Tutti abbiamo talenti e capacità

1

 

Dopo l’articolo   E’ tempo per le decisioni, qualche lettore, nei commenti ha scritto:

Ora mi ritrovo “vuoto” e con poche esperienze.
Non so quello che mi piace, non ho passioni, non ho nulla che mi dia gioia e soddisfazione.

Sento bisogno di scrivere un articolo di risposta per tutti chi si sente come come quelli lettori.

Credo che tutto parte dalla definizione di

 

 

Che cosa è un talento?                              

Il talento 
è l’inclinazione naturale di una persona 
a far bene una certa attività.

 

 

 

Molto spesso, troppo spesso, noi identifichiamo il talento con “applauso”.
Pensiamo che facciamo bene una certa attività solo se arriva applauso, riconoscimento dagli altri. Siamo dipendenti dal opinione degli altri.

In famiglia: i miei genitori desiderano che io diventi un commerciante come loro ma io desidero fare il tecnico di computer o il pittore. Alla luce della loro propaganda non riesco bene a individuare il lavoro al computer o il dipingere come un’azione lodevole ai miei occhi perché i miei genitori non mi lodano quando compio queste azioni.

La televisione mi presenta la ragazza ideale con le proporzioni standard capace di ballare e di cantare. Io sono un po’ più bassa o un po’ più rotonda e non riesco né a cantare né a ballare allora non considero il mio corpo degno di lode da parte mia.

Gli amici giocano tutti a palla canestra. A me piacerebbe giocare a calcio. Siccome perderei la loro stima (almeno mi sembra) non oso a giocare a calcio.

Sono tutti esempi dove un talento messo in evidenza da chi ha molto influsso su di me mi impedisce a vedere bene il mio talento, un mio agire bene. Perciò non mi fido di esso, non mi riconosco in esso e non voglio realizzarmi in esso.

 

 

Ma l’identikit del talento è:

  • azione amata, desiderata,
  • fonte di gioia,
  • nella quale mi trovo a mio agio,
  • che compio volentieri,
  • nella quale mi piaccio,
  • che mi fa conoscere me stesso 
  • che mi realizza,
  • che ricordo volentieri,
  • che mi rende la vita amabile e piacevole,

che mi permette di stare in una buona relazione con me stesso e con gli altri che immagino con piacere

 

Il presidente Spencer W. Kimball ha detto:

«Dio ci ha dotati di talento e tempo, di capacità latenti e di opportunità da usare e sviluppare al Suo servizio. Pertanto Egli si aspetta molto da noi, Suoi figli prediletti» (Il miracolo del perdono, pag. 97).

 

Se qualcuno ci chiedesse quali sono i nostri talenti, cosa risponderemmo?

Alcuni di noi possono ritenere di non avere talenti.

Forse non siamo molto portati per le arti come il canto, la danza e lo scrivere, ma possediamo tuttavia capacità che non riconosciamo come talenti.

Forse possediamo particolari abilità nell’organizzare, fare amicizia, pacificare, insegnare o badare ai bambini.

Si narra la storia di Ella, un’adolescente molto infelice perché non aveva i talenti posseduti dalle sue sorelle maggiori. Ella non riceveva tutta l’attenzione e le lodi che venivano attribuite alle altre. Piangendo si sfogò con sua zia Susan, dicendo:

«Non piaccio a nessuno. Non valgo nulla».

Dopo averla calmata e aver meditato per qualche tempo sulla questione, zia Susan disse:

«Comprendo i tuoi sentimenti, Ella. So che è difficile vivere con due sorelle più grandi molto popolari e dotate di grande talento. Questa situazione ti può far provare sentimenti di inferiorità».

Però zia Susan aggiunse anche:

«Ella, il nostro Creatore ha dedicato grande cura a creare ogni suo figlio e ogni sua figlia. Non cercare di diventare simile ad altri. Sii grata dei tuoi personali talenti e doni, e fai del tuo meglio per coltivarli».

Zia Susan spiegò che, con la sua capacità di andare d’accordo con i bambini, Ella era una baby-sitter ideale. Poi continuò dicendo:

«Ho sentito dire da tua madre che tu fai sempre bene e volentieri il tuo lavoro e ti adoperi molto per rendere più piacevole la tua casa.

Ti sei mai resa conto, Ella, che quando qualcuno è ammalato tu sai esattamente come confortarlo? Quando mi ammalai fosti tu a occuparti della mia casa; fosti tu a portarmi dei bei fiori e a rallegrarmi con le tue visite. Tu hai una mente sveglia, Ella. Ti piace la scuola e ottieni buoni voti. Hai molti doni e talenti che fanno di te una persona speciale, così come sei». Poi zia Susan chiese a Ella se sapeva che non sono mai esistiti due diamanti esattamente uguali, e spiegò: «Questo è uno dei motivi per cui i diamanti sono gli oggetti più preziosi del mondo. Non ve ne sono due esattamente uguali, pur essendo tutti cose preziose. Non dimenticare mai che anche tu sei preziosa, Ella» (vedere Daryl V. Hoole and Donette V. Ockey. With Sugar ’n Spice, pagg. 19–21).

I nostri talenti e capacità sono doni del Creatore. Ogni persona è dotata di alcuni di questi doni.

 

 

Come scoprire e sviluppare i nostri talenti

 

 

Tutti dobbiamo scoprire e sviluppare i nostri talenti. L’apostolo Paolo disse a Timoteo: «Non trascurare il dono che è in te» (1 Timoteo 4:14). Ma la scoperta e il miglioramento dei nostri talenti richiede sforzo.

Come possiamo scoprire i nostri talenti?

Dobbiamo pregare per avere la guida durante la ricerca e gli esperimenti necessari a scoprire i nostri talenti individuali e ci aiutino a riconoscerli. Dobbiamo chiederci: «Quali qualità possiedo che mi hanno aiutata a esporre una lezione, a tenere un discorso, a svolgere un incarico in un comitato o a collaborare a programmare una festa?» Dobbiamo osservare la vita delle persone che ammiriamo e poi fare un sincero esame di coscienza per vedere se possediamo alcune delle loro virtù, sia pure in piccola misura. I genitori, gli altri parenti, amiche e insegnanti possono spesso aiutarci a riconoscere e a sviluppare i nostri talenti.

Nancy Seljestad, di Homer, in Alasca, ha parlato del modo in cui scoprì i suoi talenti.

Ella aveva chiesto una benedizione speciale. Durante la benedizione lei sentì che se non avesse rapidamente sviluppato i suoi talenti, essi le sarebbero stati tolti e dati a un’altra persona. Ella disse:

«Rimasi stupita, intimorita e umiliata.

Fu una dichiarazione che mi fece pensare. Nulla in me sembrava costituire un evidente talento. Come potevo sviluppare ciò che non ero in grado di riconoscere? Nascosta da qualche parte nel mio essere doveva esserci una fonte non sfruttata di doni, doni sconosciuti, non usati.

Io vedevo grandi capacità in coloro che in essa erano vissuti da sempre, persone che avevano alle spalle anni di pratica nello sviluppo dei loro talenti nel canto, nella scrittura e nell’oratoria. Io non possedevo nessuna di quelle cose.

Improvvisamente un’idea nacque nella mia mente. Decisi che potevo agire sulla spinta dei desideri e degli interessi che sentivo, e potevo così rivelare e usare i miei talenti, anche se in maniera modesta.

Grazie alla meditazione e alla preghiera, scoprii quali erano i miei desideri e i miei interessi.

Gente: Decisi di mettere in pratica le buone intenzioni che spesso avevo espresso, ma raramente portato alla realizzazione per rendere felici gli altri. Tanto per cominciare feci un dolce per un ragazzo del vicinato la cui mamma si era dovuta assentare.

Musica: Non sapevo leggere le note né suonare uno strumento. Eppure amavo la musica. Mi misi in contatto con una sorella dotata di talento musicale e le dissi che mi sarebbe piaciuto fare un duetto con lei.

Teatro: Mi offrii di dirigere una ‹serata teatrale› i cui proventi sarebbero stati versati ai giovani del nostro ramo per finanziare il loro viaggio.

Scrivere: Spesso mi ero commossa per cose dette o fatte da altri. Decisi di annotare questi sentimenti in una lettera che avrei inviato ai protagonisti di quegli episodi.

Ho poche occasioni di diventare famosa. Tuttavia ciò che è già mio posso condividerlo con le persone che mi sono più care: i miei figli, i membri del nostro ramo, i vicini. Piccoli forse, eppure in grado di essere sviluppati, preziosi e donati da Dio sono i miei talenti» («I Dug Up My Talents»,Ensign, marzo 1976, pag. 31).

I nostri talenti possono essere molto piccoli all’inizio; ma con il duro lavoro possono crescere. Lo sviluppo di un talento spesso ci aiuta a svilupparne altri. Un addestramento speciale o l’istruzione accademica ci aiutano a acquisire molte capacità. Anche la lotta per risolvere particolari problemi o vincere particolari menomazioni ci aiuta a sviluppare nuovi talenti.

 

 

 

Il talento è innato e spunta in tenera età?

 

 

Eccetto rari casi, la risposta è no, come spiega punto per punto al Guardian un ricercatore di Cambridge e Yale che da piccolo ha frequentato scuole per bambini con difficoltà nell’apprendimento. La prima cosa che ci insegna la ricerca scientifica su questo tema è che, piuttosto, il talento ha molto a che fare con la pratica. 

Quanto è importante l’allenamento
Come mostra un ampio studio di psicologia cognitiva, una performance d’eccellenza si raggiunge in 10 anni di pratica: basta mantenere una costante determinazione a migliorarsi, tenere sempre ben presenti gli errori del passato e avere certamente a disposizione un ottimo maestro, che sia in grado di individuare e spingerci oltre i nostri limiti. Vale per la medicina, la letteratura, la musica, le arti, la matematica la fisica e lo sport. 

Ma certamente allenarsi non è sufficiente. Cosa aumenta la motivazione? Perché alcuni apprendono e ottengono risultati migliori in tempi più brevi? Un altro recente studio affronta la questione: l’allenamento determina il 30% del successo in arti come gli scacchi e la musica, ma per il resto è difficile sapere cosa intervenga. Anche il limite di 10 anni è una media e non vale per tutti. 

L’ambiente determina la genetica
Quindi, tecnicamente, si usa il termine talento per indicare l’insondabile. La scienza lo definisce come quell’insieme di caratteristiche personali che accelerano l’acquisizione di una capacità, o che migliorano i risultati dell’allenamento. Ma queste caratteristiche possono variare immensamente: e sarà proprio il giusto mix a dar vita a speciali capacità. E il punto è: talentuosi si nasce? 

No. Come noto da una delle più importanti scoperte degli ultimi anni, l’ambiente in cui cresciamo non solo influenza il nostro destino, ma influenza direttamente la nostra genetica, risvegliando geni “addormentati”. Allo stesso tempo, dato che durante l’infanzia e l’adolescenza le diverse caratteristiche – l’abilità di lettura come la crescita di statura – non sono armoniche ma procedono a balzi, è possibile non notare una particolare abilità fino all’età adulta. Ed è proprio il raggiungimento di questa armonia a fornire le condizioni giuste per l’emergere del talento. I cosiddetti “ effetti multipli” sono stati inseriti in un modello che mescola abilità e caso per mostrare che un minuscolo dettaglio può fare la differenza nello sviluppo di un individuo. Poi ci sono le nostre decisioni, in parte influenzate anch’esse dai geni, che ci spingono verso alcune discipline piuttosto che altre. 

Da un talento all’altro, come Leonardo
Ai geni del nostro Dna serve tempo per sincronizzarsi l’uno con l’altro e con l’ambiente, e un talento può modificarsi in un altro, nel momento in cui l’ambiente esterno fornisce gli elementi per il risveglio di geni fino a quel momento silenti. Nulla impedisce quindi – se non l’opinione comune – che un artista diventi uno scienziato, o viceversa. 

Prodigi a parte…
Certamente ci sono persone che da bambine mostrano innate e incontrovertibili tendenze e capacità prima dei 10 anni di età. Sono prodigi che la scienza spiega come una fortunata coincidenza di fattori. Un ambiente famigliare stimolante nello stesso ambito in cui il bambino mostra capacità; una società che ammetta quel genere di talento in base all’etnia o al genere; un carattere incline allo sforzo e alla determinazione; buone possibilità socio-economiche. Ma questi casi sono una rarità. Per tutti gli altri, l’unica soluzione per scoprire qual è la propria innata propensione e in quale campo possiamo dare il meglio di noi e essere incoraggiati e incoraggiarci a prendere confidenza con il maggior numero possibile di arti, ambiti e discipline. A prescindere dall’età, è fondamentale mantenere la “porta aperta”, essere pronti a imparare cose nuove. 

Un’altra recente e molto importante conclusione della scienza è che non è vero – come si crede – che solo da bambini si impara bene e velocemente (una lingua nuova, ad esempio). Ma che anzi, questa capacità appartiene agli adulti. Il loro unico ostacolo per avventurarsi sempre in nuove sfide e imparare a capire quale sia il loro – attuale – campo d’elezione è la paura di sbagliare. Al contrario dei bambini, che accettano senza problemi di ripetere un errore o di imparare per gradi, gli adulti sono mediamente molto meno inclini alla modestia. 

 

 

Ogni quel volta quando scopriamo un nostro talento e lo mettiamo in atto ci sentiamo “innamorati”, innamorati di se stessi. Sentiamo che la nostra vita, davvero, ha un senso. Che noi siamo speciali e unici portatori di una parte importante di creazione.

 

Aprire gli occhi e ritrovarti qui
E’ come aprire una finestra al sole
E’ l’emozione del salto nel vuoto che mi porta da te
Aprire gli occhi e ritrovarti qui
E’ risvegliarsi mani nelle mani
E’ un bacio ad acqua salata che ancora più sete di te mi da
Quando tutto sembrava ormai spento
Nel mio mondo cercavo te

Quando tutto sembrava finito guardando il fondo
Invece ho sentito che
Tu sarai la forza mia
La mia strada il mio domani
Il mio sole la pioggia
Il fuoco e l’acqua dove io mi tufferò
Tu sarai la forza mia
Il mio gancio in mezzo al cielo
Il colpo al cuore

All’improvviso dentro me
Dentro me

Aprire gli occhi e ritrovarti qui
Lasciarsi andare sotto il temporale
Sentire come mi manca il respiro
Se i tuoi occhi accendono i miei
Quando tutto sembrava ormai spento
Nel mio mondo volevo te
Quando tutto sembrava sbiadito
Toccando il fondo invece ho sentito che
Tu sarai la forza mia

La mia strada il mio domani
Il mio sole e la pioggia
Il fuoco e la goccia dove io mi tufferò
Tu sarai la forza mia
Il mio gancio in mezzo al cielo
Il colpo al cuore
Il paradiso dentro me
Il mio gancio in mezzo al cielo
Il colpo al cuore

Il paradiso dentro me
Dentro me

Tu sarai la forza mia
Tu sarai la forza mia
Tu sarai la forza mia

Tu sarai la forza mia dentro me
Dentro me

 

 

 

 

Riferimenti

https://www.lds.org/manual/the-latter-day-saint-woman-basic-manual-for-women-part-a/personal-and-family-development/lesson-27-developing-our-talents?lang=ita

http://life.wired.it/news/natura/2013/07/08/il-talento-risultato-combinazione-ambiente-sociale-famiglia-e-dna.html

http://www.carducciscuola.it/iniziative_2.html

 

 

 

 

SPIRITUALITA' , , ,

Informazioni su Tanja

Io sono.... Chi sono io? La domanda eterna di ogni persona da sempre. Questo blog è il risultato, lo specchio, il modo, e la strada che sto precorrendo nella mia personale ricerca di risposte a questa domanda In questo blog troverete tutto quello cosa ho scoperto fino adesso e cosa ancora sto scoprendo. Io credo che questa ricerca non finirà mai. Credo che siamo esseri multidimensionali creati da perfezione d’amore incondizionato e universale e come tali anche noi siamo perfetti esseri d’amore con i poteri divini di creazione. Siamo esseri divini che possiedono stesse caratteristiche della nostra fonte. Noi siamo l’amore, la sapienza, la giustizia e la potenza. Una volta ho scritto: Fu una volta un popolo divino........ che dimenticò di esserlo.. dimenticò realtà parallele frequenze divine connessione divina libera connesione divina. Un giorno pieno di luce hanno cominciato...... In che modo continua la favola e in che modo finirà dipende da tutti noi. Adesso dobbiamo solo ricordarci di essere Dei. Per questa ragione ho battezzato il mio blog con questo nome. Mi sento come una Dea che stava dormendo per tanto tempo ed adesso si sta risvegliando. Forse sono ancora un po’ assonnacchiata ma i miei sensi si stano risvegliando sempre di più per poter vedere differenza tra il vecchio mondo e il nuovo mondo che sta nascendo. Quel nuovo mondo, quella nuova realtà è creata nella condivisione. Non poteva essere diversamente perché siamo tutti collegati. Tutti noi siamo un unico organismo vivente che solo collaborando può vivere e crescere. Sono certa che tutti noi, i Dei risvegliati, stiamo creando qualcosa che ancora non esisteva nel multiverso. Sono certa che siamo capaci di farlo unendoci. Questo blog è un mio contributo al condivisione in creazione. Che l’amore ci guida. Tanja

Precedente RITORNO DEL CAMMINO DIRETTO DEL MERCURIO, SOLE E GIOVE IN CANCRO – IL TEMPO DELL’ABBONDANZA Successivo PIOGGIA VIOLA

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.