E’ tempo per le decisioni

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Il “caso” voleva che proprio in questi giorni tutti noi nella mia famiglia ci siamo trovati ad un incrocio dove dobbiamo prendere le decisioni di che strada prendere per indirizzare il prossimi passi della nostra vita.

Mia figlia si sta diplomando e deve decidere se vuole studiare avanti e se lo vuole che facoltà scegliere. Se non vuole studiare deve decidere in che modo organizzare la propria vita indipendente.

Mio figlio si sta laureando e deve prendere decisioni simili a quelle di sua sorella.

Ed io, anch’io sono arrivata ad un punto dove è chiaro che tutto il vecchio è finito e che è arrivato il momento di chiudere una porta per poter aprire un altra.

Io non credo nel caso, io credo che tutto ha un suo senso e un scopo diretto, legato al nostro scopo di vita, alla nostra anima o (qualcuno lo chiama così) al destino.

Nel mio ruolo di madre sento che devo aiutare i miei figli nella decisione ma in stesso momento devo stare attenta di non influenzarli con i miei desideri e i miei sogni. Devo aiutarli ma devo lasciarli liberi di decidere che cosa desiderano loro.

Meditando di tutto questo mi sono accorta con chiarezza del mio personale cambiamento.

Nei tempi passati io aspetterei che loro prendono le loro decisioni per poter prendere decisioni per la mia vita, per poter adattare la mia vita alla loro. Questa volta è diverso. Io ho preso la mia decisione che seguirò indipendentemente da quello che cosa decideranno i miei figli.

Egoismo?

Qualcuno lo può vedere così. Ma io no.

Io lo vedo come libertà. Libertà mia e libertà di miei figli che non devono essere messi sotto pressione di in che modo la loro decisione influenzerà la mia vita.

Tutti 3 siamo liberi di decidere per se stessi ma in stesso modo responsabili per le proprie scelte e le loro conseguenze.

Tutti 3 siamo liberi di crescere nei modi che ci sembrano giusti.

 

 

 Questa situazione mi ha portato a riflettere, di nuovo, di cose come:

-Che cosa è IL DESTINO?

-Quali sono i miei TALENTI e le mie PASSIONI?

-Da che cosa sono influenzate le nostre DECISIONI?

 

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IL DESTINO

 

 

Arriviamo sul pianeta e iniziamo a vivere la nostra vita. Ma sono in pochi a chiedersi: da dove arrivo?
Non arriviamo sul pianeta impreparati, ad un livello molto profondo portiamo con noi l’essenza di esperienze maturate in precedenza, siamo “discesi” molte altre volte sul piano fisico, su questo o su altri pianeti. La comprensione delle esistenze multiple, comunemente chiamate vite precedenti, mi permise di comprendere che 
ciò che io sono aveva a che fare con la mente solo in piccola parte e solo in relazione a questa specifica esistenza. Al di là di essa sono collegato ad Anima, a quell’energia senziente e divina a cui ci si riferisce quando si dice che in ognuno di noi c’è una scintilla divina. Fu una sorpresa quando, dopo aver trovato Anima scoprii che anche lei doveva prendere piena coscienza di sé, essa è come una bambina che ha bisogno di essere presa per mano e guidata, alla pari di un bambino umano.

Ma cosa sono venuto a fare qua? Perché sono ritornato su questo piano? Doveva esserci qualcosa, avevo letto che noi scendiamo sul pianeta scegliendo la famiglia in cui nascere e pianificando il nostro percorso di vita e i nostri incontri più importanti, forse a quello ci si riferiva con la parola “destino”. Ma noi, avendo il libero arbitrio, potevamo allontanarci a piacimento da questo destino, complice il fatto di arrivare sul pianeta con una completa amnesia di ciò che siamo. Iniziai a pensare che passiamo tanto tempo a cercare il nostro posto nel mondo ma non ne passiamo alcuno a cercare di ricordare, creando degli squarci in quell’amnesia, qual’è il nostro posto nel mondo! A quel punto iniziai a cercare il mio destino, il percorso che avrebbe dato un senso a questa vita e che, quasi tutti, dimenticano irrimediabilmente.

È come se noi ci svegliassimo la mattina e dicessimo a nostra moglie/marito: buongiorno cara/o! Scendo giù (nasco sul piano fisico) per andare al tabacchino (a compiere il mio destino), ci vediamo dopo (quando muoio sul piano fisico). Quindi scendi con tutte le intenzione di andare al tabacchino, arrivato sotto casa incontri un tuo caro amico, un anima che non vedevi da ben tre vite! Quante cose avete da raccontarvi, andate al bar e passate una piacevole mattinata insieme. A un certo punto proprio davanti al bar assistete a un incidente, vi date da fare per aiutare le persone che ne sono rimaste coinvolte, le accompagni in ospedale salutando il tuo amico e scopri che l’infermiera/e è una ragazza/o dolcissima, decidi di stare a cena con lei/lui. Dopo varie peripezie arriva il momento di tornare a casa (lasci il piano fisico), sali a casa e tua moglie/marito ti fa: bentornato caro/a, sei andato al tabacchino? E tu: “cavolo, me ne sono dimenticato”, eri troppo preso da altro, “vabè, ci vado domani appena sveglio”, altra vita, altro giro, altro tentativo.

Ecco, questo è il punto, io devo ricordarmi perchè sono qui, che cosa sono venuta a fare.

Nel nostro stato di “amnesia” il ricordo sta arrivando come i flash di intuizioni, come flash di sentimenti, come flash di talenti e di nostre capacità. Il ricordo sta arrivando tramite le nostre passioni.

E questi flash vediamo solo noi. Nessuno può vederli a posto nostro e nessuno può dirci che cosa significano. Nessuno può aiutarci a prendere la decisione giusta per noi stessi.

Non lo può fare neanche una madre che desidera il meglio per i propri figli.

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Scoprire i propri TALENTI e le PASSIONI

 

 

 

Quando si parla di talento provo sempre un’emozione particolare. Credo profondamente, e lo verifico tutti i giorni, che ognuno di noi abbia dei talenti particolari. Alcuni li sviluppano fino a farli emergere con una tale forza che agli occhi degli altri sembrano doti quasi magiche, sembrano qualità assolutamente fuori dal comune. Molti, al contrario, non si occupano dei propri talenti e li lasciano morire lentamente, come un bambino a cui non viene dato da mangiare a sufficienza. All’inizio il talento s’indebolisce, per poi rimanere inattivo quasi del tutto, con conseguente impoverimento della propria vitalità interiore.

Nulla può indicarvi la strada meglio del vostro talento, questo a volte è sotto la superficie. In alcuni casi può anche essere nascosto da un difetto, da qualcosa che può sembrare una mancanza, per questo per molti non è così facile individuare il proprio talento. Questo brucia al nostro interno come una fiamma quando siamo in giovane età. Ci muove dall’interno, ci crea inquietudine, animosità, ci dà energia, vitalità, è spesso manifesto in forma grezza e può essere riconosciuto, raffinato e, cosa importante, riacceso a qualsiasi età, se solo lo si desideri fortemente e con fiducia. Il talento può racchiudersi in una domanda a cui cercate una risposta in modo incessante, può racchiudersi in una difficoltà, in un difetto del carattere che vorreste fortemente superare, può racchiudersi in una passione, in qualcosa a cui aspirate e a cui vi dedicate ogni volta che avete tempo libero. Il talento è la vostra guida, la fiamma che potete alimentare ogni giorno perché vi porti verso il vostro percorso professionale. Se inizi a pensare per cosa sei particolarmente portato, per cosa provi attrazione, quali sono gli elementi principali del tuo carattere, allora ti avvicinerai al tuo talento, a prenderne consapevolezza.

Ricordo che il mio talento era nascosto dietro la timidezza, questo mi rendevo poco sicura e introversa. Un altro pezzo del mio talento si nascondeva dietro una domanda, volevo capire come funzionavano le cose, le persone, volevo capire come funzionavo io, cosa ci fosse dietro la religione, quale fosse la “verità”.

Quando c’è una mancanza si crea un vuoto, e un vuoto è un’occasione per essere riempito.

Conosco una ragazza che studia legge, e se le chiedi cosa vuol fare da grande ti risponde: il magistrato. Quando poi entri in profondità su quelle che sono le sue passioni, allora ti confessa che voleva fare la parrucchiera, è brava in quello, già lo fa a livello amatoriale, ma il padre non era d’accordo. Nei primi due anni di università ha fatto la metà degli esami previsti, non puoi aspettarti qualcosa di diverso quando non segui te stesso. Se c’è qualcosa che, quando la fai, ti rende felice, ti fa provare gioia, soddisfazione, ti fa sentire davvero bene, lì c’è il tuo talento e di conseguenza la tua strada. Se scegli il tuo percorso con questo criterio, allora sarai sicuro che è quello giusto. Seguire altre strade non avrà più molto senso, questo ti aiuterà a rilassarti e a dare il meglio in ciò che rispecchia te stesso. Sia chiaro che, se iniziamo un lavoro che può aiutare a sostenerci mentre coltiviamo o ci perfezioniamo nella direzione del nostro percorso professionale, allora va bene poiché lo vivremo con un senso più ampio, come un elemento in sostegno del percorso che abbiamo scelto, non una esperienza fine a se stessa.

Come fare a capire qual è il proprio obiettivo, il proprio talento?

Si può scoprirlo facilmente dedicando un po’ di tempo a se stessi, a pensarci su, ad attendere un intuizione, una risposta, uno stimolo che inevitabilmente arriverà poiché una parte di noi sa esattamente ciò che vuole. Dobbiamo solo permettere che la risposta arrivi alla coscienza. In questo modo scoprirai un nuovo modo di vivere, basato sul prendere decisioni consapevoli e sullo scoprire con fiducia come portarle a compimento. È incredibile come ogni giorno il mondo esterno si modelli intorno a noi prendendo la forma del nostro mondo interiore!

Le nostre passioni sono i nostri talenti che chiedono di essere sviluppati.

Ed è importante dire anche- le nostre passioni non durano per sempre. Esse cambiano durante la vita spingendoci di scoprire sempre i nuovi talenti nascosti dentro di noi.

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Prendere le DECISIONI

 

 

 

 

Prendere decisioni per la propria vita, in una società complessa e innaturale come la nostra, può essere molto complicato. Ci barcameniamo tra mille timori e insicurezze. Ci chiediamo: “Sarà la scelta giusta? Se prendo questa strada e poi giungono occasioni migliori?”

Prendiamo decisioni per preservare ciò che è importante per noi. L’insicurezza giunge quando non sappiamo più cosa è importante per noi o ci sono due cose importanti in contrasto tra loro. Così, per alcuni è importante il denaro, per altri la famiglia, per altri la sicurezza, la forma fisica e così via. Generalmente, se siamo costanti, riusciamo a ottenere ciò che è davvero importante per noi, a patto di rinunciare a qualcos’altro. Ad esempio, se cerchi il denaro probabilmente riuscirai a ottenerlo, ma dovrai dedicare a questo così tanto tempo da trascurare gli affetti. Se cerchi la sicurezza probabilmente non avrai propensione al rischio e dovrai accontentarti di uno stipendio medio e di un partner che ti offra più stabilità che passionalità. Di esempi ce n’è sono a centinaia. Qualsiasi cosa per noi sia importante condizionerà le nostre decisioni e quasi mai ci porterà alla nostra piena realizzazione, la nostra fioritura interiore. Anche chi segue un percorso di ricerca interiore generalmente vive questa ricerca in funzione di ciò che per lui è la cosa più importante, che ne sia consapevole o meno. La sua ricerca non si spingerà mai oltre un certo limite superato il quale sarebbe costretto a mettere in discussione ciò che è davvero importante per la sua mente, a meno che la cosa più importante non sia proprio seguire fino in fondo quel percorso e risvegliarsi! Capisco che questa idea non sia così intuitiva.

Ora, come facciamo a trovare la direzione che punti al nostro risveglio, alla nostra totale fioritura? Se fino al giorno prima ti chiedevi quale fosse la scelta migliore per ottenere ciò che più desideravi, oggi inizi a chiedere al tuo Spirito: “cosa vuoi da me?” Questo è il salto percettivo che è richiesto alla nostra mente spocchiosa. Essa ha bisogno comprendere i suoi limiti, ripulirsi dai pensieri spazzatura, tornare al suo naturale ruolo di esecutore silenzioso lasciando il ruolo di decisore a una forza differente. In quel silenzio potrà ascoltare le indicazioni dello Spirito, Lui si mostrerà attraverso decine di segnali e indicazioni per indicare una strada.  Ricevute le indicazioni, queste saranno accolte e seguite solo da una mente che avrà sviluppato l’umiltà, perché spesso saranno distanti dalle idee che la mente aveva maturato in anni di condizionamenti sul piano fisico. Infine, quelle indicazioni saranno portate avanti nel tempo, anche li dove non producano risultati visibili, solo da una mente che abbia sviluppato la fede. Queste non sono esperienze che si fanno una volta per tutte. Anche una volta intrapreso il percorso di verità sono continuamente presenti e messe in discussione, un giorno dopo l’altro, perse e riconquistate in modo sempre più profondo.

Quello che cosa ho maturato durante la mia vita è che una volta presa una decisione essa si può cambiare di nuovo quando desidero e in modo in cui desidero.

Consapevolezza di questo fatto mi ha portato un incredibile senso di liberalizzazione.

 

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Una delle trappole più insidiose e più difficili da riconoscere è l’idea di poter aiutare gli altri. Siamo portati a pensare che qualcuno possa fare qualcosa per noi in modo da poter stare meglio o che noi possiamo fare qualcosa per lui per farlo stare meglio. Osservando attentamente questa idea ti accorgerai che nasconde un’aspettativa. Ad esempio quando lasci un euro ad un mendicante, ti fai l’idea che comprerà del pane per se o per i suoi bambini, questa idea ti fa sorridere, ti allontani con l’impressione di aver aiutato quella persona. In realtà non sai per cosa verrà utilizzato quel denaro. Allo stesso modo, quando aiuti un amico non sai se questa persona ha utilizzato il momentaneo sollievo dal bisogno per migliorare davvero la sua vita, in modo da non ritrovarsi più in quella difficoltà. Quando cerchi di incoraggiare qualcuno per tirarlo su di morale non sai se la possibilità di cambiare prospettiva cambiando stato d’animo verrà accolta. In verità tutto ciò che possiamo fare per gli altri è renderci disponibili a lasciare che gli altri ci “utilizzino” per migliorare se stessi. Solo loro possono decidere di migliorare, di guarire, di mettere in discussione idee radicate. Questa consapevolezza ti porta, ad esempio, a non rispondere a domande che non vengono poste o a domande che vengono poste esclusivamente per avere conferma delle proprie idee.

Amore e compassione sono sentimenti che puoi sperimentare al tuo interno, questi si diffonderanno all’esterno senza nessuno sforzo da parte tua, senza nessuna aspettativa particolare, per comprendere come sia possibile osserva come agisce un bambino di due o tre anni. Per chi vive quotidianamente un contatto con le persone, questa realtà può essere difficile da accettare: il libero arbitrio va rispettato anche nei casi in cui ritieni che una persona lo stia utilizzando per danneggiare se stesso (secondo la nostra visione).  Osservando tutto da una prospettiva più ampia  comprendi l’insegnamento: nessuno può fare nulla per te, solo tu puoi fare qualcosa per te; non puoi fare nulla per gli altri, solo loro possono e a volte lo fanno “utilizzando” te (ciò che sei e trasmetti, ciò che dici, ciò che mostri loro).

 

Non lo può fare neanche madre che desidera il meglio per i propri figli. 

 

 

 

 

Riferimento http://antoniodelia.it/

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Informazioni su Tanja

Io sono.... Chi sono io? La domanda eterna di ogni persona da sempre. Questo blog è il risultato, lo specchio, il modo, e la strada che sto precorrendo nella mia personale ricerca di risposte a questa domanda In questo blog troverete tutto quello cosa ho scoperto fino adesso e cosa ancora sto scoprendo. Io credo che questa ricerca non finirà mai. Credo che siamo esseri multidimensionali creati da perfezione d’amore incondizionato e universale e come tali anche noi siamo perfetti esseri d’amore con i poteri divini di creazione. Siamo esseri divini che possiedono stesse caratteristiche della nostra fonte. Noi siamo l’amore, la sapienza, la giustizia e la potenza. Una volta ho scritto: Fu una volta un popolo divino........ che dimenticò di esserlo.. dimenticò realtà parallele frequenze divine connessione divina libera connesione divina. Un giorno pieno di luce hanno cominciato...... In che modo continua la favola e in che modo finirà dipende da tutti noi. Adesso dobbiamo solo ricordarci di essere Dei. Per questa ragione ho battezzato il mio blog con questo nome. Mi sento come una Dea che stava dormendo per tanto tempo ed adesso si sta risvegliando. Forse sono ancora un po’ assonnacchiata ma i miei sensi si stano risvegliando sempre di più per poter vedere differenza tra il vecchio mondo e il nuovo mondo che sta nascendo. Quel nuovo mondo, quella nuova realtà è creata nella condivisione. Non poteva essere diversamente perché siamo tutti collegati. Tutti noi siamo un unico organismo vivente che solo collaborando può vivere e crescere. Sono certa che tutti noi, i Dei risvegliati, stiamo creando qualcosa che ancora non esisteva nel multiverso. Sono certa che siamo capaci di farlo unendoci. Questo blog è un mio contributo al condivisione in creazione. Che l’amore ci guida. Tanja

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3 commenti su “E’ tempo per le decisioni

  1. Mario il said:

    Io sto cercando ancora i miei talenti, le mie passioni.
    Ho vissuto una vita piena di paure, con il freno a mano tirato.
    Ora mi ritrovo “vuoto” e con poche esperienze.
    Non so quello che mi piace, non ho passioni, non ho nulla che mi dia gioia e soddisfazione.

    Pendo che non ci sia nulla di peggio, non avere un obiettivo

  2. cinzia il said:

    Consolati caro Mario, credo siamo in tanti nelle tue condizioni. Anch”io a 51 anni mi ritrovo vuota e senza obiettivi. A dire il vero in questi ultimi 2 anni ho trovato una grande “sintonia” con la spiritualita, ma appunto sono due anni, e non ho “ancora” avuto l illuminazione che cercavo.
    Piccoli segnali ??? Forse. Comunque non demordo. E l unica cosa che sta dando un senso alla mia vita.
    Purtroppo “trovare i propri talenti” e diventata un esca usata da tanti conseuler o guru, ma credo appunto sia solo un esca.
    Ringrazio questo blog, che visito ogni giorno e da tanti spunti su cui riflettere, gratuiti.

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