare consensi; infatti è nella solitudine che Dio si manifesta più frequentemente. L’Eremita, a differenza del Papa, non si rivolge alle folle per divulgare la sua sapienza, ma si lascia avvicinare soltanto da autentici discepoli cui si apre dopo essersi accertato che siano in grado di comprenderlo, perché è alla ricerca del vero uomo. L’isolamento è per lui una condizione necessaria per entrare in sintonia con l’Universo e con i propri simili. In atteggiamento umile, con la schiena curva, l’Eremita non ha intenzione di predicare né quella di mostrare che la sua via è la sola giusta. L’Eremita è la lama del cammino interiore, dell’illuminazione personale.

L’Eremita è il Tempo che lavora a favore dell’uomo e che prima o poi porta quanto si cercava. Questa carta si riferisce a tutto ciò che è destinato a un’evoluzione poco manifesta ma profonda, segreta, come la gestazione invernale del seme nella terra. Rappresenta anche la prudenza, la discrezione, la riservatezza, la pazienza, la costanza, il senso del dovere. È l’arcano della saggezza, della concentrazione, della metodica ricerca della verità. Quando nel gioco esce questa carta, probabilmente la situazione esistenziale del consultante non è entusiasmante: si sente stanco, demotivato, provato dagli ostacoli, ma le forze sono dalla sua parte e lo invitano a resistere e a non abbandonare l’opera iniziata. La figura dell’Eremita diritto è sempre positiva: assicura buoni consigli, parole sagge e sincere, chiarimenti preziosi per il consultante; tutte le iniziative avranno sviluppo lento ma esito positivo, perché la via intrapresa è senz’altro quella giusta.
Dal punto di vista affettivo indica un amore puro, profondo e disinteressato, fondato sulla comunanza spirituale; il rapporto è solido e destinato a durare nel tempo. Può rimandare anche a un periodo temporaneo di solitudine, utile a veder chiaro in se stessi circa le proprie intenzioni e i propri sentimenti verso il partner. Dal punto di vista professionale i risultati non sono immediati ma sono positivi e invitano a perseverare.
L’Eremita raffigura sempre una persona anziana, o almeno spiritualmente matura, in grado di venire in aiuto nei momenti di bisogno. Può trattarsi di un maestro spirituale, per esempio un sacerdote, una guida saggia, un amico fedele, più frequentemente è il padre, il nonno, un parente anziano, un antenato.

 

http://www.astrologiainlinea.it/Astro_Magazine/Articoli/astromagazine_dett_articolo.asp?ID=974

http://www.meteoweb.eu/2015/02/astronomia-il-cielo-del-mese-di-febbraio-2015/384860/

http://www.tarocchi.it/arcani-maggiori/eremita.php

 

 

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Informazioni su Tanja

Io sono.... Chi sono io? La domanda eterna di ogni persona da sempre. Questo blog è il risultato, lo specchio, il modo, e la strada che sto precorrendo nella mia personale ricerca di risposte a questa domanda In questo blog troverete tutto quello cosa ho scoperto fino adesso e cosa ancora sto scoprendo. Io credo che questa ricerca non finirà mai. Credo che siamo esseri multidimensionali creati da perfezione d’amore incondizionato e universale e come tali anche noi siamo perfetti esseri d’amore con i poteri divini di creazione. Siamo esseri divini che possiedono stesse caratteristiche della nostra fonte. Noi siamo l’amore, la sapienza, la giustizia e la potenza. Una volta ho scritto: Fu una volta un popolo divino........ che dimenticò di esserlo.. dimenticò realtà parallele frequenze divine connessione divina libera connesione divina. Un giorno pieno di luce hanno cominciato...... In che modo continua la favola e in che modo finirà dipende da tutti noi. Adesso dobbiamo solo ricordarci di essere Dei. Per questa ragione ho battezzato il mio blog con questo nome. Mi sento come una Dea che stava dormendo per tanto tempo ed adesso si sta risvegliando. Forse sono ancora un po’ assonnacchiata ma i miei sensi si stano risvegliando sempre di più per poter vedere differenza tra il vecchio mondo e il nuovo mondo che sta nascendo. Quel nuovo mondo, quella nuova realtà è creata nella condivisione. Non poteva essere diversamente perché siamo tutti collegati. Tutti noi siamo un unico organismo vivente che solo collaborando può vivere e crescere. Sono certa che tutti noi, i Dei risvegliati, stiamo creando qualcosa che ancora non esisteva nel multiverso. Sono certa che siamo capaci di farlo unendoci. Questo blog è un mio contributo al condivisione in creazione. Che l’amore ci guida. Tanja

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