Disobbedienza salvifica

Cos’hanno in comune Pier Paolo Pasolini e Gesù? Sono stati entrambi dei disobbedienti esemplari, non tanto verso il potere costituito, quanto ai condizionamenti interiori che esso induce e di cui ancora pochi di noi sono consapevoli. La presentazione della via della disobbedienza ai principi interiorizzati del potere potrebbe convincere molti impegnati nella lotta politica esteriore a considerare questo nuovo radicale approccio al cambiamento sociale.

Coloro che sentono la necessità di intervenire sulla drammatica realtà sociale che oggi stiamo vivendo, hanno bisogno di comprendere che c’è una grande opera di conciliazione da affrontare. Si tratta dell’esigenza di far dialogare chi abitualmente rivolge il proprio impegno politico unicamente al mondo esteriore, con il proprio mondo interiore.

Questo è possibile grazie ad una consapevolezza di se stessi ancora tutta da acquisire. C’è da comprendere, insomma, che anche un comportamento apparentemente intimista, come un sistematico metodo di auto-osservazione, può rivelarsi un gesto di estremo valore politico.

Disobbedienza

 

Disobbedienza 

 

Mi dispiace affermarlo ma purtroppo la maggioranza della gente crede ancora che l’interlocutore principale per un reale cambiamento sociale debba passare necessariamente attraverso le attuali decadenti istituzioni politiche. Al di là che si preferisca affidarsi al discutibile sistema della rappresentanza elettorale, oppure che si creda nello scontro di piazza, trattasi comunque di un unico atteggiamento di fondo allineato al desiderio di cambiare prevalentemente l’esterno, senza porre alcuna attenzione alla propria personale responsabilità.

A causa di un certo vittimismo assimilato o per un senso atavico di impotenza legata al singolo individuo o ancora per un innato conformismo alieno da ogni coerenza interna, potremmo in generale attribuire questo atteggiamento a coloro che si illudono che il mondo andrà avanti così come è andato avanti fino ad oggi, ovvero che le decisione importanti debbano sempre e soltanto partire dall’alto.

In realtà non è così che funziona. Per superare la sovrastruttura intrinsecamente ideologica di ogni teoria del cambiamento sociale occorre prendere contatto con l’unica vera realtà oggettiva di cui disponiamo: me stesso nella mia individualità sovrana.

Esiste per fortuna già una minoranza di individui consapevoli che, pur sentendo l’esigenza della costruzione di un nuovo mondo, è ormai completamente disincatata per tutto quel che concerne l’attuale apparato istituzionale pubblico. Dopo lo smantellamento progressivo delle politiche sociali, è evidente per costoro che quello che era considerato lo Stato di diritto, abbia ormai gettato la sua maschera, rendendo esplicito il retroterra storico di iniquità da cui era nato. Inoltre tutte le verità emerse negli ultimi anni sulla gestione occulta del potere hanno contribuito definitivamente ad allontanare costoro da una partecipazione esplicita alla cosa pubblica. Per tale  minoranza l’unica maniera efficace che abbiamo per mutare gradualmente l’intera società è quella di impegnarsi alla trasformazione interiore di se stessi.

Molti provengono da esperienze di meditazione, yoga, pratiche di medicina naturale, arti marziali e spesso sono coinvolti in esperimenti di vita comunitaria e ricerca di ecovillaggi dove si tenta di sottrarsi il più possibile ai condizionamenti e alle dipendenze direttamente o meno indotte dalla vita cittadina. Costoro non hanno bisogno di seguire quel che Igor Sibaldi dice nel video che presentiamo qui sulla disobbedienza.

Molto utile invece potrebbe risultare a chi si spende ancora troppa energia guardandosi attorno, un’attività ormai forzatamente affannosa e disperata, senza mai rivolgerla a se stesso e al proprio ambiente di vita.

La disobbedienza civile, può essere considerata una forma di lotta politica attuata da un singolo individuo o più spesso da un gruppo di persone, che comporta la consapevole violazione di una precisa norma di legge, considerata particolarmente ingiusta, violazione che si svolge pubblicamente, in modo da rendere evidenti a tutti e immediatamente operative le sanzioni previste dalla legge stessa. Famoso in questo senso il saggio sulla Disobbedienza Civile di Henry David Thoreau, datato 1849.

Ma non è questo il tipo di disobbedienza di cui stiamo parlando, perché in quello civile la nostra prospettiva è comunque esternalizzata. Sibaldi propone invece quella disobbedienza nei confronti di certi principi completamente interiorizzati, che agiscono dal fondo del nostro essere in maniera del tutto inconsapevole e che della realtà esteriore sono lo specchio e il fedele esecutore.

Parliamo di principi che non mettiamo mai in discussione, come quello di causa-effetto, per esempio; oppure il principio del dovere. Se non abbiamo già alle spalle un solido training di auto-osservazione, generalmente questi principi rappresentano i veri strumenti attraverso i quali il potere ci mantiene schiavi. Hai voglia a contestare le perfide decisioni dei governi, quando queste mettono semplicemente in pratica ciò che da soli interiormente diamo già per scontato!

Senza alcuna ingenuità o superficiale mitologia di carattere new age, la disobbedienza proposta da Igor Sibaldi  potrebbe aiutare molti ad aprirsi alla propria interiorità ed inaugurare una nuova radicale modalità di lotta politica che non avevano mai preso in considerazione. Incrementeranno così quella minoranza di persone che già lo fanno e che non potranno che essere felici nel sentirsi meno isolati.

E’ la prima volta che sento dire chiaramente da qualcuno che ormai in Italia siamo ad un punto in cui non esiste più alcuna prospettiva per il futuro, perché siamo in mano ad una cosca estremamente oscura che sta portando il paese ad uno stato di prostrazione tale da cui difficilmente possiamo risalire, se ognuno di noi non mette in atto una decisa e convinta opera di purificazione psicologica personale. Rispetto al resto del mondo noi siamo all’avanguardia, afferma Sibaldi, sia in senso negativo riguardo allo stato attuale di cose, sia in senso positivo, in quanto alle grandi potenzialità che le persone autonomamente possono mettere in moto.

Sibaldi fa alcuni esempi di grandi disobbedienti storici, mettendo insieme figure come Gesù, sia egli esistito o meno, o Pier Paolo Pasolini. Non c’è alcun approccio ideologico o religioso quando parla di loro. Non è più il tempo di proclamare verità dottrinali da mettere in pratica. Si tratta invece di riappropriarci della nostra libertà di giudizio, prima di tutto nei confronti di noi stessi.

Stiamo parlando forse di un processo troppo lento? Può darsi. Di certo è difficile immaginare un altro modo per costruire un mondo realmente nuovo.

Chiedo scusa per questa lunga introduzione. Era soltanto per sottolineare decisamente l’invito a tutti di spendere mezz’ora e meditare su quanto detto, attraverso questa intervista realizzata nel febbraio del 2012 a Igor Sibaldi sulla disobbedienza:

VIDEO

Disobbedienza – Intervista a Igor Sibaldi

 

http://www.pickline.it/2013/01/15/disobbedienza-salvifica/5085

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Informazioni su Tanja

Io sono.... Chi sono io? La domanda eterna di ogni persona da sempre. Questo blog è il risultato, lo specchio, il modo, e la strada che sto precorrendo nella mia personale ricerca di risposte a questa domanda In questo blog troverete tutto quello cosa ho scoperto fino adesso e cosa ancora sto scoprendo. Io credo che questa ricerca non finirà mai. Credo che siamo esseri multidimensionali creati da perfezione d’amore incondizionato e universale e come tali anche noi siamo perfetti esseri d’amore con i poteri divini di creazione. Siamo esseri divini che possiedono stesse caratteristiche della nostra fonte. Noi siamo l’amore, la sapienza, la giustizia e la potenza. Una volta ho scritto: Fu una volta un popolo divino........ che dimenticò di esserlo.. dimenticò realtà parallele frequenze divine connessione divina libera connesione divina. Un giorno pieno di luce hanno cominciato...... In che modo continua la favola e in che modo finirà dipende da tutti noi. Adesso dobbiamo solo ricordarci di essere Dei. Per questa ragione ho battezzato il mio blog con questo nome. Mi sento come una Dea che stava dormendo per tanto tempo ed adesso si sta risvegliando. Forse sono ancora un po’ assonnacchiata ma i miei sensi si stano risvegliando sempre di più per poter vedere differenza tra il vecchio mondo e il nuovo mondo che sta nascendo. Quel nuovo mondo, quella nuova realtà è creata nella condivisione. Non poteva essere diversamente perché siamo tutti collegati. Tutti noi siamo un unico organismo vivente che solo collaborando può vivere e crescere. Sono certa che tutti noi, i Dei risvegliati, stiamo creando qualcosa che ancora non esisteva nel multiverso. Sono certa che siamo capaci di farlo unendoci. Questo blog è un mio contributo al condivisione in creazione. Che l’amore ci guida. Tanja

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