Tracks – Attraverso il destino- la solitudine inesistente del deserto

 

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Quando mi chiedono perchè lo faccio, rispondo, perchè no.

Un viaggio che tutti credevano impossibile.

Diventerà un avventura che cambierà per sempre la sua vita.

Trova la tua strada.

 

 

 

I viaggi con i cammelli non iniziano e non finiscono, semplicemente cambiano forma.

La solitudine inesistente del deserto. Le sue presenze, più che le assenze. Davanti all’occhio che si perde in un apparente nulla, arido di forme vitali, prosciugato di esistenze, in realtà c’è vita. Forme inquietanti di insidie che assomigliano a tanti impercettibili parametri della nostra quotidianità. Un insospettabile vuoto di rischi dettato dal sentirsi i soli. Gli unici. Per poi accorgersi che in tanta distesa di un insospettabile niente si nascondono fantasmi di minacciosi attentati. Fonti di un dolore che il niente accentua, invece di mitigare. Chi conosce il deserto australiano ha una consapevolezza diversa del colore. Cromatismi pieni che illanguidiscono e diventano altro. Abbattono le pulsazioni. Non trasmettono la serenità di una pace improvvisa, ma l’angoscia di un gigantesco interrogativo. Da dove viene la vita che si nasconde fra le crepe di una sabbia riarsa, pronta ad avvolgere qualunque cosa all’alzarsi del vento… Da dove viene la morte che non sembra in grado di nascondersi dietro il nulla totalizzante…

Tracks – Attraverso il deserto di John Curran è il racconto di un viaggio che nasce nei desideri prima che nella mente. Cerca uno spazio realizzabile. Ha il prezzo vertiginoso dell’apprendimento di ciò che non si conosce. Ma soprattutto è storia vera. Robyn Davidson decide di attraversare l’Australia da Alice Springs all’Oceano Indiano passando per Uluru, altrimenti noto come il sito dove si trova Ayers rock. Una camminata estenuante e interminabile, accompagnata da un cagnolino, Diggity e da un terzetto di cammelli, a dorso dei quali trasporta le sue vettovaglie. Un’odissea finanziata dal National Geographic e “assistita” da un fotografo impiccione e farfallino che poco si sposa con la sensibilità e il carattere di Robyn.

Ragazza di immensa volontà, Robyn deve arrendersi al suo apprendistato. Impossibile avventurarsi nel deserto con i cammelli senza sapere come “dialogare” con loro. Un primo soggiorno in un ranch finisce senza il pagamento pattuito di alcuni animali in cambio della gratuita prestazione d’opera per sei mesi. Un secondo periodo in un nuovo allevamento si conclude con l’esito sperato e Robyn, ormai pratica di animali può finalmente partire per la sua avventura. Il viaggio costerà dolore, oltre alla fatica. Imporrà deviazioni per motivi religiosi, che vietano l’attraversamento di alcune aree sacre. Impongono, a tempo parziale, una guida aborigena. Pretendono che il fiato si arresti in gola in più di una occasione. Ma soprattutto mettono faccia a faccia con la morte. Il destino. La tragedia di un compagno di viaggio che perde la vita. E’ costretto ad arrendersi. Ma Robyn ce la farà. Raggiungerà il mare. E l’immagine del cammello che si abbevera nel salato oceano è l’emblema del successo che impone un pagamento amaro.

Tracks è una metafora della vita. O meglio, è vita sotto metafora. L’angoscia dell’inizio che impone il sacrificio dell’apprendimento e l’obbligo di sopportare i soprusi senza la possibilità di reagire. Il viaggio è il percorso che unisce un punto all’altro. L’alfa all’omega. La partenza al traguardo. L’ambizione alla soddisfazione. L’iter, più che l’itinerario. Il cammino accidentato che condiziona e mette alla prova. Il deserto è l’apparenza. Ciò che sembra vuoto e si rivela pienissimo. Il luogo che accoglie ogni voce e talvolta riflette su di essa. A suo modo, cioè in silenzio. E’ lo spazio che sembra privo di rischi e pericoli, svuotato dalla presenza umana che si rivela invece immanente proprio nella sua veste più turpe, un subliminale veleno. Infine, il successo. Tante fatiche non spese invano. Dolori valsi al raggiungimento di un fine. Arrivare alla fine. Al mare. All’oceano. All’acqua. Fonte di vita. Immensa riserva di liquido amniotico dove tutto un giorno è nato.

Uno solo forse il difetto rimarchevole del film di Curran. Le tre morti. Ingiuste e vigliacche, anche se figlie della natura e del perfido intervento dell’uomo. Episodi che offendono gli animi sensibili soprattutto nei confronti degli animali. Visto che a perdere la vita sono un cammello. Un cane. E un canguro. Tre storie che trovano giustificazione diegetica. E, a loro modo, sono il contrappunto di tre diverse avversità. L’aggressione. Robyn è costretta a uccidere un cammello selvaggio che stava avvicinandosi minaccioso per lo scontro con i suoi simili, abituati al lavoro. Un ordine che esegue, memore di un avvertimento impartitole dal fattore, da cui aveva imparato come comportarsi con quegli ingombranti animali. La perfida vigliaccheria umana. Un barattolo di stricnina lasciato abbandonato nel deserto è l’attrazione laida che attira il cagnolino. E Diggity morirà avvelenata. Immagine disgustosa di quanto sappia e possa essere crudele l’uomo anche indirettamente. In un’assenza fisica che diventa ripugnante tradimento. Attraverso la distrazione o la volontà di far male senza nemmeno conoscere chi colpirà. Infine la caccia. Ancora una volta è l’umano il protagonista. La lotta per la sopravvivenza spinge a sparare. Uccidere per divorare le carni. Cibarsi e sostentarsi, in un nulla dove una forma di vita ha la sembianza di un canguro.

L’odissea della vera Robyn Davidson avvenne nel 1975. Dopo quarant’anni, John Curran, che si era trasferito dagli Stati Uniti in Australia e ben conosceva la storia, ha deciso di raccontarla, molto tempo dopo essersi fatto conoscere conPraise, il suo primo lungometraggio, un dramma oggi diventato un film di culto.

http://blog.ilgiornale.it/giani/2014/05/01/quei-tracks-attraverso-laustralia-la-solitudine-inesistente-del-deserto/

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Informazioni su Tanja

Io sono.... Chi sono io? La domanda eterna di ogni persona da sempre. Questo blog è il risultato, lo specchio, il modo, e la strada che sto precorrendo nella mia personale ricerca di risposte a questa domanda In questo blog troverete tutto quello cosa ho scoperto fino adesso e cosa ancora sto scoprendo. Io credo che questa ricerca non finirà mai. Credo che siamo esseri multidimensionali creati da perfezione d’amore incondizionato e universale e come tali anche noi siamo perfetti esseri d’amore con i poteri divini di creazione. Siamo esseri divini che possiedono stesse caratteristiche della nostra fonte. Noi siamo l’amore, la sapienza, la giustizia e la potenza. Una volta ho scritto: Fu una volta un popolo divino........ che dimenticò di esserlo.. dimenticò realtà parallele frequenze divine connessione divina libera connesione divina. Un giorno pieno di luce hanno cominciato...... In che modo continua la favola e in che modo finirà dipende da tutti noi. Adesso dobbiamo solo ricordarci di essere Dei. Per questa ragione ho battezzato il mio blog con questo nome. Mi sento come una Dea che stava dormendo per tanto tempo ed adesso si sta risvegliando. Forse sono ancora un po’ assonnacchiata ma i miei sensi si stano risvegliando sempre di più per poter vedere differenza tra il vecchio mondo e il nuovo mondo che sta nascendo. Quel nuovo mondo, quella nuova realtà è creata nella condivisione. Non poteva essere diversamente perché siamo tutti collegati. Tutti noi siamo un unico organismo vivente che solo collaborando può vivere e crescere. Sono certa che tutti noi, i Dei risvegliati, stiamo creando qualcosa che ancora non esisteva nel multiverso. Sono certa che siamo capaci di farlo unendoci. Questo blog è un mio contributo al condivisione in creazione. Che l’amore ci guida. Tanja

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9 commenti su “Tracks – Attraverso il destino- la solitudine inesistente del deserto

  1. Il Deserto ha da sempre un fascino che cattura, stimola i sensi, apre la mente, innalza le percezioni.

    E’ un qualcosa di ancestrale, che riporta la Coscienza Planetaria da cui tutti attingiamo, a quella epoca in cui esisteva Atlantide, Lemuria e l’Egitto.

    Potranno anche essere sparite quasi tutte le tracce visibili di quella epoca, al pari di Atlantide, ma l’imprinting energetico di quei posti vibra ancora, ecco perché immergersi in quei luoghi regala quelle sensazioni particolari.

    un caro saluto

  2. Aggiungo l’Australia è probabilmente, una delle culle più antiche e primordiali di tutto il Pianeta Terra, Ayers Rock ad esempio, al pari del Sashta, Tibet e cosi via e di altri portali intorno al mondo

  3. Prosit55 il said:

    Mi intrometto per porre all’attenzione di voi pellegrini, un viaggio in altro luogo, questa volta la Russia, sotto la guida di Kryon, che risponde a sei domande.
    Dovete però tradurre dallo spagnolo usando i vari mezzi che ci sono in rete.
    Io col mio Mac ho usato Translate Tab, scaricato da App Store. Ma non credo mi sia permesso di allegare un file alquanto esteso.
    Cordialità e Prosit.

  4. Prosit55 il said:

    Una delle quattro canalizzazioni di Kryon in Russia, riguarda una profezia, secondo la quale, sarebbe prossima la scoperta di un cristallo che ci aiuterebbe a scoprire una nuova visione della Realtà. Questa canalizzazione è in rete solo in lingua Russa in mp3, e non in testo, per cui non sono riuscito a procurarmi il file per tradurlo. Ma forse in tempi brev, avremo notizia anche del testo.
    Prosit

  5. Prosit55 il said:

    Già una precedente canalizzazione del 2009 di Kryon parlò di questo obiettivo.
    Ne riporto lo stralcio sempre tradotto dal Russo in automatico:
    …….Tutto questo fa parte dell’evoluzione dell’uomo nella sua mente , che è possibile guardare nel vostro DNA . “Kryon ,lo scienziato attualmente lo può fare mettendo il DNA sotto un microscopio per vedere questi cambiamenti ? ” No, nulla. Nonostante il fatto che hai detto , gli scienziati non possono vedere i cambiamenti nel DNA con il vostro attuale microscopio tridimensionale.
    Quindi io dico agli scienziati che ciò sarà possibile quando si svilupperà un obiettivo quantum , e solo allora potrete notare le modifiche perché vedrete i processi chimici all’interno della nostra protsentnoy regione caotica. Essa si illuminerà sotto l’influenza di quantum e vedrete che ho ragione . Poi cambierà colore con le attivazioni che si creeranno , e si potrà vedere e rintracciare . Ma al momento non avete lenti quantiche . Sul pianeta ora non c’è alcun dispositivo che permetterebbe di misurare l’universo quantico , ma vi state già avvicinando alla sua creazione . E quando si crea , la prima apertura sarà visibile all’interno della vostra biologia. Questo è un altro suggerimento . Continuare a imparare le cose in uno stato di entanglement quantistico , perché è l’ inizio del vero stato quantico da cui è possibile effettuare una tecnologia tridimensionale ……

  6. Prosit55 il said:

    E quanto segue è tratto da una canalizzazione del 2012, ma tradotta dal Russo, malissimo:
    E c’è il motore della coscienza responsabile per i punti nodali , portali e vortici , ma non solo . Perché insieme con il reticolo cristallino e la lente costruita Pleiadiani . E la lente è ciò che è necessario mettere a fuoco, e si concentra su ciò che è necessario per trasmettere un segnale , e trasmette al centro della galassia . Caro , 26 mila anni fa, si è iniziato quando cantato questi toni . Ha creato quello che noi chiamiamo il blocco . Ed è bloccato in un posto in questa particolare rete , insieme con la lente , che rappresenta. Questa non è una serratura arrugginita , ma la serratura che soddisfa ed è pronta , se siete arrivati ​​in questo momento e luogo alla fine della precessione degli equinozi . Quando si gira la chiave , una volta utilizzando la compassione e l’amore dei loro antenati . E si arriva al luogo dove, attraverso toni canto di nuovo cominciare a girare una chiave per aprire la serratura , e il reticolo cristallino con la lente inizierà a concentrarsi sul centro della galassia , che si interseca con il sole. E in questo momento , i toni si aprirà la serratura e griglia inizieranno a cambiare . E la griglia e la lente invierà un segnale , in base ai colori che cantata .
    Ora si capisce la meccanica . La prossima cosa che vi dirò , per chi ascolta . E dopo il reticolo cristallino si attiva e invia un segnale inviato letteralmente al centro del vostro sole e il centro galattico , come abbiamo detto , ci saranno cose esoteriche . E poi ti dirò qualcosa di super – esoterico .
    Segnale raggiunge il centro della galassia , e ha ricevuto dalla macchina , che tu non sai nulla . Nella vostra tridimensionalità e le leggi della fisica limitate pensi che c’è una cosa strana (non è possibile , tra l’altro , nel proprio fisico tridimensionale ) , è la chiami un “buco nero “. Un luogo che ha il suo obiettivo , perché si rifrange la luce e il tempo. E questo dovrebbe darvi un indizio che qualcosa che sta al di fuori vostra fisica .

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